Voto di scambio, esclusa l’aggravante di mafia, scatta la prescrizione per l’on. Sorbello

Augusta. Ascoltando le intercettazioni telefoniche ed ambientali effettuate dai Carabinieri nell’ambito delle indagini poi sfociate nell’operazione antimafia e antidroga denominata “Morsa” sono saltate fuori delle conversazioni dalle quali emergeva che Toni Ortsi, esponente del clan Nardo nel comune di Augusta si sarebbe rivolto all’ex deputato regionale dell’Udc Pippo Sorbello per ottenere degli appalti di lavori pubblici dal Comune di Melilli, dove peraltro il Sorbello era stato nel 2007 eletto sindaco, e, se fosse stato possibile, anche nella zona industriale Priolo-Melilli-Augusta. A fare garbate pressioni sul deputato regionale affinchè accogliesse le richieste di Toni Ortisi, che smessi i panni del “picciotto” di mafia si era messo sulla buona strada aprendo una ditta individuale nel settore delle costruzioni edili, anche due consiglieri comunali di Augusta, Carmelo Trovato e Maria Concetta Ciulla. Nei confronti di Sorbello, Ortisi, Trovato e Ciulla i magistrati della Procura Distrettuale Antimafia di Catania aprivano un fascicolo per voto di scambio aggravato dal metodo mafioso. Nonostante i Carabinieri di Melilli avessero accertato che nessun appalto in materia di lavori pubblici fosse stato assegnato a Toni Ortisi, il Pubblico Ministero Andrea Ursino concludeva le indagini preliminari con la richiesta di rinvio a giudizio di tutti i soggetti di cui si parlava nelle intercettazioni ambientali e telefoniche e cioè dell’ex deputato regionale Pippo Sorbello, dei consiglieri comunali Carmelo Trovato e Maria Concetta Ciulla e dell’appaltatore edile Toni Ortisi. L’accusa contestata a tutt’e quattro gli imputati, quella di voto di scambio aggravato dall’articolo 7 circostanza che viene contestata a coloro che favoriscono un clan mafioso, nel caso di specie quello di Lentini, fondato dal boss Nello Nardo. 

Rinviati a giudizio i quattro imputati sono comparsi innanzi al Collegio Penale del lunedì, la cui composizione è più volte cambiata a causa dei trasferimenti dei giudici ad altri incarichi o perchè trasferiti in altre sedi. E, comunque sia, nonostante le lunghe interruzioni per la serie interminabile di  trasferimento dei giudici, alla fine di una estenuante fase dibattimentale uno dei tanti Collegi giudicanti è riuscito a raccogliere la deposizione dell’ex consigliere comunale di Augusta, Fabrizio Blandino, detto Gimmy, chiamato a deporre nella sua nuova veste di collaboratore di giustizia. Il pentito ha escluso che Sorbello avesse favorito Toni Ortisi. Il collaboratore di giustizia, durante l’esame ed il controesame, dichiarava che a lui non risultava assolutamente che il deputato regionale e al tempo stesso sindaco di Melilli avesse fatto ottenere degli appalti a Toni Ortisi. 

Il Pubblico Ministero Andrea Ursino, nonostante l’esito delle indagini al Comune di Melilli e nella zona industriale, a conclusione della requisitoria, chiedeva la condanna di Pippo Sorbello, Toni Ortisi, Maria Concetta Ciulla e Carmelo Trovato alla pena di tre anni di reclusione ciascuno per il reato di voto di scambio aggravato dal metodo mafioso.

L’avvocato Salvatore Terrone chiedeva per Carmelo Trovato l’assoluzione con formula piena e in subordine, con l’esclusione della circostanza aggravata del metodo mafioso, di dichiarare estinto il reato di voto di scambio per intervenuta prescrizione.  Analoga richiesta veniva avanzata dall’avvocato Walter Rapisardi nei confronti di Maria Concetta Ciulla. Oggi, 8 ottobre, a distanza di un anno dalla requisitoria, hanno illustrato le proprie arringhe difensive gli avvocati Franco Passanisi e Stefano Rametta, rispettivamente in favore di Toni Ortisi e Pippo Sorbello. I due penalisti hanno chiesto l’assoluzione, ma hanno avanzato pure una richiesta subordinata: l’esclusione dell’aggravante di cui all’articolo 7 e dichiarare sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione, ricordando che i fatti risalgono al 2007 (elezioni comunali di Melilli) e proseguiti anche nel 2008 (elezioni per il rinnovo dell’Assemblea regionale siciliana). 

Il Tribunale penale (presidente, Livia Rollo; a latere, Giuliana Catalano e Federica Piccione), dopo una camera di consiglio protrattasi dalle 14 alle ore 17, ha dato lettura del dispositivo: i quattro imputati alla sbarra sono stati assolti dalla circostanza aggravante di mafia perchè insussistente mentre è stato dichiarato estinto per intervenuta prescrizione il reato di voto di scambio declassato a livello semplice.

CONDIVIDI