Sull’omicidio di Angelo Sparatore c’è un nuovo movente, a prospettarlo è Alessio Attanasio

Cuneo. Alessio Attanasio, ritenuto mandante dell’omicidio di Angelo Sparatore, fratello del pentito Concetto Salvatore Sparatore, ha inviato una memoria difensiva all’attenzione del Pubblico Ministero Alessandro La Rosa, sostituto procuratore alla Direzione Distrettuale Antimafia, nella quale prospetta un movente inedito sull’agguato mortale avvenuto il 4 maggio del 2002.
Per arrivare al movente, si deve iniziare la pubblicazione dal primo rigo della memoria difensiva redatta da Alessio Attanasio. Ciò vuol dire che l’argomento non sarà trattato e concluso in una sola pubblicazione, ma a puntate.
Intanto seguiamo il ragionamento di Attanasio. E’ lui il redattore della memoria che di seguito viene pubblicata integralmente.
“In relazione al procedimento in cui sono accusato di omicidio volontario in concorso con Luciano De Carolis ai danni di Angelo Sparatore, rappresento la mia più assoluta innocenza e quella del De Carolis.
Il procedimento scaturisce dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia: Salvatore Lombardo, Attilio Pandolfino, Dario Troni, Antonio Tarascio, Giuseppe Curcio, Luigi Cavarra, Rosario Piccione e Concetto (Salvatore) Sparatore, che andremo ad analizzare di seguito.
Prima però è opportuno ricostruire la dinamica dei fatti per come emerge dalle indagini.
Invero, dalle intercettazioni telefoniche tra il Concetto Sparatore (detto Salvatore, all’epoca collaboratore di giustizia) e il cugino Gaetano Scifo, (detto Tanino) si apprende che quest’ultimo la sera in cui avvenne l’omicidio (il 4 maggio 2001) si era recato presso l’abitazione di Sandra Fontana (moglie della vittima Angelo Sparatore) ed aveva potuto ricostruire l’esatta dinamica dell’evento grazie al racconto dei vicini di casa che avevano assistito all’omicidio e che si erano guardati bene dal riferire i fatti alle forze dell’ordine intervenute sul posto.
E’ emerso che Angelo Sparatore, uscito dal portone di casa, avrebbe dovuto girare a sinistra in direzione dell’automobile colà parcheggiata, nei pressi della quale erano appostati i sicari che sarebbero dovuti intervenire non appena egli vi fosse saluto a bordo. Sennonchè Angelo Sparatore, uscito dal portone, svoltava a destra poichè credeva di aver parcheggiato l’auto in un altro posto. I sicari, nonostante fossero appostati dietro il palazzo, in una posizione da cui non si vedeva l’ingresso, evidentemente avvertiti in tempo reale da qualcuno che monitorava la vittima, a bordo di una vespa facevano il giro del palazzo andando incontro allo Sparatore il quale però, nelle more, ricordandosi improvvisamente che l’automobile era parcheggiata nel lato opposto, invertiva il senso di marcia, passava nuovamente davanti il portone da cui era uscito e si dirigeva verso la propria auto; nel frattempo giungevano i sicari alle sue spalle i quali gli scaricavano addosso i colpi di una calibro 38.
Questo è quello che emerge dalle telefonate, che sono quelle del 15 maggio 2001, ore 17.43.31, progr. n. 80/01 ed ore 17.52.09, num. 81/01, le quali stranamente non sono state trascritte dagli inquirenti, ma ciò è ininfluente poichè la Suprema Corte di Cassazione ci dice che “… non è necessaria la trascrizione delle registrazioni nelle forme della perizia, atteso che la prova è costituita dalla bobina o dalla cassetta”. Invero “… la trascrizione delle intercettazioni telefoniche non costituisce prova o fonte di prova ma solo un’operazione puramente rappresentativa in forma grafica del contenuto di prove già acquisite mediante registrazione fonica”; ovverosia “la trascrizione delle intercettazioni (…) rappresenta esclusivamente un’operazione di secondo grado volta a trasporre con segni grafici il contenuto delle registrazioni”, posto che “la legge ha inteso attribuire rilevanza probatoria esclusivamente ai documenti fonici”.
Pertanto, di seguito si riporta il contenuto delle conversazioni personalmente ascoltate dall’indagato (Attanasio, ndr), fermo restando il diritto del P.M. di produrre una diversa trascrizione, dal momento che “non è precluso al giudice l’ascolto in camera di consiglio delle bobine che della trascrizione attuata costituiscono il presupposto e l’utilizzo ai fini della decisione dei risultati dell’ascolto stesso”.
Trascrizione telefonata progr. N. 80/01 del 15.5.2001 ore 17.43.31 tra Concetto (Salvatore) Sparatore e Gaetano (Tanino) Scifo.
SPARATORE – Oh, Tanino
SCIFO – Mi senti?
SPARATORE – Eh, mi è finita la scheda…
SCIFO – che stavamo ragionando… me lo sono scordato già, io le cose qua…
SPARATORE – Secome me, questo è il fatto, per dire, tu dici ma… i clan… i clan…
SCIFO – Ma io non ci credo che sono stati i clan, io non ci credo che sono stati i clan, perchè sennò lo avrebbero fatto prima, scusa…
SPARATORE – Appunto, lui non è che era immischiato di come parlava lui… qualcuno mi ha detto che lui faceva imbrogli, ma quando mai!
SCIFO – Ma completamente Salvo, mi devi credere sai, io non ci credo proprio, proprio perchè a lui gli bastavano praticamente i soldi che guadagnava là nella casa del pesce, anzi certe volte si infastidiva (siddiava) no?, perchè avevano guadagnato di meno, potevano guadagnare di più, ma così… tipo che…, e io gli dicevo “Angelo ma dagli un’occhiata in più tu, perchè lui dalla mattina alla sera era lì a lavorare se ne andava, insomma va, e poi sai era gentilissimo con la gente; io lo guardavo certe volte meravigliato, dicevo “ma questo com’è potuto cambiare?”, però lo sai sempre che diceva, mi diceva sempre “Tanino, lo sai ci dobbiamo limitare in qualsiasi cosa, discussioni, perchè tanto sai non ne vale la pena”, e poi diceva “la mano divina, il Signore ci ha colpito”, insomma era diventato credente, hai capito?
SPARATORE – No, ma era credente, sempre è stato credente mio fratello…
SCIFO – Minchia lo sai sempre “la mano divina non ti preoccupare che, ma che devi fare, però sai nei ragionamenti certe volte, quando c’erano, per dire, persone (cristiani) che “ma che fa si litigano”, insomma io lo guardavo a bocca aperta praticamente, era diventato un saggio, sai una persona di quelle sagge, precise…
SPARATORE – Ma lui sempre…
SCIFO – Poi non parlava mai male di nessuno; ma che parlava male di qualcuno? Ma completamente nel modo più assoluto.
SPARATORE – Ma mai questo l’ha fatto mio fratello, mai ha parlato male…
SCIFO – Eh, era sempre che metteva la pace sempre che evitava che discussioni, salutava tutti; io certe volte quando uscivamo con la macchina, andavamo a fare qualche scommessa, andavamo a comprare qualcosa…
SPARATORE – Eh…
SCIFO – …perchè non aveva dove andare, non voleva andare da nessuna parte, in effetti lui veniva qua da noi perchè non voleva praticare più a nessuno, e certe volte praticamente quando… non voleva più avere a che fare con nessuno, hai capito Salvo? Ecco perchè la cosa è strana; e poi non aveva niente Salvo, sai che significa? Non aveva nemmeno eventualmente come difendersi…
SPARATORE – Perchè non ci pensava…
SCIFO – Perchè non gli interessava, hai capito? Non gli interessava.
SPARATORE – Non lo sapeva che, per dire la gente, potevano fare una cosa del genere a lui perchè lui pensava “io mi sono sempre fatto i cazzi miei sono stato onesto”…
SCIFO – Ma tu pensi che questo nominativo, è potuto essere questo? Ma ha avuto discussione, questo, con lui?
SPARATORE – No, però siccome io con questo ho avuto discussione, a livello, per dire, lo sai nei processi, sai com’è che vanno le cose, no?, lui è stato assolto…
SCIFO – Eh…
SPATORE – … è stato assolto, poi questo qua a lui non l’ha potuto vedere mai perchè lui era dentro il carcere, questo ce l’aveva con uno, un ragazzo (un picciotto) che tu forse tu non ti ricordi, e lui gli disse “lascialo stare, perchè gli devi fare danno qua, insomma quando siete fuori ve la sbrigate”…
SCIFO – Eh…
SPARATORE – Stai capendo? E questo l’ha presa male; poi mentre quel cesso di Bottaro, che sarebbe…
SCIFO – Ma questo Giarratana è quello che gli manca un occhio?
SPARATORE – No quello, quello che deve fare, che deve fare quello; è un altro, questo era il figlioccio del “cinisi”, insomma era tutta una cosa con lui, questo è quello che uccise ‘U Ciscu, ti ricordi ‘U Ciscu? c’era un ragazzo che lo chiamavano Drago…
SCIFO – Eh, eh, eh…
SPARATORE – Quello, e poi quello che ha ucciso Latino, un certo Latina, “il mago” gli dicevano a questo…
SCIFO – Eh, e sono usciti Salvo…
SPARATORE – E’ uscito assolto, io l’ho saputo dopo, cioè quando è morto mio fratello, io ho telefonato e mi hanno detto che questo era fuori e così ho detto “eh cornuto e sbirro, lui se l’è fatto!”, perchè altra gente che ce l’aveva con mio fratello…
SCIFO – Minchia, ma per quello che c’è scritto nei giornali gli hanno sparato sei colpi tutti e sei i colpi nel busto, nel torace…
SPARATORE – Proprio ad ammazzarlo…
SCIFO – L’hanno ammazzato a primo colpo, c’è scritto nei giornali, in base all’autopsia che gli hanno fatto, a primo colpo gli hanno spaccato il torace, completamente, è morto subito, all’istante…
SPARATORE – E’ morto sul colpo.
SCIFO – E’ inutile che dicono che stava scappando, completamente, lui ha avuto una reazione di muoversi, di scappare, perchè a primo colpo ha traballato, la gente che l’ha visto no?
SPARATORE – Ha traballato.
SCIFO – Chissà quanta gente l’ha visto Salvatore, chissà quanti dovevano essere questi qua, perchè in base alla dinamica di com’è stato, dovevano essere assai, dovevano essere assai…
SPARATORE – Perchè dovevano essere assai?
SCIFO – Perchè se questi erano nascosti dentro il furgone – certo questo aspetto è una supposizione che faccio io, ma anche la Questura l’avrà capito – perchè se questi erano nascosti dentro il furgone, che avevano la macchina a vista, lui praticamente cos’ha fatto, detto da una signora che l’ha visto, lui la macchina uscendo dal portone ce l’aveva sulla sinistra no?, e a lui lo aspettavano di fronte alla macchina sua…
SPARATORE – Di fronte…
SCIFO – Che lui, per dire, saliva nella macchina e appena si muoveva lo ammazzavano dentro la macchina…
SPARATORE – E invece?
SCIFO – E invece lui cos’ha fatto? detto dalla gente che l’ha visto, lui se n’è andato a destra, mi stai capendo? A scendere no? Gli sembrava che la macchina l’aveva messa verso sotto…
SPARATORE – Ah, ah!
SCIFO – Appena lui se n’è andato verso sotto, che cosa è successo, Salvatore, che questi sono scesi dalla cosa, dalla macchina e hanno fatto il giro al contrario del palazzo, l’hanno visto la gente hai capito?
SPARATORE – Ah, hanno fatto il giro di fronte…
SCIFO – Hanno fatto il giro di fronte, una volta che di fronte non l’hanno visto più, lui aveva girato le spalle e stava andando verso la macchina, ci sono andati di dietro e l’hanno ammazzato.
SPARATORE – Gli hanno sparato alle spalle?
SCIFO – Nelle spalle gli hanno… tutti e sei colpi nelle spalle gli hanno dato…
SPARATORE – Non nella testa?
SCIFO – No! Nella testa dicono praticamente che l’hanno preso nel collo, no, non gli hanno sparato a terra, Salvatore…
SPARATORE – Ah…
SCIFO – Gli hanno sparato da vicino tutti e sei colpi, hai capito? E poi una vecchietta li ha visti, erano due, cioè la vecchietta ha visto he hanno girato il palazzo…
SPARATORE – Eh…
SCIFO – Hai capito?
SPARATORE – Avevano i caschi?
SCIFO – Sì avevano i caschi… e i guanti.
SPARATORE – Se ne sono andati con la moto dopo?
SCIFO – Eh non lo so, dicono che l’hanno visti scappare con una vespa.
SPARATORE – Ah, e secondo me… ma tu pensi che allora erano più di due allora?
SCIFO – E certo, scusa, questi che erano infilati dentro il camion, come hanno fatto a sapere che lui se n’era andato dall’altro lato?, che non stava andando verso la macchina.
SPARATORE – E sarà che quello che li aspettava con la moto che gli ha fatto il segnale, siccome ci doveva essere qualcun altro…
SCIFO – E scusa Salvo, ma con la moto, non se ne sarebbe accorto che c’era una moto davanti alla porta?
SPARATORE – Non davanti alla porta, stava lontano…
SCIFO – Tu dici?
SPARATORE – Lo guardava da lontano eh? Minchia l’hanno fottuto, l’hanno fottuto perchè lui…
SCIFO – L’hanno fottuto perchè era troppo tranquillo, non se lo immaginava, hai capito?
SPARATORE – Ma lui, conoscendo l’ambiente, ma cioè, se quello che fatto io l’avesse fatto mio fratello no?, io non camminavo tranquillo, lui era fissato con la mano divina, che doveva fermare i proiettili con le mani, che era, era…
SCIFO – Sì, sì, sì…
SPARATORE – “Il Signore”, dice, “a me non mi fa morire, perchè io non ho fatto mai niente”, per dire … e ora…
SCIFO – Ma in effetti, Salvatore, non ha fatto mai niente questo cristiano, ha pagato sempre quello che non ha fatto.
SPARATORE – Non ha fatto…
SCIFO – Perchè che cosa ha fatto? Salvo, qualche truffa ha fatto…
SPARATORE – Ma quando mai?
SCIFO – Gli faceva fare qualche truffa a qualcun altro e lui li proteggeva, più di questo he cosa ha fatto, Salvatore…
SPARATORE – Non ha fatto mai del male a nessuno, hai ragione…
SCIFO – Eh, non ha fatto mai niente, perchè non ha venduto mai droga, non ha fatto mai estorsioni, ma che cosa ha fatto questo “picciotto” va…
SPARATORE – Si è fatto quindici anni di carcere si è fatto, ora che doveva stare un po’ in pace, che doveva godere la vecchiaia…
SCIFO – Ma ormai era tranquillo, hai capito? Io…
SAPARATORE – E quando uno è tranquillo muore nell’ambiente, perchè, per dire, tu facci caso tutti quelli dell’età tua vedi se sono vissuti a Siracusa, ma lui lo sai perchè muore? Perchè giustamente ci sono io in questa storia, se no a lui non lo tocca nessuno… cioè lui forse quando era più giovane poteva fare danno, a livello di qualche schiaffo (tumpulata), ma certo la gente le cose non se le dimenticano, in carcere qualche schiaffo qualche cos a qualcuno gliel’ha dato e la gente non si dimentica niente, però secondo me qualche cosa…
SCIFO – Ma Salvo dimmi una cosa, qui c’è scritto nei giornali qua, che quando tu hai iniziato a parlare, per dire, no? a lui l’hanno preso a botte (ummazzanu a lignati), vero è questo fatto?
SPARATORE – Ma non è vero, a me non risulta…
SCIFO – Eh, perchè io gli ho detto “ma scusa ah” “Si” mi ha detto il giornalista che l’ha scritto, “quando Salvatore praticamente ha iniziato a collaborare, l’hanno preso dentro un carcere tutti i Catanesi e lo stavano ammazzando”.
SPARATORE – Ma non è vero…
SCIFO – E infatti poi se lo sono portati, ma io gli ho detto “a me non mi risulta una cosa di questa”.
SPARATORE – Non è vero, lo sai cos’è stato il fatto? Che se lo sono preso da Brucoli e se lo sono portati a Parma, non ha incontrato a nessuno lui, ma quando mai, non è vero, queste sono tutte menzogne.
SCIFO – E quello là, va praticamente (Pino Guastella), io gli ho detto che si deve dare una calmata, mi senti? Salvo? Oh…
SPARATORE – TI sento male…
SCIFO – Sì, sì…
Cade la linea e si interrompe la conversazione.
Trascrizione telefonata progr. n. 81/01 del 15.5.2001 ore 17.52.09
SPARATORE – Tanino?
SCIFO – Va bene Salvo va, ti saluto, va bene?
SPARATORE – Tanino eh, cosa ti devo dire? Mi ha fatto piacere, almeno, per dire, ho parlato con te, e mi… mi sono tranquillizzato un poco, nel senso che capisco com’è la dinamica, perchè io non è che posso acquistare giornali qua, io l’ho visto…
SCIFO – Praticamente…
SPARATORE – …nel canale cinque l’ho visto io.
SCIFO – Io non è che io… ho guardato (taliaiu) le cose a terra no? e mi sono fatto il conto io stesso e siccome praticamente…
SPARATORE – Ah, ci sei andato tu, ci sei andato tu sotto casa?
SCIFO – … e poi io la sera ci sono andato lì a casa da Sandra no? E lo sai com’è, una parola uno, una parola altro, cioè la gente del luogo che ha visto, hai capito?, una parola uno, una parola altro, però la Questura le sa queste cose va…
SPARATORE – No, non le sa, perchè lo sai che mi ha detto quello della Questura, perchè è venuto di Siracusa da me, l’ho incontrato a Roma, capito?
SCIFO – Eh…
SPARATORE – Mi ha detto che l’omertà che ha incontrato per questo fatto, dice, non l’ha mai vista, dice, nessuno ha visto niente, nessuno sa niente…
SCIFO – Ma come nessuno ha visto niente!, le donne (fimmineddi) l’hanno visto…
SPARATORE – A loro, a loro non gliel’hanno detto però…
SCIFO – E va bene, perchè, se loro lo vedono no? scusa, c’è bisogno? Uno scimunito qualsiasi che fa?, non lo vede che è stato così? La gente del luogo l’ha visto, la gente anziana, vecchierelle, no? L’hanno visto anche dal balcone la gente…
SPARATORE – …che erano questi nascosti nel furgone…
SCIFO – Sì, sì…
SPARATORE – Che poi dice che questo furgone l’avevano rubato la sera…
SCIFO – L’hanno visto praticamente che hanno girato a piedi, appena lui se n’è sceso… lui praticamente è uscito no? e…
SPARATORE – E uscito…
SCIFO – E se l’era dimenticato che la macchina ce l’aveva a sinistra, gli sembrava che l’aveva messa a destra, hai capito?
SPARATORE – Si stava salvando la vita senza volerlo…
SCIFO – Eh!
SPARATORE – Perchè se se ne accorge con la coda dell’occhio, scappa nel portone, può darsi che li vede…
SCIFO – Sì, sì, sì…; no, ma se praticamente, possibilmente, lui se ne scende a piedi no? e li vedi a questi che gli corrono di fronte, lui se ne scappa a piedi, che fa lo prendono?
SPARATORE – Non lo prendono più… e invece non li ha visti proprio…
SCIFO – Non li ha visti? Gli devono sparare da lontano, e poi una volta che gli sparano da lontano, che fa…
SPARATORE – Appena gli hanno sparato il primo colpo è caduto a terra…
SCIFO – Minchia, a primo colpo, sai, ma che vuoi, dice che gli hanno sparato con una magnum, no?
SPARATORE – Una pistola grossa, perciò l’hanno spaccato tutto…
SCIFO – L’ha spaccato! A primo colpo è morto, almeno dicono qua… dall’autopsia… Salvo ti saluto… ti saluto Salvo… non ti sento più Salvo, ti saluto, ciao.
(CONTINUA)

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