Rinviati a giudizio anche gli innocenti, per la Difesa degli imputati una cocente sconfitta

Messina. I patteggiamenti dell’ex Pubblico Ministero Giancarlo Longo e del commercialista Giuseppe Cirasa, rispettivamente difesi dall’avvocato Bonaventura Candido il primo e Stefano Rametta il secondo, verranno celebrati il 10 settembre prossimo. Così ha deciso il Giudice delle indagini preliminari Tiziana Leanza per approfondimenti degli atti di accusa contestati ai due imputati coinvolti nell’inchiesta “Sistema Siracusa”. Il 10 settembre sarà pure presente il consulente tecnico Francesco Perricone, detto Corrado, il quale all’ultimo momento ha presentato la sua domanda di patteggiamento. Il consulente tecnico che ha ricevuto in omaggio un gommone dall’avvocato Piero Amara ha proposto di patteggiare la pena di due anni di reclusione con la condizionale. Il Perricone è assistito dall’avvocato Antonino Favazzo. 

Le notizie non finiscono qui. Hanno fatto richiesta di essere processati con rito abbreviato l’avvocato Ornella Ambrogio, difesa dall’avvocato Giovanni Lo Presti; il consulente tecnico Salvatore Maria Pace, difeso dall’avvocato Michele Lioi; il consulente Davide Rapisarda, difeso dagli avvocati Antonio Meduri e Tancredi Antonuccio e il cosiddetto “bancomat” dell’avvocato Giuseppe Calafiore, Davide Venezia, anche lui difeso dagli avvocati Antonio Meduri e Tancredi Antonuccio. Per questi quattro imputati il processo verrà celebrato il prossimo 22 novembre innanzi al Giudice dell’udienza preliminare Monica Marino, la quale ha stralciato le loro posizioni da quelle degli altri imputati della vicenda “Sistema Siracusa”.

Il Gup Marino, confermando per l’ennesima volta il suo orientamento favorevole al teorema accusatorio della Procura di Messina, ha rigettato le ultime due eccezioni preliminari avanzate dai difensori degli imputati. La prima riguardava la competenza territoriale del giudice che deve processare gli imputati della vicenda “Sistema Siracusa”. Secondo l’avvocato Maurizio Frasacco, difensore dell’imprenditore Fabrizio Centofanti, il viaggio di Capodanno a Dubaj pagato a Longo e famiglia dagli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore, ma con il denaro anticipato dal Centofanti, residente a Roma, farebbe ricadere la competenza a processare gli imputati del “Sistema Siracusa” ai giudici della Capitale. La seconda questione sollevata dai difensori verteva sulla nullità del decreto di rinvio a giudizio in quanto i Pubblici Ministeri hanno messo a disposizione dei legali degli imputati i verbali contenenti le dichiarazioni dell’ex pubblico ministero Giancarlo Longo pochi giorni dopo aver presentato la richiesta di rinvio a giudizio, non mettendoli quindi nelle condizioni di poterle confrontare con quelle rese dagli avvocati-pentiti Piero Amara e Giuseppe Calafiore e di poter predisporre una strategia difensiva nell’interesse dei rispettivi assistiti. Per i legali il termine a difesa richiesto avrebbe dovuto essere concesso perchè previsto dalla legge; il rigetto determinerebbe, viceversa, una violazione gravissima al diritto alla Difesa per cui i legali hanno insistito nella richiesta di nullità della richiesta di rinvio a giudizio. Il Gup Monica Marino, in linea con la sua scelta di rigettare tutte le richieste formulate dalla Difesa, dopo essersi ritirata in camera di consiglio, ha dato lettura di una ordinanza con la quale ha comunicato di avere respinto le due eccezioni sollevate dai difensori degli imputati. 

Finita la fase della presentazione delle eccezioni preliminari l’udienza è subito entrata nel nocciolo della questione che più stava a cuore agli imputati. Sapere cioè quale sarebbe stata la loro sorte processuale: rinviati a giudizio oppure prosciolti? C’è stato subito l’intervento dei Pubblici Ministeri Antonio Carchietti e Antonella Fradà, i quali hanno insistito nella richiesta di rinvio a giudizio di Fabrizio Centofanti, Gianluca De Micheli, Alessandro Ferraro, Giuseppe Guastella, Sebastiano Miano, Vincenzo Naso, Mauro Verace, Giambattista Coltraro, Riccardo Sciuto e Bruno Gastaldi.

Gli avvocati Maurizio Frasacca per Centofanti, Oliviero de Carolis Villars e Ippolita Naso per De Micheli, Giuseppe Del Casto e Alessandro Billè per Ferraro, Giuseppe Cavallaro per Guastella, Ignazio Danzuso per Miano; Antonio Andreozzi peer Naso; Tommaso Tamburino e Paolo Galante per Verace; Beniamino D’Augusta e Salvatore Giuseppe Carrabba per il notaio Coltraro; Luca Andolina per Sciuto ed Elena Montalbano e Paolina Pirri per Gastaldi hanno chiesto il proscioglimento dei loro assistiti.

Il Gup Marino si è ritirata in camera di consiglio e nella tarda serata è ritornata in aula comunicando di avere rigettato per l’ennesima e ultima volta delle tre giornate dell’udienza preliminare le richieste dei rappresentanti della Difesa. Il Gup ha, invece, accolto, per l’ennesima volta, la richiesta dei Pubblici Ministeri e ha rinviato a giudizio tutti gli imputati che non si sono pentiti, che non hanno “cantato” o che non hanno fatto richiesta di riti alternativi. Il processo per quelli che si protestano innocenti e che sono effettivamente estranei ai fatti comincerà il 12 novembre prossimo innanzi al Tribunale di Messina.

Con l’emissione del decreto di rinvio a giudizio il Gup Monica Marino ha revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari a Fabrizio Centofanti e si è riservata a decidere sull’analoga richiesta avanzata dai difensori di Alessandro Ferraro. Sull’istanza di scarcerazione dell’imprenditore Ferraro, incredibilmente, i magistrati della Procura di Messina hanno espresso parere contrario.

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