Appalti pilotati all’Autorità Portuale di Augusta: respinte le richieste di revoca delle misure cautelari

Siracusa. Il Giudice delle indagini preliminari Carla Frau ha rigettato tutte le istanze volte a ottenere la revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari avanzate dai difensori degli indagati coinvolti nell’inchiesta sulle gare pilotate all’Autorità Portuale di Augusta. La decisione del Gip Frau arriva a distanza di cinque giorni dagli interrogatori di garanzia, che si sono svolti lunedì 12 novembre. Le istanze di remissione in libertà sono state presentate nella giornata di martedì e dalla cancelleria del Gip Frau sono state inviate all’attenzione del Pubblico Ministero Tommaso Pagano, che ha risposto nella giornata di giovedì con la restituzione di tutte le istanze sulle quali ha apposto il suo parere contrario alla revoca degli arresti domiciliari. Quelli che non hanno presentato istanza al Gip si sono già rivolti al Tribunale del Riesame di Catania per ottenere la revoca dell’ordinanza.
Nell’inchiesta sugli appalti pilotati all’Autorità Portuale di Augusta sono coinvolti l’ingegnere Gaetano Nunzio Miceli, i fratelli Pietro e Giovanni Magro, l’ingegnere Giovanni Sarcià ed il geometra Venerando Toscano, nonchè l’ingegnere Antonino Sparatore. La misura cautelare della custodia in carcere è stata applicata all’ingegnere Gaetano Nunzio Miceli, difeso dall’avvocato Bruno Leone. La misura cautelare degli arresti domiciliari è stata disposta per i fratelli Pietro e Giovanni Magro, difesi entrambi dall’avvocato Aldo Ganci. I fratelli Magro sono soci dell’ingegnere Miceli nella società di progettazione Tecnass Srl. Analogo provvedimento è stato emesso nei confronti dell’ingegnere Antonino Sparatore, difeso dagli avvocati Lucia Randazzo e Valerio Vancheri; del geometra Venerando Toscano, assistito dall’avvocato Antonio Zizzi e dell’ingegnere Giovanni Sarcià, difeso dall’avvocato Salvatore Terrone.
Intanto è stato rinviato al 29 novembre l’incontro tra il Gip Frau e gli amministratori dell’Autorità Portuale. Il rinvio è stato determinato dall’omessa notifica del decreto a comparire a qualcuno degli amministratori. Si sono presentati gli avvocati Francesco Favi, Stefano Rametta i quali hanno sostituito i colleghi Giacomo Satta del Foro di Roma e Maurizio Bartolotto del Foro di Torino.
Secondo le risultanze investigative, condotte dal Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria sotto la direzione e il coordinamento del Pubblico Ministero Tommaso Pagano, le gare pubbliche bandite dall’Autorità Portuale Augusta sono state “turbate” dai tre soci della Tecnass Srl. A dire dei finanzieri del Comando provinciale i bandi e i disciplinari di gara, non venivano direttamente predisposti dai funzionari dell’Ente pubblico appaltante, bensì venivano realizzati dal Miceli e dai fratelli Magro. Inoltre è stato acclarato che i tre soci della società Tecnass Srl (l’ingegnere Gaetano Nunzio Miceli ed i fratelli Pietro e Giovanni Magro, il primo architetto, il secondo geometra) “ideavano” i bandi e i disciplinari di gara, mentre i Responsabili Unici del Procedimento dell’Autorità Portuale (l’ingegnere Giovanni Sarcià ed il geometra Venerando Toscano) si limitavano, di fatto, alla stampa e alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
In data da stabilire verranno sottoposti ad interrogatorio di garanzia gli ingegneri Salvatore La Rosa e Francesco Platania, il primo libero professionista, il secondo già commissario di gara, colpiti dalla misura cautelare interdittiva per sei mesi il primo e per un anno il secondo. Le posizioni più inquietanti sarebbero quelle dei tre soci della Tecnass, ma a quanto pare neanche i due funzionari dell’Autorità Portuale, ingegnere Giovanni Sarcià e geometra Venerando Toscano possono dirsi fuori dal guado. I due funzionari dell’Autorità Portuale, incaricati di gestire le gare di appalto quali Responsabili Unici del Procedimento, hanno incassato circa 500 mila euro ciascuno a titolo di incentivi per le relative attività d’istituto. Come dimostrato dalle indagini, queste attività sono state in realtà svolte dai tre titolari dello studio di progettazione, ossia della Tecnass Srl. Nei personal computers in uso all’ingegnere Gaetano Nunzio Miceli è stata rinvenuta la documentazione di quasi tutte le gare di appalto bandite, nonché diversi atti dell’Autorità Portuale. L’indagine tecnica sui computers ha poi acclarato che lo studio di progettazione aveva stipulato accordi con le imprese che avrebbero vinto gli appalti ancor prima che venisse pubblicato il bando di gara. Inoltre gli stessi indagati, sentiti sul punto, hanno ammesso che gli atti di gara erano stati predisposti da mano privata. Agli indagati, a vario titolo, vengono contestati i reati di corruzione, turbata libertà degli incanti e associazione a delinquere.
Il Gip Frau ha anche disposto il sequestro della somma di circa un milione di euro, anche per equivalente, in ordine ai patrimoni personali di ciascuno, ivi comprese eventuali partecipazioni in società o enti. Sequestrata anche la società di progettazione siracusana Tecnass Srl.

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