Il pentito Piccione: “Non dei Cc ma mie le supposizioni del coinvolgimento dei mafiosi”

Località protetta. Il pentito Rosario Piccione rettifica le dichiarazioni che aveva attribuito al Comandante della Stazione dei Carabinieri. Il collaborante precisa che le supposizioni sulla responsabilità della mafia siracusana nel danneggiamento della porta a vetri e delle finestre del suo esercizio commerciali erano sue e non del Comandante della Stazione dei Carabinieri. “Per la stanchezza del viaggio ho fatto questo errore attribuendo ai Carabinieri la supposizione che potenziali autori del danneggiamento non sarebbero malavitosi della località in cui vivo ma della mafia siracusana che nutre dei rancori nei miei confronti. Chiedo umilmente scusa ai Carabinieri per averli tirati in ballo mettendo in bocca al comandante della Stazione una ipotesi investigativa non rispondente al vero. Chiedo scusa anche ai lettori del Diario per aver fatto loro capire che a distanza di tanti anni la criminalità siracusana nutre ancora rancore e sete di vendetta per le dichiarazioni da me rese ai magistrati della Procura Distrettuale Antimafia di Catania nel lontano 2002”. Così il pentito Rosario Piccione, che riduce a soli duemila euro i danni a seguito della rottura dei vetri delsuo esercizio commerciale e non nella somma di ventimila euro.

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