Il Riesame ha modificato all’ex sindaco Rizza gli arresti domiciliari con il divieto di dimora a Priolo

Priolo Gargallo. All’ex sindaco Antonello Rizza, i giudici del Tribunale del Riesame hanno revocato gli arresti domiciliari e gli hanno applicato la misura cautelare del divieto di dimora nel comune di Priolo Gargallo. Il provvedimento del Collegio di Catania è stato depositato questa mattina, lunedì 22 ottobre, e la funzionaria della cancelleria l’ha già trasmesso alla pec dell’avvocato Domenico Mignosa, difensore dell’ex sindaco, per cui Antonello Rizza già da stasera dovrà abbandonare il comune di residenza e trasferirsi in un altro comune a suo piacimento. Non è da escludere che Antonello Rizza possa fissare il suo nuovo domicilio presso l’abitazione della sorella, che risiede nella città capoluogo.

Dopo il sindaco di Riace, colpito anche lui dalla misura cautelare del divieto di dimora nella cittadina in cui risiedeva ed esercitava le funzioni di primo cittadino,  come disposto dal Tribunale del Riesame di Catanzaro, anche per il già sindaco del Comune di Priolo i giudici del Tribunale del Riesame di Catania hanno scelto di allontanare Antonello Rizza dal Comune che ha guidato per molti anni durante i quali aveva conquistato la simpatia e di moltissimi cittadini ed il consenso elettorale. Per un altro verso, però, il suo successo dava fastidio a moltissime persone che pubblicamente o in forma anonima lo hanno accusato di gestire in modo illegale l’Amministrazione comunale e di condizionare l’operato di gran parte dei funzionari comunali che, secondo quanto emerso dalle indagini, per le pressioni ricevute dal sindaco firmavano le delibere portate alla loro attenzione, nonostante fossero state deliberate con modalità non conformi alle norme di legge.

Come già capitato ad altri sindaci della provincia di Siracusa, balzati agli onori della cronaca per avere conquistato il consenso nei rispettivi comuni, e poi mandati al rogo a causa della serie interminabile d’inchieste aperte sul loro operato dalla Procura della Repubblica di Siracusa, anche Antonello Rizza ha pagato un caro prezzo al suo successo, finendo con il ritrovarsi ripetutamente indagato dalla magistratura inquirente, che ha aperto nei suoi confronti una moltitudine di fascicoli culminati in alcuni casi con la richiesta di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell’oramai ex sindaco di Priolo Gargallo. Richieste a volte accolte, altre no. E anche quando il suo difensore Domenico Mignosa riusciva a farlo liberare il Pubblico Ministero impugnava immediatamente il provvedimento e lui ritornava ai domiciliari, come è capitato per l’operazione Res Pubblica, eseguita dagli agenti del Commissariato di Priolo Gargallo nel 2016.

Il provvedimento di revoca degli arresti domiciliari è arrivato nell’odierna mattinata, mentre nell’aula di Corte d’Assise si celebrava il processo innanzi al Tribunale Penale (presidente, Livia Rollo; a latere, Nicoletta Rusconi e Giuliana Catalano), per tutti gli imputati coinvolti nell’operazione denominata appunto “Res Pubblica”. In cima alla lista figura Antonello Rizza e a seguire ci sono i nomi e i cognomi di Salvatore Cirmigliaro, Desirè Giuliano, Maicol Mulè, Flora Lo Iacona, Francesco Artale, Andea Artale, Giuseppe Pinnisi, Eugenio Maione, Giuseppina Garofalo, Enzo Lonero, Rita Fangano, Sebastiano Carpinteri, Loredana Martines, Maurizio Vincenti, Salvatore Ullo e Nicoletta Giambra.

Il Collegio ha affidato l’incarico alla consulente tecnica Tania Amato, di effettuare la trascrizione di tutte le intercettazioni telefoniche ed ambientali effettuate dagli investigatori del Commissariato della Polizia di Stato di Priolo Gargallo.

La consulente ha accettato l’incarico e ha comunicato che depositerà le trascrizioni nell’arco massimo di due mesi.

Il processo è stato, quindi, aggiornato all’udienza del 19 novembre.

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