Votata mozione per impedire di pagare 20 milioni a Open Land

Siracusa. Seduta consiliare interamente dedicata alla mozione d’aula riguardante la lite pendente davanti al Consiglio di Giustizia amministrativa tra il Comune e l’Open Land.

L’aula ha preliminarmente respinto le pregiudiziali sulla trattabilità del punto all’ordine del giorno per “incompetenza del Consiglio”. A chiederle il consigliere Salvatore Castagnino; a motivarle il segretario generale Costa “In quanto il Consiglio è organo di indirizzo e controllo, e la fattispecie vi rientra”.
Sull’argomento erano intervenuti anche il consigliere Cetty Vinci che ha parlato di “Mozione che aumenterà i costi della causa e di provvedimento destinato ad aprire un altro contenzioso”; e Gaetano Firenze che ha definito “Fuorviante l’iniziativa,

non essendoci alcun motivo per mettere il consesso a conoscenza di questi fatti”.

E’ toccato al capogruppo del Pd, Francesco Pappalardo, uno dei tredici primi firmatari della mozione, illustrarla in aula, prima del dibattito. La mozione ripercorre l’iter giudiziario della vicenda, fino alla nota riservata del legale dell’Ente in data 13 aprile 2015, indirizzata al Sindaco, nella quale si comunica come nella vicenda “emergono una serie di profili che non è agevole valorizzare in seno al processo amministrativo, in quanto il Giudice amministrativo non è “attrezzato” per rilevare appieno alcune incongruenze come, ad esempio, il deposito in giudizio di documenti pretesamente di data certa, ovvero i comportamenti apparentemente equilibrati ed irrispettosi del principio del contraddittorio tenuto dal C.T.U.”.

“Il Consiglio – recita tra l’altro la mozione – non può rimanere inerte considerato che è stato interessato della problematica con la nota protocollo 830 del 3 giugno 2015, indirizzata al Presidente; ed atteso che esso ha il compito di rappresentare la comunità siracusana, di esprimerne la volontà, di promuoverne lo sviluppo e di curarne gli interessi”.

“Una condanna al risarcimento dei danni per come quantificata nella relazione del C.T.U. – continua la mozione – produrrebbe uno squilibrio finanziario del Comune con gravissimo ed irreparabile nocumento per gli interessi e lo sviluppo della comunità siracusana. Il contenuto contraddittorio delle sentenze sopra richiamate, evidenzia, inoltre, una manifesta difficoltà di interpretazione dei procedimenti amministrativi oggetto dei giudizi tra il Comune di Siracusa e l’Open Land”.

“Incomprensibile ipotizzare – infine – che una collettività possa subire pregiudizi gravissimi per il proprio sviluppo a fronte di una richiesta di rilascio di una concessione edilizia per la realizzazione di un intervento edilizio che non sarebbe stato assentibile alla luce della pertinente normativa urbanistica e che è stato comunque realizzato”.

Nel dibattito che ha preceduto l’approvazione della mozione sono intervenuti diversi consiglieri. Per Simona Princiotta “La mozione, come proposta, è un atto diffamatorio”, ed è da denunciare al contempo “Il silenzio dell’Amministrazione che avrebbe dovuto comunicare al Consiglio gli sviluppi della vicenda per poi trattarla in una seduta d’aula dedicata”.

Per Massimo Milazzo “Tutta la vicenda è stata gestita in maniera superficiale. Sin dal suo insediamento – ha detto il consigliere rivolgendosi al Sindaco – occorreva coinvolgere direttamente il Consiglio: adesso è troppo tardi”. Milazzo ha infine chiesto l’istituzione di una commissione d’indagine interna per verificare quanto successo sulla vicenda.

Identica richiesta è venuta anche da Gaetano Firenze perché “Dalla vicenda emergono delle responsabilità che nessuno può coprire”. Per Firenze, infine, “La seduta non ha senso se non quello di determinare un costo: se il sindaco sapeva da aprile doveva denunciare penalmente quello di cui era venuto a conoscenza”.
Di “Azione a tutela della città” ha invece parlato Sonia D’Amico per la quale la mozione è uno stimolo del Consiglio all’Amministrazione “Per sgombrare il campo dai dubbi sull’eventuale irritualità di quanto sta emergendo”.

Per Alberto Palestro la mozione è “Un atto che vuole muovere la coscienza dell’Amministrazione che va sostenuta nella sua attività volta a fare chiarezza su una vicenda che riguarda tutti i siracusani ed il loro futuro e della quale, quindi, il Consiglio doveva essere informato”.

Il sindaco, Giancarlo Garozzo, presente in aula, ha difeso il comportamento seguito dall’Amministrazione. “Logico avvertire il Consiglio di quanto accaduto, un atto di responsabilità” ha detto Garozzo per il quale “La mozione è a tutela della città. Bisognava attendere l’esito del processo per fare i passi che andremo a fare: prima non si poteva intervenire per ovvi motivi procedurali, avremmo solo fatto attività mediatica”.
Per Salvatore Sorbello “Non tutti gli elementi sono stati messi nella disponibilità del Consiglio”, circostanza che lo ha poi indotto ad abbandonare l’aula.

Per Fortunato Minimo, invece, la votazione della mozione è un “Atto che va a difesa della città e dei siracusani.Non capisco quindi, se non in chiave politica, questo atteggiamento dell’opposizione contro una mozione che vuole evitare il default dell’Ente”.

Ad illustrare gli emendamenti alla mozione i consiglieri Stefania Salvo, che l’ha definita “Un atto di responsabilità che serve a rafforzare l’azione che il Sindaco porterà avanti in tutte le sedi”; ed Alberto Palestro per il quale “Questa mozione è un atto a tutela della collettività”.

Il civico consesso ha poi approvato l’atto con venti voti a favore e le astensioni dei consiglieri Firenze, Milazzo e Princiotta. La mozione “impegna il Sindaco e la Giunta ad operare ogni utile iniziativa, anche informando e trasmettendo tutti gli atti agli organi competenti ritenuti idonei in materia giurisdizionale, a tutela degli interessi dei cittadini siracusani, affinchè ciascuna istituzione coinvolta verifichi quanto esposto dall’avv. Nicolò D’Alessandro nella nota del 13 aprile 2015, nonché la nota prot. Pres. del Consiglio n.830 del 3 giugno 2015 a firma del segretario generale dott.ssa Danila Costa e del dirigente avv. Salvatore Bianca, unitamente al presente deliberato”.

La replica di Open Land all’iniziativa del Consiglio comunale è arriva a stretto giro di posta. Uno dei legali della ditta Frontino ha liquidato l’iniziativa con una frase che non lascia alcuna speranza di successo al sindaco Garozzo di riuscire a bloccare il pagamento di 20 milioni e 400 mila euro deciso dal Consiglio di Giustizia Amministrativa di Palermo. “Sono tutte cazzate” – la frase pronunciata dal legale di Open Land. Il professionista ha aggiunto. “Il countdown è iniziato e il 18 giugno il Cga entrerà in camera di consiglio per emettere la sentenza e nominare il commissario che dovrà insediarsi a Palazzo Vermexio, qualora l’Amministrazione comunale non effettuerà il pagamento del risarcimento dei danni all’Open Land. Possono approvare tutte le mozioni, ma nulla impedirà a Open Land di pretendere il pagamento dell’indennizzo di 20 milioni e 400 mila euro. Anche la richiesta di Legambiente, finalizzata a far sospendere il pagamento dell’indennizzo fino alla pronuncia della Corte di Cassazione – aggiunge il legale della famiglia Frontino – è infondata. Nelle ultime settimane anche il Consiglio di Stato ha rigettato due istanze dello stesso tenore avanzate dal Comune di Siracusa. Ormai il sindaco Garozzo non può fare più nulla per impedire il pagamento dell’indennizzo alla ditta Open Land”.

Intanto, l’ufficio stampa del Comune informa che, nella stessa giornata del 18 giugno, il sindaco Giancarlo Garozzo, insieme alla giunta municipale, terrà una conferenza stampa per comunicazioni sul contenzioso tra Comune e Open Land.
L’incontro con i giornalisti è fissato alle 10,30, nella Sala “Archimede” di piazza Minerva 5. A Palermo, nella stessa giornata del 18 giugno, è prevista la camera di consiglio del Consiglio di Giustizia Amministrativa per deliberare la sentenza.

 

 

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