Porticciolo turistico di Augusta, arrestati dalla Guardia di Finanza gli imprenditori Alfio Fazio e Antonino Ranno

Augusta. La Guardia di Finanza di Siracusa ha eseguito in data odierna, martedì 16 ottobre, un provvedimento del Gip del Tribunale aretuseo, richiesto della locale Procura della Repubblica, e ha sottoposto agli arresti 2 imprenditori augustani, Alfio Fazio e Antonino Ranno, operante il primo nel settore delle opere marittime e l’altro in quello edile. Il capo d’imputazione è associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale e alla truffa per contributi pubblici. L’attività riguarda la realizzazione dell’approdo turistico nel Golfo Xifonio di Augusta, da qui il nome “Operazione Xiphonia”. Il progetto è stato destinatario di un contributo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale per 8 milioni di euro, somma già parzialmente versata a una società di famiglia dell’imprenditore marittimo, finalizzata agli interventi strutturali e infrastrutturali per l’attuazione del piano strategico regionale della portualità turistica. Le indagini sono state avviate, nel febbraio 2017,  in seguito a un controllo amministrativo di routine svolto dalle Fiamme Gialle aretusee nei confronti della società Edil Tiche, dal quale sono emerse irregolarità che hanno spinto i finanzieri ad approfondire gli accertamenti, che avrebbero svelato, secondo l’accusa,  un reticolo di società, che hanno emesso e utilizzato fatture per operazioni inesistenti dirette a rendicontare una serie di lavori in realtà mai realizzati. Il perno attorno al quale ruota il meccanismo delittuoso è invece l’imprenditore edile, amministratore di fatto di una società che si occupa sostanzialmente di edilizia residenziale. Secondo le Fiamme Gialle, la società di Ranno  è priva di qualsivoglia capacità e conoscenza tecnologica e sprovvista delle attrezzature adeguate per svolgere lavori marittimi, necessari alla costruzione di un porto turistico. Non essendo in grado di operare con autonome risorse umane e materiali, la società edile subappaltava i lavori a lei affidati a ulteriori società che, in molti casi, affermano gl’inquirenti, sono risultate riconducibili alla stessa famiglia dell’impresario marittimo. Le opere infrastrutturali sono state quantificate in quasi 22 milioni di euro e riguardano sostanzialmente l’acquisto di palancole, la fornitura di blocchi di cemento e di pali – tubi camiciati in acciaio, nonché le operazioni relative al nolo a caldo dei mezzi marittimi e i contratti di dragaggio. Oltre ai due imprenditori agli arresti domiciliari, sono stati colpiti da misura cautelare interdittiva (divieto di esercitare uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese) per la durata di 10 mesi, 5 amministratori di diritto delle società coinvolte nella realizzazione del porticciolo. C’è anche un’ottava persona indagata ma non destinataria di provvedimento. Ovviamente, la notizia del provvedimento giudiziario ha rapidamente fatto il giro della città e di commenti vari sono stati inondati i social media. C’è chi ha espresso solidarietà a Fazio che per 15 anni ha provato a ottenere la concessione del porto turistico Xifonio, impresa tentata altre volte anche da politici del passato. Ottenuta la concessione, dopo la visita in loco dell’allora governatore siciliano Lombardo, Fazio ha rischiato più volte di vedere frustrato il proprio lavoro e di vedere sfumati i propri investimenti, a causa di tre mareggiate, con danno per  milioni di euro, poiché la barriera frangiflutti non era idonea a tutelare il manufatto. Non era idonea perché la commissione regionale di controllo voleva proteggere l’alga posidonia. Dopo attese e varie rassicurazioni, finalmente è stata approvata la nuova massicciata e già dalla scorsa estate il porto ha cominciato a essere operativo per il rifugio dei natanti, anche se, nel frattempo, i lavori proseguivano per  il completamento dell’opera, attesa da molti augustani come un primo serio tentativo di attrazione turistica, dopo tanto clamore avverso alla comunità sia per  i veleni industriali sia per il mancato depuratore.

Questo provvedimento restrittivo contro i due imprenditori, secondo alcuni commenti, può rappresentare il colpo di grazia per la rinascita di Augusta.

G.C.

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