Omicidio Ardita, la Corte d’Assise ha rigettato la richiesta di scarcerazione o di arresti domiciliari per Christian Leonardi

Siracusa. La Corte d’Assise (presidente, Giuseppina Storaci; a latere, Alessandra Gigli) ha detto no alla scarcerazione di Christian Leonardi. Niente scarcerazione e nemmeno arresti domiciliari. Le due istanze avanzate dai difensori dell’imputato accusato di avere ucciso la propria moglie Eligia Ardita, sono state rigettate dai giudici della Corte d’Assise che, rispondendo alle avvocate Felicia Mancini e Vera Benini le quali avevano detto che non c’è stato alcun omicidio nell’abitazione in cui vivevano Christian Leonardi e Eligia Ardita in quanto quest’ultima sarebbe morta per infarto cardiaco, hanno sostenuto che non ci sono i presupposti di legge per modificare la misura cautelare della custodia in carcere per Christian Leonardi.
Il provvedimento è stato depositato alla cancelleria della Corte d’Assise di buon mattino, anche perchè la presidente Storaci come Giudice Monocratico doveva presiedere l’udienza del lunedì per definire o comunque avviare o rinviare i numerosi processati fissati per il 3 dicembre. La Corte si è riunita poco dopo delle 8,30 e dopo le 9,30 ha depositato l’ordinanza di rigetto della richiesta revoca della misura cautelare della custodia in carcere. L’ordinanza è stata immediatamente trasmessa all’Ufficio Matricola della Casa Circondariale di Cavadonna per farla notificare a Christian Leonardi. E come a lui, la cancelleria ha trasmesso il provvedimento al procuratore aggiunto Fabio Scavone, alle avvocate Felicia Mancini e Vera Benini, difensori dell’imputato, e agli avvocati Francesco Villardita (legale di Agatino Ardita, Cristina Caruso, Danilo Pica, Margherita Cappello, Grazia Caruso e Luisa Ardita), avvocato Cristiano Leonardi (legale delle parti civili Vittorio Ardita e Maria Caruso), avvocato Giambattista Rizza (difensore di di Francesco Ardita, Fabrizio Ardita e Luisa Ardita, quali presidente e legali rappresentante della Fondazione Eligia e Giulia Ardita contro ogni violenza e per il diritto alla vita); avvocato Loredana Battaglia (legale della Rete Centri Antiviolenza di Raffaella Mauceri); avvocato Pilar Maria Dolores Castiglia (legale del Coordinamento Donne Siciliane; avvocato Rossella Grande (difensore del Centro Antiviolenza Antistalking “La Nereide”); avvocato Giuseppe Giardinelli (legale di Savatore Aliano e Lucia Caruso); avvocato Salvatrice Caruso (difensore di Salvatrice Caruso).
Così come il rappresentante della pubblica accusa, anche i difensori delle parti civili si sono pronunciati negativamente all’eventuale scarcerazione dell’imputato o alla concessione del beneficio degli arresti domiciliari. Secondo i legali delle parti civili il Leonardi ha ucciso la moglie, soffocandola a seguito della lite che ebbe con Eligia Ardita, ingaggiando con lei, peraltro in stato di gravidanza, una vera e propria colluttazione culminata con la sua uccisione e con il procurato aborto della creaturina morta per la tragica fine della mamma che la portava in grembo.
La notizia della richiesta avanzata dal legali di Christian Leonardi è stata commentata negativamente dagli utenti di Facebook. Tutti hanno espresso dure critiche nei confronti delle due avvocatesse Benini e Mancini, per aver chiesto la scarcerazione o gli arresti domiciliari per il loro cliente, nonostante questi si fosse reso responsabile di un atroce crimine. Tutti si sono augurati il rigetto della richiesta e di “gettare le chiavi” per l’autore del femminicidio.
Secondo i commentatori di Facebook, Christian Leonardi si è reso responsabile di femminicidio e della morte della figlioletta che aveva concepito con Eligia Ardita. Il popolo di Facebook, con i giustizialisti in prevalenza, non ha dubbi nel sentenziare la condanna al carcere a vita l’ex guardia giurata.
La Corte d’Assise tornerà a riunirsi mercoledì mattina 5 dicembre per le repliche del procuratore aggiunto Fabio Scavone, dei difensori delle parti civili avvocati Francesco Villardita, Giambattista Rizza, Cristiano Leonardi e Loredana Battaglia e, per finire quelle dei difensori dell’imputato. Non si sa ancora se Christian Leonardi si farà tradurre dalla Casa Circondariale di Cavadonna al Tribunale di Siracusa per rendere dichiarazioni spontanee sulle gravissime accuse che gli vengono contestate. Da quando è iniziata la discussione, l’imputato a rinunciare a comparire non volendo ascoltando la requisitoria del pubblico Ministero, le arringhe dei difensori delle parti civili, tutte componenti della famiglia di Eligia Ardita, e dei suoi due difensori, arrivati una da Modena e l’altra da Catania.
Mercoledì mattina la Corte d’Assise si ritirerà in camera di consiglio per deliberare il verdetto nei confronti di Christian Leonardi. Tra quarantotto ore, quindi, si dovrebbe conoscere la sorte giudiziaria di Christian Leonardi.

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