Omicidio Ardita, Il Pubblico Ministero Scavone chiede l’ergastolo per Christian Leonardi

Siracusa. Comincia la discussione al processo che vede alla sbarra l’ex guardia giurata Christian Leonardi, 43 anni, chiamato a difendersi dell’accusa di omicidio volontario in danno della moglie Eligia Ardita e della creaturina Giulia, che la donna portava in grembo, reato aggravato dai futili motivi. Nella gabbia di vetro non c’è Christian Leonardi, che ha rinunciato a comparire all’udienza di questa mattina, mercoledì 10 ottobre, probabilmente per non sentire le feroci critiche e le pesanti accuse provenienti sia dal Pubblico Ministero Fabio Scavone sia dagli avvocati Loredana Battaglia, Pilar Maria Doiores Castiglia, Rossella Grande, Giuseppa Giardinella e Maria Rita D’amico, legali delle parti civili cosiddette “minori”. Come lui non si è presentata l’avvocata Vera Benini, trattenuta a Modena per altri inderogabili impegni professionali. Per la Difesa è presente l’avvocatessa Felicia Mancini. Siedono al loro posto gli avvocati Giambattista Rizza, Francesco Villardita e Cristiano Leonardi, che difendono le cosiddette parti civili “principali”. 

La requisitoria del Pubblico Ministero Scavone è durata circa un’ora, mentre ciascuna delle legali delle parti civili minori hanno parlato da quattro a cinque minuti. L’unica che si è intrattenuta di più a parlare è stata l’avvocatessa Loredana Battaglia, il cui intervento difensivo è durato una ventina di minuti circa. 

Il rappresentante della pubblica accusa ha ricostruito la dinamica dei fatti, partendo dalla sera del 19 gennaio 2015, quando Christian Leonardi, a seguito di un banale alterco con la moglie, l’aggrediva causandole delle contusioni al capo, e di averla successivamente soffocata, tappandole la bocca con le mani. Il Pubblico Ministero ha aggiunto che l’ex guardia giurata ha poi messo in scena una sceneggiata con l’intento di far ricadere su degli innocenti la responsabilità del femminicidio. Christian Leonardi ha cercato in primo luogo di cancellare le prove del delitto, ripulendo il pavimento e le pareti del vomito e della saliva fuoriusciti dalla bocca della morente Eligia Ardita. Poi, con l’arrivo dei soccorritori che vengono chiamati diverso tempo dopo la colluttazione mortale, Christian Leonardi accusa il personale medico del 118 e i sanitari in servizio al Pronto Soccorso dell’ospedale Umberto I, presentando ai Carabinieri una denuncia contro di loro. Non contento accusa i Vigili del Fuoco, attribuendo loro la responsabilità di avere allacciato male la propria moglie alla barella mobile e di averle fatto battere la testa contro il muro durante la discesa dalla casa al pianoterra. Nelle sue denunce, Christian Leonardi era consapevole che stava accusando degli innocenti. Ma anche quello di accusare degli innocenti era un passaggio obbligatorio del suo diabolico disegno per non pagare dazio. Il copione ideato dalla sua mente malata si è liquefatto come neve al sole visto che la sua responsabilità è subito venuta a galla allorquando il medico legale, incaricato dagli inquirenti, effettuando l’autopsia, ha localizzato numerose ferite al capo della povera Eligia Ardita, provocate dai colpi ricevuti con un corpo contundente o facendole sbattere ripetutamente la teca cranica contro una parete. 

Il Pubblico Ministero Scavone ha poi fatto cenno alla confessione resa innanzi a lui da Christian Leonardi, dopo averla raccontata ai Carabinieri che indagavano sulla morte di Eligia Ardita, E alla sua ritrattazione. Il procuratore aggiunto Scavone ha avuto parole di biasimo per l’imputato, cui ha rimproverato di avere avuto, dal giorno del femminicidio al giorno in cui fu ufficialmente incriminato e arrestato per avere ucciso la moglie e la creaturina che Eligia Ardita portava nel grembo, parecchie occasioni per manifestare il proprio pentimento per l’atroce delitto e di non averle raccolte, insistendo cocciutamente a protestarsi innocente, nonostante attorno a lui stesse crollando il mondo, sommerso dalle prove inconfutabili che attestavano la sua colpevolezza.  

Concludendo il suo ragionamento finalizzato a dimostrare la reità di Christian Leonardi, il Pubblico Ministero Fabio Scavone ha chiesto alla Corte d’Assise (presidente, Giuseppina Storaci; a latere, Alessandra Gigli) di condannare l’imputato alla pena dell’ergastolo e alla pena accessoria dell’isolamento diurno per la durata di un mese. 

L’udienza è proseguita con le arringhe dei difensori delle parti civili cosiddette minori. Le emozioni più forti le ha trasmesse l’avvocata Battaglia che, nel corso della sua arringa, ha chiesto l’esemplare condanna di Christian Leonardi, autore materiale di un duplice efferato delitto, uccidendo sia la propria moglie Eligia che Giulia, la creaturina, concepita dalla vittima e dall’imputato. Nel corso del suo appassionato intervento, l’avvocatessa Battaglia non è riuscita a trattenere le lacrime ma ha proseguito la sua arringa chiedendo alla fine, nell’interesse della Rete Centri Antiviolenza di Raffaella Mauceri, la condanna di Christian Leonardi, associandosi alla richiesta avanzata dal procuratore aggiunto, Fabio Scavone. 

Tutti i legali che hanno parlato per le altre parti civili (Centro Antiviolenza Stalking “La Nereide”, in persona del legale rappresentante Presidente Adriana Prazio, con l’assistenza dell’avvocata Rossella Grande; Coordinamento Donne Siciliane, con la difesa dell’avvocato Pilar Maria Dolores Castiglia; Salvatore Aliano e Lucia Caruso, rappresentati dall’avvocata Giuseppa Giardinelli; Salvatrice Caruso, difesa dall’avvocato Maria D’Amico) si sono associati alla richiesta del Pubblico Ministero sollecitando la Corte d’Assise a condannare Christian Leonardi.

Il processo riprenderà il 24 ottobre prossimo per le arringhe dell’avvocato Cristiano Leonardo, legale delle parti civili Vittorio Ardita e Maria Caruso; dell’avvocato Francesco Villardita, difensore delle parti civili Agatino Ardita, Cristina Caruso, Danilo Pica, Margherita Cappello, Grazia Caruso e Luisa Ardita e dell’avvocato Giambattista Rizza, legale delle parti civili Francesco Ardita, Fabrizio Ardita e Luisa Ardita, rappresentanti legali della “Fondazione Eligia e Giulia Ardita contro ogni violenza e per il diritto alla vita”. 

Il 31 ottobre, infine, sono previste le arringhe degli avvocati Felicia Mancini e Vera Benini, difensori di fiducia di Christian Leonardi.

All’udienza del 24 ottobre, la Corte comunicherà quando entrerà in camera di consiglio per deliberare il verdetto contro l’ex guardia giurata.

 

 

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