Porticciolo turistico, Alfio Fazio torna libero e rinuncia al ricorso contro sequestro dei beni

Catania. I giudici del Tribunale del Riesame hanno tramutato la misura cautelare degli arresti domiciliari con quella dell’interdizione per dieci mesi all’imprenditore nautico di Augusta Alfio Fazio. Il Collegio catanese non ha fatto alcuna differenza tra Alfio Fazio e suo fratello Carlo, a differenza del Gip Andrea Migneco che hanno disposto per il primo gli arresti domiciliari e per il secondo l’interdizione dalle cariche occupate nell’azienda che sta cercando di realizzare il porticciolo turistico nel Golfo Xifonio di Augusta. Alla luce della decisione del Riesame di Catania, non potranno svolgere le cariche rivestite nella loro società prima che scoppiasse lo scandalo che ha portato la Procura della Repubblica di Siracusa a chiedere l’arresto per Alfio Fazio e per l’imprenditore edile Antonino Ranno e le misure interdittive per Carlo Fazio, Adriana Tringali, assistita dall’avvocato Salvatore Terrone, Basilio Caracciolo, difeso dall’avvocato Andrea Giuffrida, Giuseppe Passanisi e Rosario Serra, assistiti dall’avvocato Bruno e Antonino Leone, in quanto accusati di associazione a delinquere, falso e altri reati di natura fiscale. Il Giudice delle indagini preliminari Andrea Migneco, nell’applicare le misure custodiali ad Alfio Fazio e Antonino Ranno, nonchè quelle interdittive nei confronti di Carlo Fazio e degli altri indagati, ha disposto anche il sequestro dei beni per l’ammontare di sei milioni e ottocentomila euro per i fratelli Fazio che per tutti gli indagati sottoposti alle misure cautelari. Contro il decreto di sequestro dei beni, avevano proposto appello Alfio e Carlo Fazio, Adriana Tringali, Basilio Caracciolo, Giuseppe Passanisi e Rosario Serra.
Il ricorso era stato assegnato al Collegio composto dalla presidente Antonella Coniglio, e dai giudici Antonio Dami e Federica Piccione, che lo avrebbe preso in esame all’udienza di venerdì 9 novembre. A sorpresa è arrivata la concorde decisione di tutti i ricorrenti di rinunciare al ricorso e i giudici ne hanno preso atto e mandato agli archivi l’istanza.

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