Firmopoli, il Gup Migneco ha disposto il rinvio a giudizio per 12 imputati e ha prosciolto Salvo Sorbello

Siracusa. Il Giudice dell’udienza preliminare Andrea Migneco ha emesso il decreto di rinvio a giudizio per dodici dei tredici imputati coinvolti nell’inchiesta giudiziaria denominata “Firmopoli”. Partiamo dall’unica sentenza di non luogo a procedere: è quella che riguarda l’ex consigliere comunale Salvo Sorbello.

Il Pubblico Ministero Antonio Nicastro, che aveva coordinato le indagini sulle firme false apposte nelle liste da presentare alle elezioni amministrative del 2013, aveva chiesto il rinvio a giudizio di Sorbello per il reato di falso in quanto attestava che le firme relative alla lista “Progetto Siracusa”, “fossero state apposte in sua presenza e da soggetti da lui personalmente identificati, circostanze non vere poichè le firme venivano disconosciute da Giovanni Burgaretta, Carmelo Brugaretta, David Brugaretta, Concetta Schifitto, Marina Brugaretta, Concetta Consoli, Giuseppina Giarracca e Giuseppe Terranova (reato commesso il 12 maggio 2013)”. Un reato contestato dall’ex consigliere comunale Sorbello, che sosteneva di non aver mai raccolto firme per la presentazione della lista “Progetto Siracusa”. E’ sceso in campo il leader del movimento politico Ezechia Paoio Reale, non come fondatore e di candidato a sindaco di “Progetto Siracusa, bensì come penalista e difensore di Salvo Sorbello: concludendo il suo intervento, l’avvocato Paolo Reale aveva chiesto al Gup di non accogliere la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura della Repubblica e asseritamente dai magistrati Antonio Nicastro e Andrea Parodi, ma di dichiarare il non luogo a procedere per il suo assistito in quanto assolutamente estraneo alla fattispecie delittuosa che gli veniva contestata. E la richiesta è stata accolta con soddisfazione sia di Salvo Sorbello che dell’avvocato Paolo Reale.

Il Gup Andrea Migneco ha invece disposto il rinvio a giudizio per Emanuele Schiavo, 63 anni, difeso dall’avvocato Bruno Leone; Riccardo Cavallaro, 46 anni, difeso dall’avvocato Pasquale Saraceno; per l’ex sindaco Giancarlo Garozzo, 41 anni, difeso dall’avvocato Francesco Favi; Ettore Manni, 61 anni, residente a Solarino, assistito dall’avvocato Roberto Trigilio; Michele Mangiafico, 42 anni, eletto dieci giorni fa vicepresidente del Consiglio Comunale di Siracusa, difeso dall’avvocato Luca Ruaro; Luciano Aloschi, 57 anni, difeso dall’avvocato Giorgio D’Angelo; Nunzio Dolce, 59 anni, residente a Carlentini, difeso dall’avvocato Giuseppe Magnetti; Natale Latina, 66 anni, difeso dall’avvocato Umberto Di Giovanni; Sebastiano Di Natale, 70 anni, difeso dall’avvocato Marco Mancuso; Ignazio Leone, 61 anni, difeso dall’avvocato Junio Celesti; Salvatore Giannone, 66 anni, difeso dall’avvocato Franco Greco; Sebastiano Butera, 59 anni, residente a Carlentini, assistito dall’avvocato Ruggero Razza.

In tutto sono dodici gli imputati che il 17 settembre del prossimo anno dovranno comparire innanzi al Giudice Monocratico per rispondere del reato di falso ideologico. Originariamente nell’inchiesta coordinata dal Pubblico Ministero Antonio Nicastro comparivano anche i nomi di Armando Foti e Vittorio Anastasi, ma poi la loro posizione è stata archiviata. Il quindicesimo nome era quello di Salvo Sorbello, che, come si diceva, è stato prosciolto dal Gup Andrea Migneco.

Emanuele Schiavo deve rispondere del reato di falso per avere detto che le firme della lista “Rinnoviamo Siracusa Adesso” fossero state apposte in sua presenza e che le stesse fossero vere ed autentiche, circostanze non vere atteso che le firme venivano disconosciute da Rosina Arabia, Paolo Bruno, Maria Di Michele, Alessandro Magnano, Roberto Trigilio, Antonio Pulvirenti, Francesca Di Lorenzo, Alberto Alessandra, Antonio Vintaloro, Silvio Vintaloro, Giuseppe D’Urso, Antonino Leone, Alessandra Desconti, Piero Maltese, Giovanni Sallicano, Alberto Ciccullo, Santo Geracitano, Concetta Ferrarini, Loredana Siringo, Manuela Giannì, Gaetano D’Angelo e Francesco Giannì (reato commesso nel mese di maggio 2013).

Sempre ad Emanuele Schiavo viene contestato un secondo reato di falso in quanto ha detto che le firme per la presentazione della lista “Garozzo Sindaco” fossero state apposte in sua presenza, circostanza non vera perchè le firme sono state disconosciute da Giuseppe Riccioli, Vincenzo Schiavone, Francesco Schiavone e Maurizio Napoli (reato commesso nel maggio 2013). Sempre a Emanuele Schiavo si contesta un terzo reato di falso per avere sostenuto che le firme della lista “Garozzo Sindaco” fossero vere ed autentiche in quanto apposte dai sottoscrittori in sua presenza. Circostanze queste non vere, atteso che le firme venivano disconosciute da Emanuela Bombaci, Antonio Di Noto, Mariapia Di Noto, Sebastiano Linzitto, Carmelo Carpagnano, Giuseppa Pignato, Michele Reale, Bartola Mura, Salvatore Fazzino, Concetta Castiglione, Giuseppe Siringo, Francesca Ferrara e Antonella Culotti (reato commesso nel maggio 2013).

A Giancarlo Garozzo si contesta il reato di falso, perchè quale candidato a Sindaco per le Elezioni Amministrative del giugno 2013, induceva Emanuele Schiavo ad attestare, “contrariamente al vero, che le firme dei sottoscrittori fossero state apposte in sua presenza e che le stesse fossero vere ed autentiche”, circostanze non corrispondenti alla realtà, atteso che le firme venivano disconosciute da Rosina Arabia, Paolo Bruno, Maria Di Michele, Alessandro Magnano, Roberto Trigilio, Antonio Pulvirenti, Francesca Di Lorenzo, Alberto Alessandra, Antonio Vintaloro, Silvio Vintaloro, Giuseppe D’Urso, Antonino Leone, Alessandra Desconti, Piero Maltese, Giovanni Sallicano, Alberto Ciccullo, Santo Geracitano, Concetta Ferrarini, Loredana Siringo, Manuela Giannì, Gaetano D’Angelo, Francesco Giannì (reato commesso nel maggio 2013).

A Michele Mangiafico si contesta il reato di falso, perchè nella sua qualità di consigliere provinciale, attestava che le firme della lista “Mangiafico” per le Amministrative del giugno del 2013, fossero state apposte in sua presenza da soggetti da lui personalmente identificati, circostanza non vera atteso che le firme venivano disconosciute da Valentina Formica, Rosa Maria Alonge, Antonino Formica, Antonio Campisi, Maria Rita Penna e Luciano Campisi (reato commesso il 28 aprile 2013). Sempre a Michele Mangiafico viene contestato un secondo reato di falso per avere dichiarato che le firme relative alla lista “Siracusa-Protagonista con Vinciullo” per le elezioni Amministrative del giugno 2013, fossero state apposte in sua presenza e fossero “vere ed autentiche”, circostanze non corrispondenti ala realtà, atteso che le firme venivano disconosciute da Angelo Violante, Fabio Violante, Vincenzo Chiaramida, Concetta Camelia, Adalgisa Ciambone, Carmela Messina, Antonella Mangiafico, Federico Castelli, Edoardo Castelli, Pasqua Tiralongo (apposta in sua vece da Concetta Tiralongo), Annalisa Ferrara (apposta in sua vece da Concetta Tiralongo), Francesco Bizzoni e Maria Parisi (reato commesso nel maggio 2013). A Michele Mangiafico si contesta un terzo reato di falso per avere dichiarato che le firme relative alla lista “Siracusa-Protagonista con Vinciullo”, per le Elezioni Amministrative del giugno 2013, fossero state apposte in sua presenza  e da soggetti da lui personalmente identificati, circostanze non rispondenti al vero perchè le firme venivano disconosciute da Sebastiano La Braca, Sebastiano Zito, Salvatrice Pistritto e Sebastiano La Fauci.

A Salvatore Giannone si contesta il reato di falso per avere attestato, nella qualità di Funzionario Giudiziario in servizio al Tribunale di Siracusa, che le firme relative alla lista “Un volto pulito lista Franco Greco”, per le Amministrative del 2013, fossero state apposte in sua presenza e che le stesse fossero “vere ed autentiche”, circostanze non vere perchè le firme venivano disconosciute da Maria La Spina, Concetta Rosa e Christian Miraglia (reato commesso nell’aprile 2013). Sempre a Salvatore Giannone, si contesta una seconda iporesi di falso per avere attestato che le firme relative alla lista “Un volto pulito lista Franco Greco”, per le Amministrative del giugno 2013, fossero state apposte in sua presenza e da soggetti da lui personalmente identificati, circostanze non vere poichè le firme venivano disconosciute da Giuseppe Pisano, Rosanna Ferlanti, Klaudia Scheibel e Vittorio Midolo (reato commesso nell’aprile 2013).

A Michele Mangiafico viene contestato un altro reato di falso perchè, nella qualità di consigliere provinciale, attestava che le firme relative alla lista “I.t.a.c.a.”, per le Amministrative del 2013, fossero state apposte in sua presenza e che le stesso fossero “vere ed autentiche”, circostanze non vere poichè le firme venivano disconosciute da Gabriella Musco, Valeria Materazzo, Katia Vizzi, Noemi Giannona, Valentina Lai, Lucia Mortellaro, Simona Uccello, Alessandro Latina, Mania La Rocca, Roberta Di Pietro, Alessia Annino, Loredana Campione, Caterina Anello, Giulia Piazzese e Gisella Agnello (reato commesso nel maggio 2013). A Luciano Aloschi si contesta il reato di falso perchè, in qualità di consigliere comunale, attestava che le firme relative alla lista “Diritti e Libertà Centro Democratico” fossero state apposte in sua presenza da soggetti da lui personalmente identificati, circostanze non vere perchè disconosciute da Liliana Pasqualina Giacalone (reato commesso nel maggio 2013). Ed ancora, sempre a Luciano Aloschi si contesta un secondo reato di falso per avere attestato che le firme relative alla lista “Diritti e Libertà Centro Democratico” fossero state apposte in sua presenza e che le stesse fossero vere ed autentiche, circostanze non vere poichè le firme venivano disconosciute da Valentina Cappuccio e Sebastiano Cappuccio (reato commesso nel maggio 2013).

A Nunzio Dolce si contesta il reato di falso perchè, nella sua qualità di consigliere provinciale, attestava che le firme relative alla lista “Diritti e Libertà Centro Democratico”, fossero state apposte in sua presenza e che le stesse fossero vere ed autentiche, circostanze non vere poichè le firme venivano disconosciute da Rossella Regolo, Alessandra Cocuzza, Carmen Eligio e Rosita Fulino (reato commesso nel maggio 2013). Sempre a Nunzio Dolce viene contestato un secondo reato di falso per avere attestato che le firme relative alla lista “Diritti e Libertà Centro Democratico” fossero state apposte in sua presenza e da soggetti da lui personalmente identificati, circostanze non vere in quanto le firme venivano disconosciute da Mariarita Salino, Federica Santocono, Attilio Corso e Giorgia De Paola (reato commesso nel maggio 2013.

A Natale Latina si contesta il reato di falso perchè, in qualità di consigliere comunale, attestava che le firme relative alla lista “Siracusa volta pagina – riprendiamoci la nostra città”, fossero state apposte in sua presenza e che stesse fossero vere ed autentiche, circostanze non vere perchè le firme venivano disconosciute da Agata Cunsolo, Roberto Di Mari, Paganuccio Paganucci, Patrizia Federico, Eliana, Angelamaria, Rita Di Maggio, Carmelo Chiarenza, Agata Polizzi, Carlo Aprile, Igino Bottaro e Lucia Giacchi (reato commesso nell’aprile 2013). A Sebastiano Butera viene contestato il reato di falso perchè, nella qualità di consigliere provinciale, attestava che le firme inerenti alla lista “Siracusa Democratica” fossero state apposte in sua presenza e che le stesse fossero vere ed autentiche, circostanze non corrispondenti al vero, atteso che le firme venivano disconosciute da Maurizio Palumbo, Ettore Spataro, Sebastiana Di Marco, Antonino La Gioia, Francesca Battaglia, Angelino Battaglia, Antonino Lax, Salvatore Moschelli, Maria Moncada, Sebastiano Bonini, Stefania Annaloro, Danilo Moschelli, Rosa Lax, Clara Gianfala, Filippo Gianfala, Sebastiano Scalisi, Antonio Platania e Vincenza La Pila (reato commesso nel maggio 2013).

A Riccardo Cavallaro si contesta il reato di falso perchè, nella qualità di consigliere comunale, attestava che le firme relative alla lista “Italiani in movimento con Ardita” fossero state apposte in sua presenza e che le stesse fossero vere ed autentiche, circostanze non vere atteso che venivano disconosciute da Vincenzo Spada, Concetta Boscarino, Giuseppe Sipione, Tiziana Faraci, Salvatore Campisi, Giuseppe Bellanich, Giuseppina Cannizzo, Andrea Lemoli, Gianfranco Bottaro, Annamaria Burgo, Carmela Lauretta, Itria Infantino e Rita Zito (reato commesso nel maggio 2013). Ad Ettore Manni si contesta il reato di falso perchè, nella qualità di Funzionario del Comune di Siracusa, attestava che le firme relative alla lista “Siracusa risvegliati Briante Sindaco” fossero state apposte in sua presenza e che le stesse fossero vere ed autentiche, circostanze non vere atteso che le firme sono state disconosciute da Cosimo Messina, Immacolata Russo, Sebastiano Amico, Giuseppe Campisi, Sebastiano Campisi, Lucia Bronzi e Giacomo Fazzina (reato commesso nell’aprile 2013). Sempre a Ettore Manni si contesta un secondo reato di falso poichè, nella qualità di Funzionario del Comune di Siracusa, attestava che le firme relative alla lista “Siracusa risvegliati Briante Sindaco” fossero state apposte in sua presenza e da soggetti da lui personalmente identificati, circostante non corrispondenti alla realtà, atteso che le firme sono state disconosciute dai cosiddetti sottoscrittori Antonino Rossitto, Ivana Aniello, Franca Veneziano, Paolo Rizza, Federica Rizza e Giuliana Rizza (reato commesso nell’aprile 2013).

A Sebastiano Di Natale, si contesta il reato di falso perchè, nella qualità di consigliere comunale, attestava che le firme relative alla lista “Con Edy per Siracusa” fossero state apposte in sua presenza e che le stesse fossero vere ed autentiche, circostanze non corrispondenti alla realtà, atteso che hanno disconosciuto la loro firma i sottoscrittori Carmela Ariosto, Rosetta Petruzzelli, Rosetta Uccello, Sara Scavone, Lucia Zito, Stefania Stelo, Maria Vinci, Elvio Salmeri, Annalisa Salmeri (reato commesso nel maggio 2013).

A Ignazio Leone viene contestato il reato di falso perchè, nella qualità di Funzionario del Comune di Siracusa, attestava che le firme relative alla lista “Pronti al cambiamento – siamo la gente di Siracusa”, fossero state apposte in sua presenza e che le stesse fossero vere ed autentiche, circostanze non vere perchè venivano disconosciute dai sottoscrittori Margherita Restuccia, Giuseppe Monterosso, Vincenzo Nitto, Paolo Maltese, Leano Trimboli, Vincenzo Platania, Brian Baio e Andrea Gianni (reato commesso ad aprile-maggio 2013). E sempre a Ignazio Leone viene contestato un secondo reato di falso per avere attestato per le firme inerenti la lista “Pronti al cambiamento – siamo la gente di Siracusa” che fossero state apposte in sua presenza e da soggetti da lui personalmente identificati, circostanze non corrispondenti al vero perchè le firme venivano disconosciute dai sottoscrittori Giuseppe Italia, Lucia Siringo, Laura Italia, Daniele Italia, Andrea Cordieri, Olimpia Longo e Roberta Panasia (reato commesso nei mesi di aprile-maggio 2013).

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