A 91 anni si è spento l’ex presidente della Corte d’Assise Gaetano Guzzardi

Siracusa. All’età di 91 anni si è spento l’ex presidente della Corte d’Assise di Siracusa, Gaetano Guzzardi. Da magistrato ha esercitato tutti i ruoli nel Penale, da pretore in Sardegna, alla sua prima nomina, a giudice del Tribunale a Siracusa, per poi diventare il presidente di un Collegio Penale. Sia come componente del Collegio Penale sia come presidente il dottor Gaetano Guzzardi ha trattato e definito migliaia di processi, alcuni dei quali molto complessi. Per la sua fermezza nel condurre il dibattimento e per la sua elevata preparazione giuridica il presidente Guzzardi è stato chiamato a presiedere la Corte d’Assise di Siracusa. Nel periodo in cui ha presieduto la Corte d’Assise – dagli inizi anni Novanta e fino al 1995 – il dottor Guzzardi si è occupato di processi a carico

di autori di omicidi commessi in particolar modo in provincia di Ragusa. La Corte d’Assise di Siracusa è competente a trattare i processi per omicidio volontario e per altri reati di cui è competente la Corte d’Assise, per cui dalla provincia di Ragusa, sempre particolarmente vivace sotto l’aspetto delle contese e delle diatribe per motivi passionali, per presunti sgarbi personali e per altre banali motivazioni, la cancelleria della Corte d’Assise di Siracusa veniva inondata di fascicoli che puntualmente venivano affidati al presidente Gaetano Guzzardi. Il quale, tra arrabbiature e battute ironiche, riusciva a portare avanti l’istruttoria dibattimentale e alla loro naturale definizione i processi con la lettura del dispositivo di sentenza. Il presidente Guzzardi era temuto dagli imputati e dai suoi difensori. Tutti sapevano che con lui c’era poco da scherzare o dall’attuare delle strategie per perdere del tempo. Il presidente Guzzardi era fiero di essere un giudice temuto per il suo pugno duro nel condurre l’istruttoria dibattimentale e quando qualcuno – tra avvocati che arrivavano da altre province e imputati che avevano una fedina penale da far venire la tremarella – osava trasgredire alle sue “regole” esplodeva di ira. E non si vergognava di urlare come un ossesso. Ma poi, cinque minuti più tardi, veniva fuori il suo tratto di uomo di legge ma anche di grandissima umanità, e la sfuriata sanguigna si tramutava in una battuta scherzosa e la tensione si dissolveva immediatamente. Come tanti suoi predecessori – tutti autorevoli magistrati chiamati a presiedere la Corte d’Assise – anche il presidente Guzzardi decise di emularli facendo il “sermone” conclusivo agli imputati, per esortarli a cambiare tenore di vita e di vivere nel rispetto della legge. Il “sermone”, il presidente Guzzardi lo risparmiava soltanto agli imputati condannati all’ergastolo. Una sola volta trasgrediva al suo modo di agire. Fu quando, dopo aver inflitto l’ergastolo ad un ragazzo reo di un brutale omicidio, al giovane imputato disse: “Che Iddio abbia pietà di te”.
Il dottor Guzzardi è stato un grandissimo presidente di Corte d’Assise. Avrebbe dovuto presiedere lui la Corte d’Assise cui era pervenuto da Catania un “camion” di fascicoli intestati agli oltre 50 imputati coinvolti nell’operazione di mafia denominata “Gioconda”. Una settimana prima che si alzasse il sipario su quel processone, nel quale erano coinvolti i maggiori esponenti delle organizzazioni criminali che operavano in provincia di Siracusa, tutti chiamati a rispondere di una serie impressionante di omicidi, purtroppo, il presidente Gaetano Guzzardi venne colpito da un ictus cerebrale. Il suo posto venne preso dal dottor Salvo Barbara che, fino ad allora – siamo nell’autunno del 1995 – aveva lavorato nella Sezione Civile del Tribunale di Siracusa. La scelta del primo presidente del Tribunale si rivelava azzeccata poichè il presidente Salvo Barbara, sia pure seguendo metodi diversi rispetto al collega Gaetano Guzzardi, portava a definizione il maxi processo. A seguito di quel malanno fisico il presidente Guzzardi non fece più rientro a Palazzo di Giustizia, all’epoca ubicato in Piazza della Repubblica. Andò in pensione e si è goduto l’affetto della sua famiglia composta dalla moglie, da due figli e da un nugolo di nipotini.
Martedì sera, 17 ottobre, il presidente Guzzardi si è serenamente spento. I funerali si svolgeranno giovedì 19 ottobre, alle ore 15, nella Chiesa Santa Madre di Dio.

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