Fiaccolata per Eligia Ardita e per la figlia Giulia mai nata

Siracusa. Questa volta niente coltellate né pallottole né martelli, picconi, cappi e forche improvvisate.
Questa volta ci saranno risparmiati il solito “raptus” e la solita “follia” tanto cari alla stampa e agli avvocati degli assassini.
Ma anche questa volta, però, c’è una donna morta da piangere. Una donna di 35 anni con una bimba in grembo. E la sua morte non ha nulla di naturale.
La sua morte ha il sapore amaro dell’assassinio, un sapore inconfondibile che ormai conosciamo a memoria….
“Gravi lesioni al capo”. È questo uno dei nuovi elementi emersi dall’autopsia compiuta dal medico legale incaricato dalla Procura e che apre nuovi scenari 

sulla morte di Eligia Ardita,
infermiera di 35 anni all’ottavo mese di gravidanza, in attesa della piccola Giulia. Gravi lesioni al capo emersi dopo cinque lunghi, interminabili mesi?
Certo, dove la morte non è stata preceduta da maltrattamenti né aggressioni, non si pensa subito al delitto. Ma in un paese dove le donne vengono razziate, stuprate e uccise per motivi futili e abbietti,
dove da anni ormai corrono sul filo le parole strage, sterminio e mattatoio…in un paese che ha il primato del femminicidio in Europa, e si producono leggi inutili e balzane che non riescono ad arginare
lo scannatoio…in un simile paese chiamato Italia, al delitto occorre pensarci subito. Immediatamente.
Venerdì 19 giugno, alle 18,30 al mercatino di Sanata Panagia, noi volontarie della Rete Centri Antiviolenza faremo parte di una fiaccolata per la giovane Eligia e per la piccola Giulia che non ha visto la luce.
Noi, donne per le donne, non sopporteremo questa ennesima morte senza reagire. Offriremo alla famiglia l’aiuto legale e il sostegno della nostra solidarietà.
E mercoledì 24 giugno alle 10,30 per nostra iniziativa, nella piazzetta antistante la via Platani (prima traversa a sinistra di via Avola) il sindaco Garozzo scoprirà una targa da noi curata, proposta e concepita, per le vittime di femminicidio.
Perché in questa città prima di negare un rifugio ad una vittima in pericolo, prima di lasciare che la polvere si depositi sulle sue denunce, prima che il suo grido di aiuto si spenga nel frastuono generale,
qualcuno si ricordi che qui, anche qui, le donne muoiono ammazzate!

Raffaella Mauceri

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