Porticciolo turistico di Augusta, i due imprenditori Fazio e Ranno, nonchè gli altri 6 indagati attesi dal Gip per l’interrogatorio di garanzia

Augusta. Si svolgeranno domani mattina, giovedì 18 ottobre, gli interrogatori di garanzia degli imprenditori Alfio Fazio e Antonino Ranno, colpiti dalla misura cautelare degli arresti domiciliari in quanto accusati di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale e alla truffa in relazione ai contributi conseguiti dalla Comunità Europea. I due imprenditori augustani, Alfio Fazio e Antonino Ranno, il primo nel settore delle opere marittime e l’altro in quello edile, compariranno innanzi al Giudice delle indagini preliminari Andrea Migneco, che ha redatto e firmato l’ordinanza con la quale ha disposto nei loro confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari. Oltre a loro due, principali indagati dell’operazione eseguita due giorni fa dai militari della Guardia di Finanza di Siracusa ed Augusta, sono attesi dal Gip Migneco gli altri sei indagati, cinque dei quali colpiti dall’interdizione per la durata di dieci mesi da ogni attività professionale. Contro l’ottavo indagato il Gip Migneco non ha applicato alcuna misura cautelare. Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Massimo Milazzo e Bruno Leone, ma, a quanto pare, prima dell’inizio degli interrogatori di garanzia, alcuni degli indagati, ai quali sono stati assegnati dei difensori d’ufficio, dovrebbero ufficializzare la nomina dei legali di fiducia.

L’interrogatorio di garanzia verterà sulla realizzazione dell’approdo turistico nel Golfo Xifonio di Augusta, da qui il nome “Operazione Xiphonia”. Il progetto è stato destinatario di un contributo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale per 8 milioni di euro, somma già parzialmente versata a una società di famiglia dell’imprenditore marittimo, finalizzata agli interventi strutturali e infrastrutturali per l’attuazione del piano strategico regionale della portualità turistica. Le indagini sono state avviate, nel febbraio 2017,  in seguito a un controllo amministrativo di routine svolto dalle Fiamme Gialle aretusee nei confronti della società Edil Tiche, dal quale sono emerse irregolarità che hanno spinto i finanzieri ad approfondire gli accertamenti, che avrebbero svelato, secondo l’accusa,  un reticolo di società, che hanno emesso e utilizzato fatture per operazioni inesistenti dirette a rendicontare una serie di lavori in realtà mai realizzati. Il perno attorno al quale ruota il meccanismo delittuoso è invece l’imprenditore edile, amministratore di fatto di una società che si occupa sostanzialmente di edilizia residenziale.

Secondo le Fiamme Gialle, la società di Ranno è priva di qualsivoglia capacità e conoscenza tecnologica e sprovvista delle attrezzature adeguate per svolgere lavori marittimi, necessari alla costruzione di un porto turistico. Non essendo in grado di operare con autonome risorse umane e materiali, la società edile subappaltava i lavori a lei affidati a ulteriori società che, in molti casi, affermano gli inquirenti, sono risultate riconducibili alla stessa famiglia dell’impresario marittimo. Le opere infrastrutturali sono state quantificate in quasi 22 milioni di euro e riguardano sostanzialmente l’acquisto di palancole, la fornitura di blocchi di cemento e di pali – tubi camiciati in acciaio, nonché le operazioni relative al nolo a caldo dei mezzi marittimi e i contratti di dragaggio. impresa tentata altre volte anche da politici del passato. Ottenuta la concessione, dopo la visita in loco dell’allora governatore siciliano Lombardo, l’imprenditore Fazio ha rischiato più volte di vedere frustrato il proprio lavoro e di vedere sfumati i propri investimenti, a causa di tre mareggiate, con danno per  milioni di euro, poiché la barriera frangiflutti non era idonea a tutelare il manufatto. Non era idonea perché la commissione regionale di controllo voleva proteggere l’alga posidonia. Dopo attese e varie rassicurazioni, finalmente è stata approvata la nuova massicciata e già dalla scorsa estate il porto ha cominciato a essere operativo per il rifugio dei natanti, anche se, nel frattempo, i lavori proseguivano per  il completamento dell’opera, attesa da molti augustani come un primo serio tentativo di attrazione turistica, dopo tanto clamore avverso alla comunità sia per i veleni industriali sia per la mancata realizzazione del depuratore.

Nonostante le misure cautelari e le ispezioni dei militari della Guardia di Finanza, il cantiere del porticciolo turistico non è stato chiuso e le maestranze hanno lavorato regolarmente. Ad Augusta si fa strada l’opinione che il provvedimento restrittivo contro Fazio e Ranno può rappresentare il colpo di grazia per la rinascita di Augusta.

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