Lo accusano di avere ingoiato cocaina, ma la prova non c’è e viene assolto

Siracusa. La Procura, sulla base del rapporto della Polizia di Stato in cui si asseriva che Giampaolo Mazzeo, 39 anni, aveva ingoiato delle dosi di cocaina per non farsele sequestrare, aveva chiesto il invio a giudizio, ma il Giudice dell’udienza preliminare Stefania Storaci, accogliendo la richiesta dell’avvocato Junio Celesti, che si era opposto in quanto non c’era agli atti la prova della circostanza riferita dalla Polizia, ha emesso sentenza di non luogo a procedere per non aver commesso il fatto. La denuncia risale al 30 maggio dello scorso anno. Fu redatta dagli agenti della Squadra Mobile che nella denuncia scrissero di aver notato il Mazzeo ingoiaiare l’involucro contenente la sostanza stupefacente, verosimilmente della cocaina. Solo che i poliziotti 

non si preoccuparono di dimostrare quanto sostenevano, poichè agli atti non c’è la prova – questa la tesi della Difesa di Giampaolo Mazzeo – di aver accompagnato il presunto pusher all’ospedale di farlo sottoporre ai raggi X per fotografare la presenza del corpo estraneo nelle sue viscere.
Per Mazzeo un’altra buona notizia visto che alcuni giorni prima dell’assoluzione era stato scarcerato a seguito dell’arresto subito, sempre dagli agenti della Squadra Mobile, in esecuzione ad un ordine di carcerazione per espiare la pena di otto mesi di reclusione. Il suo difensore, avvocato Junio Celesti, è subito intervenuto esibendo le carte che dimostravano che il Mazzeo quella pena l’aveva interamente espiata tra detenzione in carcere e detenzione agli arresti domiciliari. Di fronte alla documentazione prodotta dal difensore, la Procura ha dovuto fare marcia indietro, ordinando l’immediata scarcerazione di Giampaolo Mazzeo.

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