Corruzione al Cga di Palermo, per impedimento della Difesa udienza rinviata al 20 dicembre

Messina. La data clou è quella del 20 dicembre, quando l’imprenditore Alessandro Ferraro, 47 anni, verrà giudicato con rito abbreviato condizionato e, nello stesso giorno, patteggeranno la pena gli avvocati Piero Amara, 49 anni e Giuseppe Calafiore, 39 anni, principali artefici dell’operazione denominata “Sistema Siracusa”. E non è tutto. Nella stessa udienza il Giudice delle indagini preliminari Monica Marino dovrà anche decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura della Repubblica di Messina nei confronti del giudice amministrativo Giuseppe Mineo, 66 anni e dell’ex senatore Denis Verdini, 67 anni.
I difensori di Alessandro Ferraro, questa mattina, 6 dicembre, hanno chiesto al Gip di giudicare il loro assistito con rito abbreviato condizionato dalla citazione a deporre dell’avvocato Piero Amara ma solo se quest’ultimno verrà giudicato con applicazione della pena a richiesta delle parti. In caso di mancato accoglimento delle richieste avanzate dagli avvocati Alessandro Billè del Foro di Messina e Giuseppe Belcastro del Foro di Roma nell’interesse di Alessandro Ferraro, quest’ultimo annullerà la richiesta di abbreviato. Il giudice Marino ha stralciato la posizione dell’imprenditore da quella degli altri imputati, rinviando la celebrazione del processo all’udienza del 20 dicembre. L’odierna udienza doveva proseguire per gli altri imputati, ma l’impedimento di alcuni difensori a raggiungere Messina ha indotto il Gip Marino a rinviare la trattazione delle altre posizioni alla data del 20 dicembre. Secondo indiscrezioni, gli avvocati Mangione e Mondello difensori dell’avvocato Piero Amara e gli avvocati Mario Fiaccavento e Alberto Gullino, difensori dell’avvocato Giuseppe Calafiore, dovrebbero chiedere al Gip di ammettere al patteggiamento i rispettivi assistiti. Il procuratore capo Maurizio de Lucia, ed i sostituti procuratori Federica Rende, Antonio Carchietti e Antonella Fradà, tutti in servizio alla Procura della Repubblica di Messina, hanno dato l’ok al patteggiamento per i due avvocati che, dopo essere finiti in carcere per le pesantissime accuse loro mosse nell’ambito dell’inchiesta “Sistema Siracusa” sono divenuti collaboratori di giustizia. La pena concordata tra i pubblici ministeri e i difensori dei due imputati dovrebbe essere quella di due anni e rotti mesi di reclusione. Bisognerà vedere adesso se il Gip Monica Marino riterrà congrua la pena proposta dai pubblici ministeri e dagli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore, i quali sono accusati di oltre trenta fattispecie delittuose a testa nell’ambito dell’operazione denominata “Sistema Siracusa” e, inoltre, di corruzione del magistrato Mineo in servizio al Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana che in qualità di giudice relatore ha determinato il Cga di Palermo ad assumere una decisione favorevole alle società Open Land ed AM Group Srl nell’ambito di contenziosi instaurati rispettivamente contro il Comune di Siracusa e la Sovrintendenza ai Beni culturali e ambientali di Siracusa, riferendo ad Amara e Calafiore notizie coperte da segreto d’ufficio afferenti lo svolgimento delle camere di consiglio. Il giudice Mineo si era fatto corrompere dagli avvocati Amara e Calafiore dai quali, in cambio della sentenza favorevole ad Open Land e ad AM Group Srl, faceva erogare la somma pari ad euro 115.039, grazie all’intermediazione di Alessandro Ferraro, a beneficio di Raffaele Drago, già presidente della Regione Siciliana e deputato nazionale, deceduto nel 2016, ed all’epoca dei fatti legato al Mineo da rapporti di stretta amicizia. La somma veniva versata dalla società Ocean One Consulting Srl, riconducibile agli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore, su un conto maltese intestato al Ferraro, che successivamente la trasmetteva all’onorevole Drago.
Il magistrato Mineo si era fatto corrompere anche perchè l’avvocato Amara gli aveva assicurato di raccomandarlo al parlamentare fiorentino e coordinatore del movimento politico Ala Denis Verdini affinchè il suo nome venisse segnalato al Consiglio dei Ministri per farlo nominare al Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa. In effetti il nome del magistrato Mineo era stato fatto, come membro in quota di posti riservati al governo della Repubblica, ma l’ufficio di presidenza della Giustizia Amministrativa non ratificava la nomina in considerazione dei gravi ritardi rilevati a suo carico nel deposito delle sentenze.
Inoltre, Amara, Calafiore e il senatore Denis Verdini debbono rispondere di illecito finanziamento ai partiti. La Procura contesta a Verdini di avere ricevuto la somma di circa trecentomila euro, proveniente dal patrimonio della società Open Land Srl. I magistrati della Procura di Messina hanno accertato, tramite la Guardia di Finanza, che Open Land concedeva un finanziamento socio dell’importo di 400 mila euro alla società Ocean Consulting Srl, (i cui soci risultavano Open Land, P&G e Giuseppe Calafiore), che effettuava a favore di Amara una “restituzione socio” di pari importo. La somma erogata a Verdini e al gruppo politico Ala era di 270-290 mila euro.
Le due “gole profonde”, che pagheranno con una irrisoria pena i gravissimi reati commessi, se dovesse andare a buon fine la loro richiesta di patteggiamento per tutti i fatti criminosi accertati e confessati nell’ambito dell’operazione “Sistema Siracusa”, cercheranno di trovare l’accordo con i magistrati della Procura della Repubblica di Roma per patteggiare la pena in ordine ai due procedimenti penali aperti nella capitale. E se dovessero ottenere il semaforo di disco verde, Piero Amara e Giuseppe Calafiore chiederebbero la continuazione e scontare ai servizi sociali la pena complessiva a ciascuno applicata nei due processi di Roma e nel processo di Messina. Se dovesse andare così sarebbe una sconfitta per la giustizia, perchè nel processo “Sistema Siracusa”, alla sbarra resteranno quelli che hanno avuto dei ruoli marginali o che sono assolutamente innocenti.

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