Niente carcere ma arresti domiciliari per i due sindacalisti di Cisl e Uil accusati di estorsione aggravata

Siracusa. I due sindacalisti arrestati dagli agenti della Squadra Mobile con l’accusa di estorsione ai danni di due imprenditori di Gela hanno lasciato nel primo pomeriggio di oggi, martedì 13 novembre, la Casa Circondariale di Cavadonna dove erano stati rinchiuso nella giornata di venerdì della scorsa settimana e hanno fatto rientro presso le rispettive famiglie. A decidere la scarcerazione di Marco Faranda, 46 anni, segretario generale della Uilm Uil e Roberto Getulio, 42 anni, segretario generale della Fim Cisl di Ragusa e Siracusa, è stato il Giudice delle indagini preliminari Andrea Migneco, che ha rigettato la richiesta del Pubblico Ministero Gaetano Bono di disporre la misura della custodia in carcere per i due sindacalisti. I quali si sono sottoposti all’interrogatorio di garanzia per protestarsi innocenti e fornire una loro versione sui fatti di cui sono accusati risultata diametralmente opposta a quella narrata dagli inquirenti. Marco Faranda, difeso dall’avvocato Sebastiano Ricupero e Roberto Getulio, assistito dall’avvocato Glauco Reale, hanno raccontato una storia completamente diversa da quella descritta dalle parti offese, ovvero dai titolari dell’azienda Synergo Consorzio Nazionale e hanno smentito addirittura l’assunto dei poliziotti della Squadra Mobile che avevano sostenuto di avere colto con le mani nel sacco i due sindacalisti della Uil e della Cisl, sequestrando a ciascuno la somma di 1500 euro che rappresentava la tangente pagata dai due imprenditori di Gela che avevano rilevato all’asta giudiziaria la società Set Impianti Srl di Augusta in liquidazione per fallimento. Le vittime della estorsione avevano denunciato di avere ricevuto la richiesta di trentamila euro per poter lavorare con serenità senza il timore di scioperi e proteste di lotta da parte dei lavoratori, 120 operai che avevano dovuto assumere a seguito dell’acquisizione della Set Impianti e di avere consegnato l’anticipazione di 1500 euro a fronte dei trentamila euro che avrebbe dovuto versare per ottenere la pace sociale. I due sindacalisti sostengono che il denaro a ciascuno rinvenuto dai poliziotti della Squadra Mobile non lo hanno ricevuto dai titolari dell’azienda Synergo Consorzio Nazionale ma si tratterebbe di somme ricevute dalle rispettive organizzazioni sindacali. La versione fornita da Marco Faranda e Roberto Getulio ha sovvertito il quadro probatorio formulato dal Pubblico Ministero Gaetano Bono ed il Gip Migneco non avendo l’assoluta certezza sulla provenienza dei soldi sequestrati ai due sindacalisti ha deciso di concedere ad entrambi il beneficio del dubbio, disponendo dei rigorosi approfondimenti investigativi in modo da stabilire con assoluta certezza se i soldi siano stati sborsati dai due imprenditori di Gela, come affermano il Pubblico Ministero e gli investigatori della Squadra Mobile oppure provengono da elargizioni fatte dalle organizzazioni sindacali Cisl e Uil, come dicono i due arrestati. Un errore forse è stato commesso dalla Squadra Mobile: quello di non avere fotografato le banconote che poi i titolari dell’azienda Synergo Consorzio Nazionale avrebbero consegnato a Roberto Getulio e Marco Faranda. Il Gip Migneco ha comunque deciso di disporre la misura cautelare degli arresti domiciliari per Marco Faranda, segretario generale della Uilm Uil e Roberto Getulio, segretario generale della Fim Cisl di Ragusa e Siracusa. Il Gip Migneco ha restituito il fascicolo al Pubblico Ministero Gaetano Bono con la raccomandazione di disporre gli opportuni approfondimenti investigativi sulle versioni fornite dai due sindacalisti al fine di verificarne la veridicità.
Soddisfatti si sono detti i legali di Marco Faranda e Roberto Getulio, per questo inaspettato risultato positivo conseguito all’udienza di convalida dell’arresto. Gli avvocati Glauco Reale e Sebastiano Ricupero, rispettivamente difensori di Getulio e Faranda, hanno fatto sapere che il loro intendimento è quello di dimostrare l’attendibilità delle dichiarazioni rese dai rispettivi clienti nel corso dei novanta minuti a testa di durata dell’interrogatorio di garanzia reso innanzi al Gip Andrea Migneco. I due penalisti non hanno inteso rivelare le versioni dei due sindacalisti proprio per non pregiudicare il lavoro investigativo che intendono effettuare per dimostrare che Roberto Getulio e Marco Faranda non hanno fornito delle versioni false, ma, al contrario, di avere raccontato al Gip Migneco la verità sulla provenienza dei 1500 euro sequestrati a ciascuno dei due dagli agenti della Squadra Mobile e sui loro rapporti con i due imprenditori di Gela.

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