Tentarono estorsione ai danni di un appaltatore edile: condannati in abbreviato quattro avolesi

Catania. Il Giudice dell’udienza preliminare Monaco Crea ha riconosciuto colpevoli dei reati di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, e detenzione illegale di armi gli avolesi Paolo Zuppardo, Giuseppe Capozio, Luciano Capozio e Corrado Lazzaro, giudicati con rito abbreviato. Accogliendo le richieste di condanna avanzate dal Pubblico Ministero Alessandro Sorrentino, sostituto procuratore alla Procura distrettuale antimafia di Catania, il Gup Monaco Crea ha inflitto la pena di tre anni e otto mesi di reclusione a Giuseppe Capozio e alla pena di tre anni e quattro mesi di reclusione ciascuno Paolo Zuppardo, Luciano Capozio e Corrado Lazzara. Il Gup ha assolto Corrado Lazzara dall’accusa di attentato incendiario contro il cantiere edile che stava costruendo alla periferia di Avola una casa di cura.
In precedenza, in sede di requisitoria, il Pubblico Ministero Sorrentino aveva chiesto la condanna di Paolo Zuppardo alla pena di quattro anni e due mesi di reclusione, di Giuseppe Capozio alla pena di quattro anni e mesi quattro, di Luciano Capozio alla pena di tre anni e otto mesi di reclusione e di Corrado Lazzaro alla pena di quattro anni di reclusione.
Il Collegio difensivo, composto dagli avvocati Sinuè Curcuraci del Foro di Enna, Antonino Campisi del Foro di Siracusa e Natale Vaccarisi del Foro di Siracusa si è battuto per ottenere la diminuzione di pena previsto dal rito abbreviato, il minimo della pena per tutt’e quattro gli imputati e l’assoluzione per il reato di danneggiamento tramite incendio doloso di Corrado Lazzaro, l’unico ad essere processato in stato di libertà.
Paolo Zuppardo e Giuseppe Capozio vennero arrestati il 6 luglio 2017 dai Carabinieri nell’immediatezza dei fatti (esplosione di alcuni colpi di pistola contro il container per il deposito degli attrezzi e la telefonata all’imprenditore Giuseppe Ramondetta con la quale veniva invitato a cercarsi un amico e dopo l’attentato incendiario delle porte del cantiere edile), successivamente veniva arrestato anche Luciano Capozio in quanto il Riesame dava ragione al Pubblico Ministero la cui iniziale richiesta non era stata accolta dal Gip. Dall’estate del 2017 i tre avolesi si trovano rinchiusi in carcere e dovranno restarci ancora per un po’ di tempo a causa della sentenza di colpevolezza pronunciata nei loro confronti dal Gup Monaco Crea.
Gli imputati sono stati condannati al risarcimento dei danni in favore dell’appaltatore Giuseppe Ramondetta, costituitosi parte civile all’udienza inaugurale del processo contro i quattro avolesi.
I fatti si sono verificati tra il mese di febbraio ed il mese di marzo 2017. L’appaltatore edile, anzichè mettersi alla ricerca di un amico come gli suggeriva il telefonista del gruppo criminale, denunciava ai Carabinieri l’attentato con esplosione di colpi di pistola contro il container adibito a deposito attrezzi di lavoro. Grazie alla visione delle immagini riprese dalle telecamere i Carabinieri identificavano Giuseppe Capozio e qualche giorno dopo Paolo Zuppardo. Quest’ultimo e Giuseppe Capozio venivano arrestati il 6 luglio 2007 e poco tempo dopo andava a fare loro compagnia Luciano Capozio.

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