Udienza preliminare da “tarallucci e vino”, l’ex Pubblico Ministero Longo patteggia 5 anni

Messina. Per i difensori degli imputati coinvolti nell’operazione “Sistema Siracusa” l’udienza preliminare fissata per il 2 agosto davanti al Gup Simona Marino è assolutamente nulla poichè essendo già entrati nel periodo feriale, i Pubblici Ministeri avrebbero dovuto tener conto del termine di dieci giorni dal momento dell’inoltro della richiesta alla celebrazione dell’udienza. Il Gup del Tribunale di Messina ha emesso una ordinanza “da tarallucci e vino”, dicendo da un lato che i termini richiesti dalla legge per la procedura urgente non erano stati rispettati dai Pubblici Ministeri e dall’altro dicendo “non teniamo conto dell’odierna udienza, ma ci rivediamo domani mattina, venerdì 3 agosto, e mettiamo le cose al loro posto”. I difensori, però, hanno continuato a recriminare parlando di nullità insanabile degli atti e hanno insistito nel chiedere la disdetta di questa udienza preliminare e di fissarla nei tempi richiesti dalla legge, quindi fra due o tre mesi. Il Gup Marino ha preso atto delle ulteriori richieste di rinvio e delle eccezioni di nullità sollevate dai difensori degli imputati e ha rinviato l’udienza a venerdì mattina, 3 agosto, per dare lettura dell’ordinanza contenente le sue determinazioni. Incerto l’esito.  Forse l’udienza preliminare proseguirà nella mattinata di venerdì 3 agosto oppure ha più probabilità di successo l’ipotesi secondo cui il Gup alzerà bandiera bianca e restituirà gli atti alla Procura affinchè avanzi la richiesta di rinvio a giudizio alla fine del periodo feriale. Tutta la fretta di fissare l’udienza preliminare per il 2 agosto è inspiegabile. I Pubblici Ministeri temono che essendo vicini i termini di scadenza della misura cautelare degli arresti domiciliari tuttora in vigore per l’ex Pubblico Ministero Giancarlo Longo e per gli imprenditori Alessandro Ferraro e Fabrizio Centofanti, questi tre imputati possano riacquistare la libertà. I termini di validità della misura cautelare degli arresti domiciliari scadono immancabilmente il 6 agosto, quindi nella giornata di lunedì della prossima settimana. I magistrati della Procura vogliono dal Gup Marino il decreto del rinvio a giudizio perchè così potranno prolungare di altri due o tre mesi gli arresti domiciliari. 

Fra una eccezione l’altra e una dettatura a verbale in forma sintetizzata della richiesta del difensore che prendeva la parola, l’avvocato Bonaventura Candido, del Foro di Messina, difensore dell’ex Pubblico Ministero Giancarlo Longo e l’avvocato Stefano Rametta del Foro di Catania, difensore del commercialista Giuseppe Cirasa hanno chiesto al Gup Simona Marino di prendere nota della volontà dei loro clienti di voler patteggiare la pena. Il magistrato napoletano ha proposto di volersi accollare la pena di cinque anni di reclusione, mentre il commercialista ha chiesto di vedersi applicare la pena di cinque mesi di reclusione con la condizionale. 

Il magistrato Longo deve rispondere di una lunga serie di reati, che vanno dall’associazione a delinquere alla corruzione in atti giudiziari, mentre il commercialista deve rispondere del reato di falso. I Pubblici Ministeri Maurizio de Lucia, Federica Rende, Antonella Fradà e Antonio Carchietti hanno dato parere favorevole alle due proposte di patteggiamento, negando però al loro ex collega Giancarlo Longo l’attenuante della collaborazione. Quest’ultimo, infatti, 48 ore fa, si è presentato innanzi ai Pubblici Ministeri di Messina e ha reso delle dichiarazioni di grandissima rilevanza sulla vicenda in cui è coinvolto facendo delle puntualizzazioni sul conto di quei magistrati in servizio alla Procura della Repubblica di Siracusa che firmarono l’esposto contro di lui sia contro alcuni componenti del Consiglio Superiore della Magistratura. Gli atti erano stati secretati ma, essendosi sparsa la notizia del “faccia a faccia” tra Longo e i magistrati della Procura di Messina, questi ultimi venerdì mattina consegneranno ai difensori degli imputati la dichiarazioni rese dall’ex pubblico ministero. Anche queste inedite dichiarazioni di Longo provocheranno delle dure prese di posizione da parte dei difensori degli imputati pretendendo che venisse a ciascuno consegnata la copia dei verbali contenenti le dichiarazioni di Longo. E domani, quando tutti riceveranno la loro copia, tutti sistematicamente chiederanno i termini a difesa per cui l’udienza preliminare di venerdì 3 agosto difficilmente potrà essere celebrata.

Si sono presentati i difensori di alcune parti offese. Vorrebbero costituirsi parte civile il Comune di Siracusa, Legambiente, l’avvocato Nicolò D’Alessandro, il pubblico ministero Marco Bisogni. Non si sono presentati i Pubblici Ministeri firmatari dell’esposto contro Longo e gli avvocati Amara e Calafiore, i sostituti procuratori Antonio Nicastro, Magda Guarnaccia, Davide Lucignani, Salvatore Nicola Grillo, Andrea Palmieri, Vincenzo Nitti, Tommaso Pagano, Margherita Brianese, Caterina Aloisi, così come non si è presentata l’ex Gip Patricia Carmela Di Marco. Tra i legali presenti in aula gli avvocati Bruno Leone, Paolo Tuttoilmondo, Massimo Milazzo.

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