L’insegnante di religione di Augusta ammette parzialmente gli addebiti

Augusta. Il professore di religione e tutore di minori extracomunitari privi di accompagnatori, arrestato dagli agenti della Squadra Mobile giovedì della scorsa settimana perchè sorpreso nella camera da letto della propria abitazione in compagnia di due ragazzini egiziani, di cui uno, un diciassettenne, affidatogli dai giudici del Tribunale di Siracusa, con i quali stava facendo sesso, ha ammesso parzialmente gli addebiti. Il docente, che si chiama Giuseppe Abate, 50 anni, ha negato le accuse di un giovane egiziano che, con le sue dichiarazioni rese alcune settimane addietro agli agenti della Squadra Mobile di Roma, aveva fatto scattare le indagini contro l’insegnante di religione di Augusta (il professore insegna anche a 

Priolo e Siracusa). L’uomo, rispondendo alle domande del Giudice delle indagini preliminari Andrea Migneco, alla presenza del proprio difensore di fiducia, avvocato Puccio Forestiere, ha detto che contro di lui è stato montato un castello di accuse frutto di menzogne. A suo dire, l’unica parte veritiera delle accuse di abusi sessuali su stranieri minorenni è quella dell’attrazione fisica provata per il diciassettenne su cui lui aveva la tutela. L’arrestato ha confessato che il giorno in cui è stato ammanettato, nel corso della mattinata, si è recato al Villaggio Miano dove ha prelevato il quindicenne amico del giovane egiziano che viveva a casa sua. Hanno pranzato tutt’e tre assieme e poi lui e il diciassettenne si sono recati in camera da letto per fare sesso. Sempre a dire dell’indagato, il quindicenne, ad un certo punto, è entrato nella camera da letto ma non avrebbe avuto nemmeno il tempo di prendere parte ai giochi sessuali perchè nella casa del sacerdote hanno fatto irruzione i poliziotti della Squadra Mobile. Gli agenti non hanno avuto bisogno di sfondare la porta in quanto l’hanno aperta con la chiave. Ma chi gliel’aveva fornita? Forse il ragazzo di diciassette anni? Al momento non ci sono risposte ai due interrogativi. E’ però certo che i poliziotti sono entrati in massa nella camera da letto e hanno sorpreso il professore di religione e i due ragazzi egiziani denudati sul letto. Abate, però, sostiene che il destinatario delle sue attenzioni sessuali era soltanto il diciassettenne e non il quindicenne. Il quale, sempre secondo il professore di religione, sarebbe stato un incomodo partecipante ai giochi erotici. Ma queste sono puntualizzazioni che poca rilevanza hanno per la giustizia penale. La verità è che il docente di religione predicava bene e razzolava male.Tante belle parole sull’accoglienza e sull’assistenza da dare ai migranti, specialmente se giovani e avvenenti, che sbarcavano ad Augusta. Lui dice che il ragazzo che lo ha inguaiato si sarebbe vendicato, in quanto l’insegnante-tutore non lo aveva voluto proteggere allorquando, dopo essere fuggito da un centro di accoglienza di Messina, era piombato nottetempo a casa sua, ad Augusta. Quello voleva che il professore mentisse alle autorità. Ma Abate si è rifiutato e ha consegnato il ragazzo egiziano alla Polizia che, poi, l’ha trasferito in un centro di accoglienza di Roma. E nella capitale, durante i colloqui con gli assistenti sociali, l’egiziano ha parlato delle tendenze sessuali dell’insegnante di religione di Augusta. Le sue dichiarazioni sono state trasmesse al dirigente della Squadra Mobile della Questura di Siracusa, dottor Cicero, che, a sua volta, le ha inviate alla Procura dei Minori di Catania. Il fascicolo è finito poi alla Procura distrettuale che ha disposto opportune indagini sul conto di Giuseppe Abate al fine di verificare la fondatezza delle accuse proferite nei suoi confronti dal giovane egiziano. Sono state disposte intercettazioni ambientali e l’installazione delle microspie nell’abitazione del docente di religione e così, giorno dopo giorno, i poliziotti si sono fatti una precisa idea del suo modo di intendere l’accoglienza da fornire ai minori extracomunitari affidatigli dal Tribunale. Hanno capito che avevano a che fare con un cinquantenne che prediligeva avere rapporti sessuali con ragazzi dello stesso sesso. E quando hanno avuto la certezza che si stava preparando, dopo il lauto pranzo di giovedì della scorsa settimana, ad un festino erotico non con uno solo ma addirittura con due ragazzini contemporaneamente, hanno aperto la porta della casa di Giuseppe Abate e lo hanno beccato in flagranza di reato mentre si accingeva a far sesso con i due giovanissimi egiziani. Abate ammette solo in parte gli addebiti, ma, ahimè per lui, la restante parte della storia di prostituzione minorile viene raccontata dai due ragazzi egiziani sorpresi in sua compagnia e da quell’altro egiziano ora ospite di un centro accoglienza di Roma. “Ho sbagliato ed è giusto che paghi, ma solo per quanto da me confessato” – avrebbe detto il docente al Gip Migneco. Il quale, dopo aver convalidato l’arresto, ha disposto la misura della custodia in carcere per il docente di religione, così come chiesto dal Pubblico Ministero Maurizio Musco, titolare delle indagini. L’arcivescovo di Siracusa, monsignor Salvatore Pappalardo, appena informato dal magistrato della Procura e dal dirigente della Squadra Mobile delle gravissime accuse mosse a a Giuseppe Abate, lo ha sospeso dall’attività di insegnante di religione. E il Tribunale ha depennato il suo nome dall’elenco dei tutori cui dare in affidamento minori stranieri senza accompagnatori.

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