Patteggia 4 anni e 8 mesi per tre pistole e 650 grammi di cocaina

Mesi fa aveva patteggiato la pena di due anni e quattro mesi di reclusione per detenzione illegale di tre pistole e di alcuni caricatori di proiettili ed aveva ottenuto gli arresti domiciliari dal Tribunale feriale. Domiciliari che non ha mai messo in atto poichè contro lui pendeva un’altra ordinanza di custodia cautelare in carcere per possesso illegale di 615 grammi di cocaina. Adesso, a distanza di cinque mesi dal giorno in cui fu arrestato dagli agenti della Squadra Mobile, Sabatino Schiavone, 55 anni, difeso dall’avvocato Junio Celesti, ha patteggiato innanzi al Giudice delle indagini preliminari Andrea Migneco la pena di anni quattro e mesi otto di reclusione, sia per il reato di possesso illegale delle tre pistole sia per detenzione di 615 grammi di cocaina. La pena

precedentemente patteggiata di anni due e mesi quattro di reclusione è stata assorbita in questa nuova condanna applicata allo Schiavone dal Gip Migneco. Dopo la lettura della sentenza di applicazione della pena a richiesta delle parti, il difensore dell’imputato, avvocato Celesti, ha chiesto al Gip Migneco la concessione degli arresti domiciliari per il proprio assistito. Il Gip Migneco, dopo essersi riservato, ha accolto la richiesta e nella mattinata di martedì 17 febbraio ha firmato il provvedimento di concessione degli arresti domiciliari a Sabatino Schiavone.

L’arresto di Sabatino Schiavone avvenne nel mese di settembre dello scorso anno. Gli agenti della Squadra Mobile, recatisi nella sua abitazione, effettuarono una meticolosa perquisiione, durante la quale venivano a galla sia le tre pistole e i caricatori di pallottole sia la pasta di cocaina per un peso di 650 grammi. Il Pubblico Ministero Roberto Campisi disponeva il rinvio a giudizio, con citazione per direttissima, di Sabatino Schiavone perchè rispondesse dinanzi al Tribunale feriale del reato di detenzione illegale delle armi e delle munizioni, mentre relativamente all’accusa di detenzione ai fini di spaccio di 650 grammi di cocaina trasmetteva gli atti al Giudice delle indagini preliminari Michele Consiglio per la convalida dell’arresto. Sia durante il processo per direttissima, svoltosi dinanzi al Tribunale feriale, presieduto dal giudice monocratico Andre Migneco, sia nel corso dell’udienza di convalida svoltasi dinanzi al Gip Michele Consiglio, Sabatino Schiavone, sempre difeso dall’avvocato Junio Celesti, si dichiarava colpevole, dettando a verbale quasi una analoga dichiarazione. L’unica variazione riguardava la tipologia del reato. Dinandi al Tribunale feriale si è dichiarato colpevole del reato di detenzione delle tre pistole e dei caricatori di proiettili, viceversa davanti al Gip Consiglio l’indagato ha detto: “Mi assumo la responsabilità di quanto mi viene addebitato, ma non voglio fornire alcuna spiegazione in merito alla droga che custodivo in casa, perchè intendo avvalermi della facoltà di non rispondere”. Anche per le armi aveva detto la stessa cosa, cioè che faceva ricadere su di sé tutta la responsabilità ma che non intendeva fare delle dichiarazioni qualora gli fosse stato chiesto di dire da chi avesse ricevuto le pistole. Ai giudici è apparso fin troppo evidente che non erano di Sabatino Schiavone nè le pistole nè la cocaina. Ma, poichè non ha inteso fare i nomi delle persone per conto delle quali custodiva nella propria abitazione armi e droga, a pagare il conto è stato lui.

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