Al via “Priolo Jazz Fest” al Centro diurno per gli anziani

Priolo. Al via da venerdì prossimo (23 gennaio) “Priolo Jazz Fest”. Il primo appuntamento vede, sul palcoscenico del centro diurno per gli anziani, Javier Girotto & Dino Rubino Trio, con Don Javer Girotto al sax, Dino Rubino al piano, Nello Toscano al contrabbasso e Peppe Tringali alla batteria.
Il giorno successivo, (sabato 24 gennaio), sempre al centro di via Mastringiano, un altro appuntamento con il grande jazz: ci sarà, infatti, il grande Irio De Paula in “Jazz bossaguital recital”.
“Stiamo rispettando tutti gli impegni presi con gli appassionati di musica – dice il sindaco di Priolo, Antonello Rizza – gli appuntamenti musicali del cartellone natalizio sono stati davvero di spessore. E continuiamo, a gennaio, con questi due concerti,

che portano nel nostro Comune artisti che rappresentano il gotha del jazz internazionale. E’ una programmazione che facciamo non soltanto per gli amanti di questo genere. Vorremmo, infatti, che tutti si avvicinassero all’ascolto della musica calda, che crea emozioni e promuove aggregazione, perché si crei una cultura diffusa del jazz”.
I concerti cominciano alle 21,00.

LE SCHEDE DEGLI ARTISTI DI VENERDI’

 

Javier GirottoJavier Edgardo Girotto nasce a Cordoba nel 1965. Si avvicina alla musica grazie al nonno materno A.L.Caroli, direttore di banda, suonando prima il rullante, poi il clarinetto piccolo in Mi bemolle, nella Infanto Juvenil de Cordoba e nella banda di Villa del Rosario, per poi passare a quello in Si bemolle.

Il passaggio, per un clarinettista, al saxofono è naturale. Scelto il sax contralto, comincia a frequentare Buenos Aires, in cerca di qualcuno che lo avvii al jazz, purtroppo senza fortuna.

Rientrato a Cordoba forma i suoi primi gruppi di ispirazione jazzistica, dedicandosi anche alla musica commerciale dei cosiddetti “Cuartetos”. A sedici anni intraprende gli studi classici, iscrivendosi al Conservatorio Provincial De Cordoba e non esistendo la cattedra di sassofono, si iscrive ai corsi di clarinetto e flauto raggiungendo il compimento medio in entrambi gli strumenti. Parallelamente agli studi in conservatorio forma e collabora con diversi gruppi, tra cui i Vertiente, un mix di fusion e folklore argentino, i Jazz 440.

A 19 anni vince una borsa di studio del Berklee College of Music e gli si spalancano finalmente le porte del mondo del jazz. Resta nella prestigiosa scuola bostoniana per quattro anni, diplomandosi in Professional Music “Cum Magna Laude”. I quattro anni statunitensi sono proficui, un periodo in cui ha approfondito gli studi di composizione e arrangiamento e di sax e improvvisazione con maestri del calibro di Joseph Viola, George Garzone, Hall Crook e Jerry Bergonzi, imparando poi, “il mestiere”, suonando con Danilo Perez, George Garzone, Hall Crook, Bob Moses, HerbPomeroy e tanti altri musicisti da cui ha raccolto una scintilla della loro esperienza L’avventura italiana di Javier Girotto inizia a 25 anni, per curare alcuni affari della sua famiglia, di origini pugliesi, (il tramite della cittadinanza italiana) decidendo in breve tempo, di iniziare in questa nazione la sua carriera professionale.

Anche in Italia alterna la collaborazione con gruppi di musica commerciale, latina, con la formazione di diversi gruppi jazz, con cui comincia la sua indefessa attività di compositore e arrangiatore. La sua prima formazione romana è “TercerMundo”, insieme ad Horacio “El Negro” Hernandez, sui binari del latin jazz, un sestetto formato da piano, basso, percussioni, batteria, tromba e sax, seguito a ruota dai “”Six Sax, un quartetto di saxofoni, con basso e batteria, composto da Rosario Giuliani e Tony Germani all’alto, Gianni Savelli al tenore, Javier al baritono, Marco Siniscalco al basso e Pietro Iodice alla batteria, col quale incide il suo primo cd “Homenaje” nel 1995 con special guest Bob Mintzer e RandyBrecker.
In questo stesso periodo nasce il gruppo per il quale i sax soprano e baritono di Girotto sono maggiormente conosciuti, Aires Tango, con Alessandro Gwis al pianoforte, Marco Siniscalco al basso e Michele Rabbia alla batteria e percussioni, in un connubio delle ragioni del tango con quelle del jazz che, partendo dal piacere legato all’ascolto degli stilemi della musica argentina, rassicura l’ascoltatore nell’affrontare le “rapide” della “diversità” dei suoi soli. Con Aires Tango incide ben 10 dischi e nel 2009 festeggiano 15 anni di vita con il loro disco “10/15” (appunto per indicare 10º disco e 15 anni di vita del gruppo) gemme di un percorso in cui Girotto è stato accompagnato sempre dal plauso incondizionato del pubblico, che lo ha incoraggiato ad “aprire” il progetto alla voce di Peppe Servillo e all’orchestra sinfonica.

Roberto Gatto lo chiama a far parte del suo quintetto con cui incide 2 cd. Poi la pianista romana Rita Marcotulli lo inserisce nel progetto The woman next door, omaggio della musicista al regista François Truffaut. Marcotulli e Girotto daranno vita ad altri progetti in duo. Nel 2004 ha pubblicato l’album L’amico di Córdoba, con Natalio Mangalavite e Peppe Servillo (voce solista degli Avion Travel) e nel 2009 Fùtbol con la partecipazione di Toni Servillo e Fausto Mesolella.

Ha fatto parte poi dell’Essential Team di Pippo Matino. Infinite le collaborazioni passate e presenti con Antonello Salis, Roberto Gatto, Paolo Silvestri, Paolo di Sabatino, Enrico Rava, Stefano Bollani, Fabrizio Bosso, Salman Rushdie, Nada, Lello Arena, Leo Gullotta, Neri Marcorè, Mercedes Sosa, Paolo Damiani, Paolo Fresu, Toni Servillo e altri ancora. nel 2000 inizia la sua collaborazione con la prestigiosa ONJ, l’Orchestre National du Jazz di Parigi (Francia). nel 2006 Forma insieme al Paolo Silvestri Ensamble e Luciano Biondini quello che sarebbe la continuazione del disco “Anniversario” fatto con Aires Tango e l’orchestra sinfonica di Sofia ,registrando il primo album per la Giotto Music. Nel frattempo con la PMJO (Parco della Musica Jazz Orchestra – Auditorium di Roma), registra il disco “Argentina :Escenas en Big Band” con composizioni originali di Girotto, arrangiati da Luigi Giannatempo; nel dicembre 2008 viene invitato dalla Jazz Orchestra of the Concertgebouw di Amsterdam per una tournée in tutta Olanda presentando questo progetto de big band e nel agosto del 2010 sarà ospite della WDR big band (della radio di Colonia – Germania) per un progetto “Jazz tango” insieme a Gary Burton e Marcelo Nisinman; Nella stagione 2007-2008 ha partecipato allo spettacolo Uomini in frac, della Piccola Orchestra Avion Travel, insieme a musicisti come Danilo Rea che si è alternato al pianoforte con Rita Marcotulli, Furio Di Castri, Gianluca Petrella e Cristiano Carcagnile, eseguendo alcune canzoni di Domenico Modugno; lo spettacolo è stato allestito per festeggiare i cinquant’anni di Nel blu dipinto di blu. Nel 2011 fonda la propria etichetta discografica JG record.

Dino RubinoDino Rubino – La sua formazione e la sua carriera seguono una duplice inclinazione – quella di pianista, che si manifesta dalla prima infanzia, e quella di trombettista jazz a partire dalla sua prima adolescenza – che oggi si manifesta attraverso una personalità musicale in cui i due profili si incontrano, si intrecciano facendosi reciprocamente eco, in una sorta di convivenza che Rubino tende a mantenere “il più possibile pacifica”.

Pianista di formazione classica e jazz, vincitore in veste di trombettista del premio Massimo Urbani come miglior talento nazionale emergente nel 1998, è Enrico Rava a chiamarlo per sostituirlo in diversi concerti in Sicilia e a diffondere il suo nome quale esponente di spicco della nuova generazione di trombettisti europei.

Nel 2000 entra a far parte del progetto “Giovani artisti d’Europa” di Furio Di Castri e per un paio d’anni tiene concerti a Torino, Sarajevo, Israele.

Nel 2001, dopo un periodo di crisi, decide di abbandonare la tromba e di ricominciare lo studio del pianoforte.

Nel 2002 partecipa al concorso “Ibla Gran Prize” ricevendo una menzione d’onore.

Nel 2007 riprende a suonare la tromba.

Nel 2008 entra a far parte in due gruppi di Francesco Cafiso sia in veste di trombettista che di pianista.

Nel 2008 registra il primo disco da leader per l’etichetta giapponese Venus.

Nel 2009 si diploma in pianoforte e inizia la specializzazione in jazz presso il Conservatorio A.Corelli di Messina. Lo stesso anno riceve il premio “Corrado Marangi “.

Nel 2010 si classifica terzo al referendum di Musica Jazz come miglior talento emergente.

Nel 2012 esce il primo album del Dino Rubino Trio (con Paolino Dalla Porta al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria) Zenzi, per l’etichetta TukRecords di Paolo Fresu, un tributo del pianista, trombettista e compositore siciliano alla cantante e attivista sudafricana, di cui valorizza il patrimonio melodico e ritmico in un ritratto a più facce in chiave jazz: la Makeba cantante di world music, jazzista, cantastorie, cantante folk.

Dal 2012, Dino Rubino è docente di tromba jazz al Conservatorio di Catania.

Nel 2013 presenta Agape, progetto aperto di ricerca dedicato alla tradizione della sua terra.

Attualmente è impegnato con svariate formazioni, sia come trombettista, sia come pianista. In particolare come pianista suona in duo con Francesco Cafiso, nel quintetto di Flavio Boltro dedicato a Micheal Petrucciani, come trombettista fa parte del quartetto di Francesco Cafiso, il quintetto dedicato a Miles Davis di Roberto Gatto e a quello di Riccardo Fioravanti dedicato a John Coltrane.

Ha partecipato a tutte le più importanti manifestazioni dedicate al jazz in Italia e all’estero tra cui: Festival di Rochester-Usa 2012, Ravenna Jazz 2012, Festival Mundus 2012, Casa del Jazz- Roma 2012, Colombia Istituto di Cultura 2012 , Venezuela Istituto di Cultura 2012, Messico Istituto di Cultura 2012, Padova Jazz Festival 2012, Veneto Jazz 2012-2013, Londra Istituto Cultura 2009-2010, Santiago Jazz EU 2011, Shangai Italian Expo 2010, Portogallo Loulè Jazz Festival 2009, MITO jazz Festival 2011, Umbria Jazz Balkanic Windows 2009-2010, Skopie Jazz Festival 2008 e molti altri fra cui i più importanti jazz club.

Ha suonato con: Gianni Basso, Gino Paoli, Franco Cerri, Enrico Intra, Enrico Rava, Enrico Pieranunzi, Paolo Fresu, Steve Grossman, Bruce Forman, Paul Jeffrey, Roberto Gatto, Flavio Boltro, Danilo Rea, Dado Moroni, Bob Mintzeretcetc.

 

LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DI SABATO

Irio de PaulaIrio De Paula, nome completo Irio Nepomuceno De Paula (Rio de Janeiro, 10 maggio 1939), è un chitarrista, musicista e compositore brasiliano, specializzato nei ritmi brasiliani e sudamericani come bossa nova e samba. Nel mondo è riconosciuto come uno dei più qualificati musicisti del genere.
Nato a Rio de Janeiro il 10 maggio del 1939, imparò a suonare la chitarra da solo. Dagli anni settanta vive in Italia dove arrivò a seguito della cantante Elza Soares, insieme al percussionista Mandrake e al batterista Afonso Vieira, facendo presto conoscere il suo straordinario talento, che lo portò, come sessionman, a collaborare in numerose incisioni discografiche. Significativa la sua partecipazione a Per un pugno di samba, album realizzato a Roma da Chico Buarque de Hollanda con gli arrangiamenti di Ennio Morricone.

De Paula acquisisce una vasta notorietà presso il pubblico italiano quando la sua canzone Criança viene inserita nella colonna sonora de L’ultima neve di primavera (1973) e viene pubblicata sulla facciata B del 45 giri del tema principale del film, che raggiunge il primo posto nella hit parade.
Ha pubblicato più di cinquanta album, da solo o in varie formazioni, spaziando dalla musica brasiliana agli standard della musica americana. Ha accompagnato alla chitarra i più popolari artisti della musica latinoamericana quali Sergio Mendes, Elza Soares, Baden Powell, Eumir Deodato, Astrud Gilberto e ha inoltre partecipato come ospite, sia dal vivo che in studio, a incisioni di prestigiosi jazzisti quali Gato Barbieri, Chet Baker, Tal Farlow, Archie Shepp.

 

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