La famiglia: “Gianfranco Urso non è un pentito, chi vuole avere la conferma telefoni al carcere di Terni”

Siracusa. Da quindici giorni a questa parte in tutti gli ambienti cittadini si parla di un evento storico per la storia criminale di Siracusa: del pentimento di Gianfranco Urso, figlio del fondatore dell’omonimo clan mafioso, Agostino Urso, detto ‘u prufissuri, assassinato il 28 giugno 1992 al lido Sayonara dai killer del clan mafioso Nardo di Lentini. La famiglia di Gianfranco Urso – madre, sorelle, cognati, cugini e via via tutti gli altri componenti – ha deciso di rompere il silenzio per far sapere ai “chiacchieroni”, ai “calunniatori”, ai “venditori di chiacchiere” che Gianfranco Urso non ha avviato alcun programma di collaborazione con la magistratura. La famiglia è compatta nel fare quadrato attorno a Gianfranco: “Noi siamo tutti qui, nessuno ha lasciato Siracusa per raggiungere località segrete!”. I parenti di Gianfranco Urso, addirittura, sfidano quelli che mettono in circolazione le voci infamanti di contattare telefonicamente il carcere di Terni e di chiedere se lui si trova rinchiuso nella Sezione dei detenuti normali di quella struttura penitenziaria.

“Importante è per noi – aggiungono i familiari di Gianfranco Urso – che abbiano a cessare una volta per tutte le dicerie sul pentimento del nostro congiunto”. 

Gianfranco Urso, arrestato nell’ambito dell’operazione antidroga “Aretusa”, è accusato di associazione finalizzata al traffico degli stupefacenti. Per sua scelta, dalla Casa Circondariale di Cavadonna è stato tradotto e rinchiuso nel carcere di Terni, dove peraltro è aperta una Sezione riservata ai Collaboratori di giustizia. L’avvocato Junio Celesti, che, come secondo difensore di Gianfranco Urso, ha telefonato all’Ufficio Matricola per sapere se il suo cliente fosse ancora ristretto in quell’istituto di pena, ci assicura che l’agente della polizia penitenziaria gli ha risposto che il suo cliente è sempre rinchiuso nella Sezione dei detenuti normali.

A smentire la notizia del pentimento di Gianfranco Urso è anche l’avvocato Giorgio D’Angelo, che difende i cugini del figlio di Agostino Urso, coinvolti anche loro nell’operazione antidroga denominata “Aretusa”, con l’accusa di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

L’incarico di contattare i cugini all’avvocato Giorgio D’Angelo è stato dato dalla famiglia di Gianfranco Urso e le risposte ricevute sono state nette e chiare: Gianfranco non si è pentito. Radio carcere ce lo ha confermato e lui stesso ha negato di essere stato avvicinato da funzionari della Dda o della Dna per spingerlo a collaborare con la giustizia. 

Insomma non c’è altro da aggiungere. Gianfranco Urso resta a disposizione del Tribunale penale di Siracusa, si difenderà dall’accusa di associazione finalizzata al traffico degli stupefacenti, continuerà a farsi assistere dagli avvocati Giambattista Rizza e Junio Celesti.

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