Durante la zuffa sparì un telefonino, due ventenni condannati per rapina

Siracusa. Questa mattina, martedì 3 luglio, si è celebrato il processo con rito abbreviato a carico di Giuseppe Messina e Alfio Gagliano, entrambi di 20 anni, accusati di rapina, di lesioni personali, di resistenza e violenza ai danni degli agenti della Volante che era intervenuta in Piazza Santa Lucia per sedare una zuffa tra i due imputati e altri due loro coetanei.
La zuffa si è verificata nel mese di dicembre dello scorso anno. Giuseppe Messina e Alfio Gagliano si trovavano in compagnia di due ragazze quando venivano molestati da due giovani. Tra i due imputati e gli antagonisti iniziavano delle schermaglie prima verbali ma i contendenti non si limitavano a scambiarsi degli insulti e delle minacce.

La lite, infatti, degenerava e i quattro giovani cominciavano a darsele di santa ragione. I passanti e i residenti delle vie limitrofe a piazza Santa Lucia preoccupati dalla piega che stava prendendo la zuffa telefonavano al centralino della Questura richiedendo l’invio di una pattuglia per dividere i quattro giovani. Quando gli agenti sono arrivati in piazza Santa Lucia alcuni dei partecipanti alla rissa si sono scagliati contro gli uomini in divisa, malmenandoli. Sia pure con fatica e doloranti per le botte riportate i poliziotti della Volante sono riusciti a dividere i contendenti e condurli negli uffici della Questura per gli opportuni accertamenti e stabilire a quale delle due coppie di giovani attribuire la responsabilità del pestaggio subito dai due poliziotti. Durante lo svolgimento degli accertamenti uno degli antagonisti di Giuseppe Messina e Alfio Gagliano ha denunciato la sparizione del telefonino. Messina e Gagliano hanno negato di averlo sottratto loro due il cellulare, adducendo che forse, durante la colluttazione, era caduto per terra. I poliziotti sono ritornati in piazza Santa Lucia senza però trovare il telefonino. Che, invece, è stato trovato a casa di uno degli antagonisti del proprietario del cellulare. I poliziotti lo hanno rinvenuto dentro un borsone di proprietà della madre di uno tra Messina e Gagliano. Il rinvenimento del cellulare ha determinato l’incriminazione di Giuseppe Messina e Alfio Gagliano per il reato di rapina. Ma non è tutto. Gli accertamenti effettuati in Questura sugli autori delle botte rifilate ai poliziotti della Volante hanno determinato l’attribuzione della responsabilità alla coppia Messina-Gagliano. Dalla Questura Giuseppe Messina e Alfio Gagliano sono usciti con le manette ai polsi e con un carico pesantissimo di accuse. Entrambi sono stati stati sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Giuseppe Messina ha nominato proprio difensore di fiducia l’avvocato Junio Celesti, mentre Alfio Gagliano ha incaricato l’avvocato Angelo De Melio di assisterlo. Si è celebrato oggi il processo con rito abbreviato innanzi al Giudice dell’udienza preliminare Anna Pappalardo e i due poliziotti picchiati e i due giovani antagonisti degli imputati sono usciti di scena.
La requisitoria è stata illustrata dal Pubblico Ministero Salvatore Grillo che ha chiesto l’affermazione della penale responsabilità di Giuseppe Messina e di Alfio Gagliano, sollecitando la loro condanna alla pena di quattro anni di reclusione a testa. I difensori si sono battuti per fare ottenere ai loro assistiti l’attenuante della provocazione, le attenuanti generiche e lo sconto di pena previsto dal rito abbreviato. In qualche modo la missione quasi impossibile degli avvocati Angelo De Melio e Junio Celesti è andata a buon fine. Il Gup Pappalardo ha sì riconosciuto colpevoli dei reati contestati ai due ventenni, ma ha deciso di condannarli alla pena di due anni e dieci mesi di reclusione ciascuno.
Nei prossimi giorni i difensori dei due ventenni presenteranno al Gup Pappalardo istanza per la revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari.

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