Augusta, cade l’accusa di tentato omicidio ma l’uomo che ha ferito la compagna resta in carcere

Augusta. Tra le accuse contestate a Salvatore Mira, 51 anni, non figura più quella di tentato omicidio ai danni della compagna Beata Lechouwska, di nazionalità polacca. I capi d’imputazione contestati al Mira sono quelli di evasione dagli arresti domiciliari, stalking e lesioni personali. Per il Giudice delle indagini preliminari bastano e avanzano per disporre la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di Salvatore Mira, anche in considerazione del fatto che poco più di un mese fa l’uomo, già anni fa condannato a sei anni di carcere per associazione finalizzata al traffico degli stupefacenti nell’ambito dell’operazione Pacman, era stato arrestato dagli agenti del Commissariato della Polizia di Stato di Augusta per detenzione illegale di sostanze stupefacenti e tre pistole. Per queste accuse, Salvatore Mira era stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari dal Giudice delle indagini preliminari Luisa Intini. Il Mira, però, ha violato la misura cautelare e si è presentato nell’abitazione della compagna armato di uno scalpello, con il quale, nonostante la presenza di due poliziotti, è riuscito a colpire al capo la donna, procurandole una ferita lacero contusa al cuoio capelluto. Una ferita, per fortuna, di lieve entità e che non ha impedito alla signora Beata Lechouwska di trasferirsi in una località protetta dove il Ministero degli Interni ha messo a sua disposizione e della figlioletta una casa. Tra l’altro, si era attrezzato come se dovesse fare la guerra alla moglie. Gli agenti del Commissariato della Polizia di Stato di Augusta hanno sequestrato al Mira due bottiglie di plastica piene di benzina, un altro scalpello oltre a quello con cui ha colpito al capo la compagna, un coltello e un accendino usa e getta. E non è finita qui. Per il precedente arresto di un mese fa, Mira aveva addirittura ottenuto l’autorizzazione di uscire dalla propria abitazione per recarsi a lavorare. Ora con questa spedizione punitiva contro la convivente che lo aveva denunciato alla Polizia, il Mira ha gettato alle ortiche il benevolo trattamento a lui riservato dai giudici.
Salvatore Mira, comparso innanzi al Giudice delle indagini preliminari Andrea Migneco, non ha potuto negare l’aggressione alla convivente anche perchè contro di lui ci sono le dichiarazioni della donna e dei due poliziotti che si trovavano dentro la casa per notificarle il decreto di trasferimento da Augusta alla volta della località protetta. Tuttavia, Mira ha cercato di giustificare la sua violenta condotta spiegando di aver violato gli arresti domiciliari in quanto era particolarmente arrabbiato per il rifiuto della compagna di fargli vedere la figlioletta, verso la quale l’uomo nutre grandissimo affetto.
Il Gip Migneco, condividendo la richiesta del Pubblico Ministero, ha applicato a Salvatore Mira la misura cautelare della custodia in carcere.
Il difensore del Mira, avvocato Junio Celesti, ha annunciato che a giorni presenterà istanza tesa ad ottenere che il suo assistito venga sottoposto a perizia psichiatrica al fine di stabilire se l’altro ieri, quando ha commesso l’aggressione della convivente, fosse in grado di intendere e di volere.

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