Sta collaborando con la giustizia Peppe De Leo, detto ‘u missinisi, sua moglie Jessica Campisi abbandona Belvedere

Siracusa. L’ambiente della criminalità siracusana è in subbuglio per la iniziativa intrapresa da Jessica Campisi, 40 anni, figlia di Angelo Campisi, detto ‘U Martufu, ucciso all’interno del suo chiosco di Via Italia 103 da due killer il 18 marzo 1992. Ma soprattutto lo stato di agitazione degli spacciatori e dei trafficanti di droga è da attribuire al pentimento del marito di Jessica Campisi, Beppe De Leo, 34 anni, arrestato l’11 febbraio scorso dai Carabinieri per possesso di due chili di cocaina, rinvenuti nell’abitacolo di una Smart Fortwo Brabus. Con De Leo i Carabinieri in quella occasione arrestarono anche Salvatore Di Fede, 42 anni. 

Jessica Campisi, il 18 settembre scorso, è stata arrestata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Siracusa, a seguito di una perquisizione domiciliare, durante la quale venne rinvenuta una pistola calibro 6,35, con matricola abrasa. Per l’illegale possesso della pistola, la donna era stata liberata a distanza di quattro giorni dall’arresto. A disporre la liberazione di Jessica Campisi è stata la Giudice delle indagini preliminari Carla Frau, che aveva applicato alla donna la misura cautelare dell’obbligo di dimora a Belvedere, con la prescrizione di dover rincasare entro le ore 21.
Giuseppe De Leo non si trovava assieme alla moglie quando i Carabinieri hanno perquisito la sua casa di Belvedere, dal momento che sta espiando in carcere la condanna a sei anni di reclusione inflittagli per il possesso dei due chili di cocaina. 

Secondo quanto si apprende, sarebbe stata Jessica Campisi ad avere indotto il marito a collaborare con la magistratura. De Leo, detto ‘u missinisi appellativo che gli hanno affibbiato per le sue origini messinesi, ci ha pensato sopra un paio di giorni e poi ha fatto sapere alla moglie di voler “sposare” il suo progetto di rifarsi una nuova vita lontana dalla Sicilia e di troncare ogni rapporto con gli ambienti della malavita e in particolar modo con i trafficanti di droga di Catania, dai quali il marito di Jessica Campisi acquistava lo stupefacente da immettere nelle piazze di Siracusa. De Leo, fino a quando è stato in libertà, grazie all’appoggio di un grosso trafficante di droga di Catania, aveva assunto il totale controllo di tutte le zone del capoluogo aretuseo in cui avviene lo spaccio di sostanze stupefacenti. Le ulteriori operazioni antidroga effettuate dalla Squadra Mobile e dai Carabinieri – Tonnara, Bronx, Aretusa – hanno messo fuorigioco i trafficanti siracusani e permesso a De Leo e ai suoi garanti di Catania, peraltro legati con gruppi mafiosi, di acquisire il controllo assoluto in tutte le zone e le piazze dello spaccio. 

A seguito della decisione di iniziare a collaborare con la giustizia Giuseppe De Leo è stato trasferito dal carcere in cui era internato in una struttura penitenziaria riservata esclusivamente ai pentiti.

Jessica Campisi ha già lasciato la sua abitazione di Belvedere ed è stata già trasferita in una località riservata. La donna è stata seguita da alcuni parenti.

La gestione dei coniugi De Leo-Campisi è affidata ai Pubblici Ministeri della Dda di Catania, Alessandro La Rosa e Alessandro Sorrentino, che si avvarranno dei Carabinieri del Comando provinciale di Siracusa per la ricerca dei riscontri riguardo alle chiamate in correità e in reità che faranno i due novelli pentiti.  

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