La riempiva di botte e le ha rotto il timpano e lui: “Mia moglie è malata”

Siracusa. A Cavadonna mercoledì 26 aprile si è svolto l’interrogatorio di garanzia di Antonio Romano, 49 anni, imprenditore edile, accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. L’uomo, alla presenza del suo difensore di fiducia, avvocato Biagio Poidomani, ha negato gli addebiti sostenendo che sua moglie si era inventata la storia delle percosse ricevute compresa quella di avere riportato la rottura del timpano, in occasione dell’ultimo litigio. “Mia moglie è malata, poverina va capita… “, detto il detenuto. Il Romano è stato sottoposto all’interrogatorio di garanzia dal Giudice delle indagini preliminari Andrea Migneco che nei giorni scorsi aveva emesso a suo carico l’ordinanza cautelare di custodia in carcere.

A chiedere il provvedimento coercitivo era stato il Pubblico Ministero Margherita Brianese sulla base, non solo della denuncia presentata dalla moglie dell’imprenditore edile, ma soprattutto per la copiosa documentazione sanitaria acquisita dalla polizia giudiziaria rilasciata alla donna ogni volta che è stata costretta a ricorrere alle cure dei sanitari del Pronto Soccorso dell’ospedale Umberto I per farsi medicare le ferite causate dai pugni, dai calci e dagli schiaffi inferti dal violento marito. La copiosa certificazione sanitaria è stata utilizzata anche dal Gip Migneco per firmare l’ordinanza cautelare di custodia in carcere contro Antonio Romano. Ultimo documento fondamentale per spedire in carcere il manesco marito è stato quello rilasciato dai medici che hanno riscontrato alla vittima la rottura del timpano di un orecchio. E lui si è difeso dicendo al Gip di non credere alle parole di sua moglie perchè lei è una malata di mente e quindi è solita inventarsi fatti e cose. Il Gip Migneco non ha creduto alla sua versione e lo ha lasciato in carcere.

 

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