Pachino, il Gip ha scarcerato Salvatore Cianchino perchè strumentalizzato da Maicol Zisa

Pachino. Aveva sorpreso la decisione del Giudice delle indagini preliminari Carla Frau di non applicare alcuna misura cautelare nei confronti del diciannovenne Salvatore Cianchino, fermato dagli agenti del Commissariato di Pachino perchè ritenuto, assieme al pregiudicato Maicol Zisa, il presunto responsabile di un incendio doloso di un’autovettura parcheggiata sulla pubblica via e precisamente sotto l’abitazione del proprietario. La sorpresa iniziale è stata ben presto accantonata e la scelta del Gip Carla Frau è da condividere poichè Salvatore Cianchino, assistito dall’avvocato Maria Aurora Frazzetto, è persona disabile, indifeso e facilmente manovrabile. Il diciannovenne è stato strumentalizzato dal furbo Maicol Zisa il quale gli ha chiesto di prelevare la moto Honda parcheggiata sotto la sua abitazione e di avvicinarsi al portone della sua casa in modo che lui, che si trovava sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, potesse salire sul sellino approfittando dell’oscurità della sera senza essere visto da eventuali testimoni. Poi, sempre sulla base delle indicazioni dello Zisa, Salvatore Cianchino si è recato alla guida della Honda in una strada del centro abitato di Pachino e ha fermato la moto accanto ad una MotoApe. I due, assieme, hanno estratto la benzina dal serbatoio della MotoApe e l’hanno riversata in un contenitore. Mentre si trovavano accanto alla MotoApe hanno visto avvicinarsi un poliziotto in borghese e su suggerimento di Zisa questi e il diciannovenne si sono allontanati. Il poliziotto libero dal servizio ha dichiarato che un quarto d’ora dopo l’allontanamento della Honda, ha sentito il boato. L’auto di tale Boager era stata data alle fiamme. Maicol Zisa, rispondendo alle domande del Gip Carla Frau, ha negato di essere stato lui ad avere incendiato la macchina. A smentirlo è stato Salvatore Cianchino il quale, quando si è visto serrare i polsi dalle manette, ha raccontato ai poliziotti del Commissariato come si erano svolti i fatti di cui veniva accusato. Il ragazzo ha detto di avere partecipato, assieme a Maicol Zisa, al furto della benzina dalla MotoApe ma che ad incendiare la macchina è stato soltanto lo Zisa, dopo averla cosparsa di benzina.
E per ricompensarlo del suo aiuto, Zisa gli ha dato i soldi per recarsi in un bar e acquistare due involtini e una birra.
Le telecamere hanno dato riscontro al racconto del diciannovenne in quanto lo “immortalano” mentre entra nel bar e quando esce tenendo in mano un sacchettino.
Quando la Polizia si è recato nella sua abitazione per arrestarlo, il ragazzo indossava ancora la giacca di tuta sportiva di colore celeste prodotta da una nota Casa di abbigliamento e scarpe per sportivi. Questo indumento era stato descritto minuziosamente dal poliziotto libero dal servizio ed era stato ripreso dalle telecamere sia da quelle installate sulle strade di Pachino sia da quelle posizionate all’esterno del bar dove Salvatore Cianchino si era recato per comprare due involtini e una birra.
Le stesse telecamere del sistema cittadino di videosorveglianza avevano ripreso Maicol Zisa e gli abiti che indossava: un giubbotto e un pantalone entrambi di colore nero. E anche questi abiti sono stati sequestrati dai poliziotti come corpo di reato.

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