Attanasio nella “cella liscia” era stato rinchiuso per evitare che compisse atti autolesionistici. Ma lo psichiatra lo dichiara sano di mente

Spoleto. Tutto bene quel che finisce bene. Alessio Attanasio è già uscito dalla “camera liscia” e ha fatto ritorno nella sua camera alla quale sono stati già tolti i pannelli che erano stati apposti alla finestra, per il timore che si buttasse nel vuoto o si impiccasse legando alle sbarre il lenzuolo o un altro indumento da usare come cappio. A spingere le guardie dell’istituto penitenziario a questi strumenti di prevenzione era stata una relazione del medico del carcere in cui scriveva che il detenuto Alessio Attanasio fosse soggetto debole capace di compiere gesti autolesionistici. A smentire il medico del carcere di Spoleto è stato uno psichiatra invitato dalla Direzione dell’Istituto penitenziario a visitare il detenuto siracusano e dire se avesse tutte le rotelle a posto o farlo ricoverare in un istituto carcerario per reclusi malati di mente. Lo specialista di psichiatria ha giudicato Alessio Attanasio assolutamente sano di mente e di essere in grado di intendere e volere. Con il responso dello psichiatra, il caso si è sgonfiato. E tutte le misure di prevenzione sono state annullate. Tra sabato 20 e domenica 21 ottobre Attanasio ha avuto servito cibo e bevande, ha ottenuto in dotazione una penna e dei fogli di carta, è uscito dalla “cella liscia”, dove c’era solo la branda, o meglio il materasso appoggiato sul pavimento, ed è stato trasferito in una camera in cui c’è un letto, lo sgabello, il tavolo, il cucinino per cuocere il cibo. Ha ripreso a essere trattato dagli agenti penitenziari come tutti gli altri detenuti. E mentre sua madre e i suoi fratelli, lunedì 22 ottobre, si recavano alla Questura di Siracusa per denunciare le cosiddette “torture” subite dal congiunto, al carcere di Spoleto, Alessio Attanasio compariva innanzi al Consiglio di Disciplina per dare conto della protesta inscenata nella giornata di venerdì 19 ottobre, sedendosi al centro del cortile contro la decisione della Direzione della Casa di Reclusione di non avere ancora dato attuazione alla sentenza della Corte Costituzionale che il 12 ottobre ha dichiarato illegittima e incostituzionale una norma del ministro in carica dell’ultimo governo Berlusconi riguarda ai cibi che i detenuti possono cuocere col fornellino e ai tempi di cottura, fissati adesso in tre ore la mattina e in tre ore la sera. C’era anche il problema dell’ora d’aria che da un’ora è passata a due ore, ma questa seconda forma di protesta ha dovuto c edere il passo a quella del cibo che i detenuti possono cucinare e ai tempi di cottura. Alessio Attanasio, che si batte per i suoi diritti ma anche per quelli degli altri detenuti che non hanno il grado di istruzione che ha lui (ha già la laurea in Scienze della Comunicazione e si appresta a laurearsi in Giurisprudenza), non poteva immaginare che il Dap centrale aveva già inviato copia della sentenza della Consulta a tutti i direttori delle carceri italiane affinchè ottemperassero alla decisione della Corte Costituzionale, ampliando la serie di cibi che i detenuti potranno richiedere e cuocere nelle celle. La Direzione della Casa di Reclusione di Spoleto stava per fare affiggere alla bacheca le nuove disposizioni, e si è trovata spiazzata dall’iniziativa di Alessio Attanasio che ha inscenato la sua protesta un giorno prima che venisse pubblicata la sentenza della Corte Costituzionale. Poi relazione del medico del carcere ha fatto precipitare la situazione inducendo gli agenti dell’Istituto di pena di mettere in isolamento Alessio Attanasio, per evitare che potesse attuare gesti autolesionistici. Lui non l’ha presa bene e ha bollato a modo suo la relazione del medico del carcere, ma a prendere le sue difese è stato lo psichiatra di Spoleto che ha definito Attanasio sano di mente e in grado di intendere e volere.
La denuncia presentata dalla madre e dai fratelli di Alessio Attanasio, accompagnati in Questura dall’avvocato Junio Celesti, è arrivata alla Procura di Spoleto,  ma al novantanove per cento verrà archiviata perchè il detenuto non ha subito alcuna tortura.
Invece resta confermata la visita ad Alessio Attanasio del garante nazionale dei detenuti. A chiedere il suo intervento è stato l’avvocato Maria Teresa Pintus, che lunedì 22 ottobre ha già parlato telefonicamente con il suo cliente.
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