Convalidato il fermo giudiziario dell’uomo che ha ucciso la moglie

Siracusa. Il fermo giudiziario disposto dal procuratore aggiunto Fabio Scavone e dal sostituto procuratore Magda Guarnaccia nei confronti di Christian Leonardi, 40 anni, è stato convalidato dal Giudice delle indagini preliminari Michele Consiglio. Il quale, inoltre, dopo aver raccolto le dichiarazioni rese dall’indagato, ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare della custodia in carcere. Alla luce di quanto riferito da Christian Leonardi si può sostanzialmente dire che lui non ha confessato ai magistrati della Procura la propria responsabilità in ordine all’accusa di omicidio volontario aggravato. Dinanzi al Gip il Leonardi ha ribadito di avere avuto una violenta lite con la moglie e che lui l’ha picchiata nel corso della colluttazione ingaggiata 

la sera del 19 gennaio scorso. A suo dire non aveva alcuna intenzione di sopprimerla ma, una volta che la moglie era morta, l’indagato si è attivato per fare scomparire le tracce della violenta colluttazione. Anche lui ha confermato che nel corso della colluttazione la donna era stata colpita da conati di vomito prima di stramazzare sul pavimento morente. Anche sulla fattispecie delittuosa di procurato aborto, l’indagato non ha ammesso l’addebito. La morte del feto l’indagato la considera un ulteriore incidente. Contrariamente alla riluttanza manifestata quando ha dovuto parlare degli scottanti reati di omicidio volontario aggravato e di procurato aborto, Christian Leonardi ha ritrovato la parola quando ha dato una dettagliata descrizione di tutti gli atti effettuati per modificare la scena del delitto. Leonardi al Gip Michele Consiglio ha raccontato di avere ripulito la parete dalle macchie di vomito, di averla lavata con una spugna e di averla anche tinteggiata per evitare che i soccorritori del 118, che si accingeva da lì a poco a chiamare, potessero insospettirsi. Leonardi ha raccontato di avere lavato il pavimento, la parete e persino i mobili dalle tracce di sangue, schizzate dal volto della vittima man mano che lui infieriva colpendo il volto della moglie con pugni e schiaffi, e quando ha creduto di avere fatto sparire le prove del delitto ha preso per un braccio il corpo della vittima e l’ha trascinato fino nella stanza da letto, dove poi lo ha ricomposto. Durante lo spostamento dalla stanza della colluttazione alla camera da letto la guardia giurata ha fatto battere più volte la testa della moglie sul pavimento, come se l’avesse scambiato per un manichino. Ma lui, tutto questo, lo qualifica un malaugurato incidente. Di omicidio volontario non ne vuol sentire parlare. Leonardi gli atti successivi al decesso della moglie, li considera azioni di depistaggio. Riguardo allo scuoiamento del cuoio capelluto e ai segni di asfissia meccanica riscontrati dal medico legale Orazio Cascio sul cadavere di Eligia Ardita, l’indagato ha fornito una sua spiegazione: le ferite alla testa sarebbero state provocato dal trascinamento violento del corpo della moglie da una stanza all’altra, mentre in relazione ai segni di asfissia meccanica a livello polmonare Christian Leonardi non esclude che possano essere stati provocati inconsapevolmente durante la colluttazione con la moglie. L’uomo ha ammesso anche i maldestri tentativi operati per indirizzare le indagini dei Carabinieri verso il ginecologo che aveva in cura sua moglie e il personale del 118 era intervenuto in via Calatabiano, a seguito della richiesta di aiuto fatta dal Leonardi. L’uomo, infatti, ha accusato della morte della consorte e del feto che portava nel grembo all’imperizia del ginecologo e del personale del 118 che il 20 gennaio 2015, a seguito della denuncia presentata ai Carabinieri dal Leonardi, stati iscritti nel registro degli indagati per l’ipotesi di omicidio colposo. Alcuni giorni più tardi, a seguito delle risutanze emerse dall’autopsia effettuata dal dottor Cascio di Catania, il fascicolo aperto a carico del ginecologo e del personale del 118 è stato archiviato, ed il Pubblico Ministero Magda Guarnaccia ne ha aperto un secondo intestato a Christian Leonardi, indagato per i reati di omicidio volontario aggravato e procurato allarme. Il Leonardi, nel giro di una settimana, è passato da parte offesa a indagato. E ha avuto anche la faccia tosta di impugnare il provvedimento di sequestro di alcuni oggetti (due pistole, un paio di manette e altri corpi contundenti) prelevati nella sua abitazione dai Carabinieri. Ma il Tribunale della Libertà di Siracusa ha rigettato il suo ricorso, ritenendo legittimo il sequestro disposto dal Pubblico Ministero Guarnaccia.

Ovviamente, per la ipotesi omicidiaria si pronunciano i magistrati della Procura, i Carabinieri del comando provinciale e i famigliari di Eligia Ardita. La famiglia dell’infermiera, parte offesa nel procedimento avviato contro l’uxoricida, ha dato mandato all’avvocato Francesco Villardita e preannuncia di volersi costituire parte civile contro Christian Leonardi. L’indagato, tradotto dopo la convalida del fermo presso la Casa Circondariale di Cavadonna, è difeso dall’avvocato Aldo Scuderi.

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