Omicidio Boscarino: la fidanzata e i due coetanei del ragazzo ucciso scagionano gli imputati

Siracusa. Il testimone oculare dell’omicidio di Alessio Boscarino si è presentato innanzi ai giudici della Corte d’Assise (presidente, Tiziana Carrubba; a latere, Livia Rollo) e ha smentito la mamma del giovane crivellato di piombo. Intanto diciamo che si chiama Giovanni Turlà: sarebbe stato lui a confidare alla signora Rosa Boscarino, madre di Alessio, che a uccidergli il figlio è stato Christian De Simone. I Pubblici Ministeri Tommaso Pagano e Gaetano Bono, per evitare che potesse essere intimidito dalla presenza dei parenti dei tre imputati alla sbarra (i fratelli Christian e Roberto De Simone, rispettivamente di 34 e 27 anni, e Davide Greco, 30 anni), hanno chiesto alla Corte di raccogliere la deposizione del giovane a porte chiuse. La Corte ha fatto uscire dall’aula tutte le persone e subito dopo i Pubblici Ministeri Pagano e Bono hanno iniziato a porre le domande a Giovanni Turlà, ma, contrariamente alle aspettative che nutrivano, dalla deposizione del testimone oculare del delitto di Alessio Boscarino, la tesi accusatoria, ne è uscita ammaccata come la carrozzeria di una macchina quando si schianta contro un muro o contro un autotreno. Turlà, in buona sostanza, ha detto che lui ha visto un uomo scendere da una macchina il quale si è poi avvicinato ad Alessio Boscarino e ha iniziato a esplodere al suo indirizzo dei colpi di pistola. Ma l’omicida di Alessio Boscarino, secondo Giovanni Turlà, ha delle fattezze fisiche che non corrispondono a quelle di Christian De Simone e nemmeno a quelle di Roberto De Simone. Giovanni Turlà afferma di essere certo che le fattezze fisiche del killer non corrispondono a quelle dei fratelli De Simone, perchè lui dice di conoscerli bene i due germani oggi alla sbarra in quanto ritenuti gli autori dell’omicidio di Alessio Boscarino. Se ancora riecheggiano le parole della signora Rosa Boscarino, madre del ventiquattrenne ucciso a colpi di pistola in Via Tasso la sera del 4 dicembre del 2016, in Via Tasso, la quale ha detto che a fargli il nome di Christian De Simone come il killer del proprio figlio, è stato Giovanni Turlà, questa mattina quest’ultimo ha negato di averglielo detto. Turlà dice di aver “assecondato” la signora Rosa Boscarino, che gli aveva fatto il lavaggio mentale dicendogli ripetutamente: tu devi dire di aver visto Christian De Simone esplodere i colpi di pistola contro mio figlio. E quando i Pubblici Ministeri hanno letto la trascrizione delle intercettazioni ambientali effettuate dalla Polizia all’interno del Commissariato dove erano stati convocati la madre di Alessio Boscarino, Giovanni Turlà ed Erika Mangiafico, fidanzata del morto ammazzato, ancora una volta il teste ha risposto dicendo che lui “assecondava” la mamma di Alessio dicendole frasi di circostanza che la donna, affranta dal dolore, apprezzava tantissimo. Però Giovanni Turlà alle contestazioni dei rappresentanti della pubblica accusa ha replicato dicendo: “Io glielo dissi alla mamma di Alessio che non me la sentivo di accusare i fratelli De Simone. “Se tuoi vuoi vendicarti fallo pure, ma non sarò io a farli condannare perchè non ho visto nè Christian nè suo fratello uccidere tuo figlio”.
Fin qui la versione di Giovanni Turlà che rispecchia fedelmente o quasi il racconto fatto dalla fidanzata di Alessio Boscarino e quello riferito da Andrea Fioravante, indicati entrambi come testimoni oculari dell’omicidio. Quest’ultimo ha detto di avere bevuto la sera del delitto e di essere rimasto in macchina, mentre Alessio Boscarino e Giovanni Turlà sono scesi dal veicolo per andare a comprare alcune bottiglie di birra al bar “Scacco matto”. “Io ho sentito dei rumori e poi delle urla e sono sceso dalla macchina, ma quando sono arrivato dove era stato commesso l’omicidio già Alessio era morto” – ha dichiarato Andrea Fioravanti. A sua volta, Erika Mangiafico, la cui deposizione è stata contrassegnata da troppi “non ricordo” – ha dichiarato di avere visto arrivare una macchina dalla quale è scesa una persona che poi ha esploso i colpi di pistola contro il suo fidanzato. “Il killer poi si è allontanato senza che io potessi vedere il suo volto”. La testimone ha dichiarato che la Polizia le aveva mostrato l’album delle fotografie dei pregiudicati ma lei ha precisato di non aver riconosciuto alcuna persona.
I tre testimoni così come avevano risposto alle domande dei Pubblici Ministeri Tommaso Pagano e Gaetano Bono, hanno fornito le stesse risposte all’avvocato Domenico Mignosa, che rappresenta la signora Rosa Boscarino, che si è costituita parte civile contro i fratelli Boscarino e Davide Greco. E parola più parola meno hanno dato uguali risposte ai difensori dei tre imputati: gli avvocati Pucci Forestiere e Sebastiano Troia legali dei fratelli De Simone e avvocato Antonio Zizzi, difensore di Davide Greco.
Il processo è stato rinviato all’11 dicembre prossimo per consentire ai Pubblici Ministeri di esaminare i fratelli Boscarino e Davide Greco. I quali subito dopo verranno controesaminati dall’avvocato Domenico Mignosa, legale della parte civile, e dai rispettivi difensori, avvocati Puccio Forestiere, Sebastiano Troia e Antonio Zizzi.

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