Citati a giudizio gli uomini e le donne del Gruppo Frontino per le truffe alle ditte che hanno costruito il Centro Commerciale

Siracusa. I Pubblici Ministeri Salvatore Grillo e Davide Lucignani hanno citato a giudizio Concetta Rita Frontino, 55 anni, difesa dagli avvocati Mario Fiaccavento e Alberto Gullino; Daniela Frontino, 51 anni, difesa dall’avvocato Fabio Catania; Maria Cimino, 54 anni, difesa dall’avvocato Angelo Italia; Assunta Di Martino, 62 anni, difesa dall’avvocato Francesca Di Paola; Alfredo Sapienza, 43 anni, difeso dall’avvocato Antonio Meduri; Davide Venezia, 33 anni, difeso dall’avvocato Tancredi Antonuccio; Graziano Del Greco, 42 anni, difeso dagli avvocato Giovanni Lo Presti e Francesca Di Paola e Salvatore Noto, 46 anni, assistito dall’avvocato Francesca Di Paola. Debbono rispondere di truffa per avere con raggiri e altri stratagemmi truffaldini i titolari delle che hanno realizzato il Centro Commerciale Fiera del Sud di Viale Epipoli. Tutti i reati di truffa sono aggravati per avere cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità.
Gli otto componenti del Gruppo Frontino dovranno presentarsi all’udienza del 25 gennaio prossimo innanzi al Giudice Monocratico Franco Scollo.
Oltre a loro dovranno presentarsi le parti offese Alfonso Alonge, Vincenzo Cavallo, Giuseppe Ramondetta, Marcello Bonanno Ferraro, Cristina Fabiano, Maurizio Cutrale, Vincenzo Drovetti, Claudio Civello, Sebastiano Floridia, Sebastiano Salonia, Giuseppe Greco, Pietro Giannone e Salvina Calà.
Pesantissimi i danni arrecati ai titolari delle aziende. La Calà, rappresentante legale della MVM srl, che ha effettuato la posa in opera degli impianti elettrici speciali, di climatizzazione ed antincendio, vanta un credito di 550 mila euro. Sebastiano Salonia, titolare della S.I.M.&CO srl, che ha effettuato il trasporto di rifiuti provenienti dalla demolizione dei fabbricati preesistenti e la costruzione della condotta fognaria, ha un credito di 202.219 euro. Claudio Civello, legale rappresentante della Sicep Spa, incaricato della fornitura e posa di opere strutturali prefabbricate, ha riportato un danno economico ammontante a 508.581 euro. Vincenzo Drovetti, la cui omonima ditta individuale ha effettuato la fornitura e la posa del pavimento del Centro nonchè dei locali del negozio Combipel, si è visto raggirato per l’importo di 101.491 euro. Maurizio Cutrale, legale rappresentante della CON.PRI. srl, per la lavori edili, lamenta un danno patrimoniale di 144.665 euro. Giuseppe Greco, titolare della ditta individuale Greco Pose, che ha effettuato la pavimentazione e il rivestimento della zona IPER, accusa una truffa di 27.487. Vincenzo Cavallo, per la fornitura di strutture tubolari in acciaio zincato, non ha ricevuto il pagamento di 375.912 euro. Giuseppe Ramondetta, per la fornitura e posa in opera di agglomerati cementizi per sottofondi, cordoli, posa plinti prefabbricati Massetto in fibra e relativo acciaio. Marcello Ferraro Bonanni, titolare della BO.MAR.srl, che ha effettuato i lavori di scavo, movimento terra, trasporto materiale e sollevamento, non si è visto pagare le fatture per un ammontare di 116.350. La Siciliana Costruzioni Societty srl, che ha effettuato il servizio di noleggio mezzi e movimento terra, ha riportato un danno materiale di 69.740 euro. E via via le altre ditte che, dopo aver effettuato i lavori e anticipato il denaro per l’acquisto del materiale, si sono visti affibbiare assegni postdatati, poi tutti protestati per mancanza di fondi. Un gruppo, quello realizzato dalle sorelle Frontino, che si era specializzato nelle truffe. Sceglievano piccole ditte, alcune delle quali che versavano in situazioni debitorie, le facevano indebitare ulteriormente, e poi le ripagavano con assegni postadatati ben consapevoli che erano a vuoto. Addirittura alla CO.PRI.srl avevano ceduto un credito di 600 mila euro, che a loro dire, dovevano ricevere dall’Agenzia delle Entrate. E, invece, dopo che il signor Maurizio Cutrale aveva effettuato i lavori, ha scoperto che gli avevano dato un pezzo di carta di nessun valore perchè quando si è presentato all’Agenzia delle Entrate gli hanno detto che alle sorelle Frontino non spettava alcun rimborso e che in ogni caso il famoso credito lo avevano già ceduto alla Emmea, un’altra società facente parte del Gruppo Frontino.
Truffe e geniali trovate, come quella di trasferire la R.G.D, in Costa d’Avorio, per sottrarsi alle pretese dei creditori. Oppure di nominare 24 ore prima Davide Venezia, l’uomo considerato il bancomat di Rita Frontino e del suo compagno Peppe Calafiore, amministratore di una società indebitata fino al collo, per costringere un creditore ad accettare dei nuovi assegni postdatati e restituire quelli ricevuti in precedenza.
Con questi trucchi e meschini stratagemmi è nato il Centro Commerciale di Viale Epipoli.
Ma i due milioni e 800 mila euro pagati dal Comune che fine hanno fatto? La Guardia di Finanza li sta ancora cercando. Vuoi vedere che sono finiti a Dubai? O in Costa d’Avorio?

CONDIVIDI