L’omicida dell’infermiera confessa: “Federica e sua madre avevano postato su Fb un commento su di me offensivo”

Avola. Poco dopo la mezzanotte si è conclusa positivamente la caccia all’uomo avviata dagli agenti del Commissariato della Polizia di Stato di Avola, per assicurare alla giustizia il diciannovenne Giuseppe Lanteri, studente dell’Alberghiero, resosi responsabile dell’omicidio dell’infermiera Loredana Lo Piano, 47 anni, madre della sua ex fidanzata. Gli agenti della Polizia di Stato, in servizio al Commissariato insieme ai colleghi della Squadra Mobile della Questura di Siracusa, hanno arrestato il giovane omicida in una zona balneare di Avola, trovandolo rannicchiato e infreddolito per la brezza notturna sulla scogliera di contrada Pantanello, dove aveva peraltro trascorso tutta la giornata. Il giovane, come ha dichiarato lui stesso nel corso dell’interrogatorio notturno cui è stato sottoposto dal Pubblico Ministero Tommaso Pagano alla presenza del difensore di fiducia, avvocato Antonino Campisi, dopo aver commesso l’omicidio della signora Loredana Lo Piano, è fuggito e a piedi ha raggiunto la casa della nonna, dove ha cambiato i pantaloncini in quanto quelli che indossava prima erano macchiati di sangue. Nell’abitazione della nonna si è lavato e non ha assolutamente parlato del delitto che aveva commesso intorno alle ore 7,30 in Via Savonarola. Nemmeno la nonna sapeva dell’omicidio commesso dal nipote il quale, fino a quando è rimasto nell’abitazione della congiunta, si è mostrato sereno e si è comportato come una persona normale. Sotto shock e anche smemorato, invece, il giovane è apparso durante l’interrogatorio notturno, quando il Pubblico Ministero lo incalzava per farsi raccontare che cosa avesse fatto quando è arrivato davanti alla casa dell’ex fidanzata Federica. “Non ricordo bene” la sua risposta. Ricorda, però, di non avere bussato alla porta ma di avere aspettato che dall’abitazione uscisse qualcuno: o la sua ex fidanzata o sua madre. Ricorda pure di essersi recato in Via Savonarola per chiedere spiegazioni alla sua ex fidanzata come mai avesse postato un messaggio a suo modo di vedere offensivo. Secondo Giuseppe Lanteri in quel post Federica si diceva sorpresa e si chiedeva come mai il suo ex fosse ancora innamorato di lei nonostante quest’ultima gli avesse detto che non aveva alcuna intenzione di portare avanti la relazione. Giuseppe Lanteri voleva sapere o dalla ragazza o da sua madre il motivo che aveva spinto Federica a postare su FB quel messaggio che lo offendeva come uomo in quanto lo si accusava di continuare ad amare una ragazza che invece non lo voleva più vedere. Giuseppe Lanteri ricorda pure che quando la porta si è aperta ed è uscita la signora Loredana Lo Piano lui si è avvicinato e la mamma di Federica gli è andato incontro dandogli un caloroso buongiorno. Non ricorda come si sia sviluppato il colloquio tra lui e la donna e ha spiegato che il coltello, ricevuto in dotazione dall’istituto Alberghiero, era dentro lo zainetto e di averlo preso quando non ha ricevuto le risposte che lui pretendeva sul messaggio, a suo dire denigratorio, postato su Facebook. Giuseppe Lanteri ricorda di avere inferto due fendenti alla gola della signora Loredana Lo Piano, di averla vista barcollare e cadere per terra, di aver intravisto l’ex fidanzata che, poi, urlando, e assalita dal panico, è rincasata. Lui non l’ha inseguita, ma è scappato e si è recato a casa della nonna.

Il giovane omicida è stato associato alla Casa Circondariale di Cavadonna in isolamento e guardato a vista poichè c’èra il timore che potesse compiere un gesto di autolesionismo. L’unica persona ammessa a parlare con Giuseppe Lanteri è stata il suo difensore di fiducia, avvocato Antonino Campisi, che dice di averlo trovato provato e pentito per la sua bestiale reazione alla non risposta della ex suocera alle sue domande sul messaggio diffuso sul social.

Questa mattina, sabato 29 settembre, il giovane omicida sarà condotto a Palazzo di giustizia per la convalida del fermo. L’udienza si terrà innanzi al Giudice delle indagini preliminari Carla Frau.

Nel frattempo il Pubblico Ministero Tommaso Pagano ha conferito l’incarico al medico legale Corrado Cro di effettuare l’autopsia sul cadavere della signora Loredana Lo Piano.

Un fiaccolata in piazza Umberto I e un minuto di silenzio in tutti i luoghi istituzionali. Queste le due iniziative organizzate dall’amministrazione comunale dopo l’omicidio in via Savonarola. Ieri Avola si è svegliata apprendendo della tragica scomparsa dell’infermiera Loredana Lo Piano, e scenderà in piazza Umberto I domani, sabato sera, a partire dalle 18,30 con una fiaccolata in memoria della mamma assassinata.

“Questo femminicidio – dice il primo cittadino Luca Cannata – segna profondamente la nostra città. Un’altra vittima innocente della follia omicida di chi dà poco valore alla vita e al rispetto della donna. Il momento di angoscia e di sofferenza, oltre al cordoglio e alla vicinanza a chi vive queste ore di dolore, ci deve spingere a riflettere su quanto accaduto”.

Rinnovando la vicinanza alla famiglia, Cannata chiede al presidente del Consiglio comunale che sia osservato, all’inizio della prima assise utile, un minuto di raccoglimento per ricordare la donna e invita tutte le istituzioni a osservare un minuto di raccoglimento per il giorno in cui avranno luogo i funerali.

“Credo da amministratore pubblico ma soprattutto come uomo e padre di famiglia – conclude – sia necessaria una presa di coscienza nell’educare le nuove generazioni al rispetto dei valori umani. Per questo ritengo necessario continuare con le campagne di sensibilizzazione indirizzate ai più giovani, che dovranno coinvolgere ancora una volta le scuole, perché è opportuno ricordare ai nostri ragazzi quanto la vita sia preziosa”.

 

 

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