Fa scena muta il 32enne di Avola arrestato per violenza sessuale su una ragazza ritardata mentale

Avola. Sottoposto ad interrogatorio di garanzia, l’avolese Giuseppe Falbo, 32 anni, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. L’uomo è accusato di violenza sessuale aggravata ai danni di una ragazza, sua vicina di casa, che, conoscendolo, gli aveva consentito di entrare nell’abitazione. A firmare l’ordinanza di custodia in carcere è stato il Giudice delle indagini preliminari Tiziana Carrubba, che, ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di reità raccolti dai Carabinieri della Stazione di Avola, alla cui attenzione la famiglia della parte offesa avevano sporto una circostanziata denuncia. I militari della Stazione di Avola, dopo aver eseguito gli accertamenti sullo sgradevole episodio commesso peraltro su una minorenne di appena dodici anni con problemi di disabilità mentale, hanno inviato alla Procura della Repubblica un dossier contenente le dichiarazioni di alcuni vicini di casa che erano stati invitati in caserma come persone informate sui fatti, dal momento che erano stati informati dalla stessa parte offesa. Nel rapporto i Carabinieri sottolineavan, tra l’altro, che la vittima, affetta da grave ritardo mentale, non si limitava ad accusare il vicino di casa di averla violentata, ma metteva a loro disposizione degli indumenti, quelli che indossava il giorno dello stupro. Quegli indumenti sono stati affidati ai Carabinieri del Gruppo Ris di Messina, che, dopo averli esaminati e trattati con sostanze chimiche idonee a scovare tracce biologiche riconducibili allo stupratore, hanno trasmesso i risultati di laboratorio ai magistrati della Procura della Repubblica di Siracusa. Il procuratore aggiunto Fabio Scavone e il sostituto procuratore Tommaso Pagano, che hanno coordinato le indagini dei Carabinieri, accertata la sussistenza dei gravi indizi di reità a carico di Giuseppe Falbo, hanno entrambi firmato la richiesta di applicazione della misura cautelare in carcere a carico di Giuseppe Falbo, inoltrandola all’attenzione del Giudice delle indagini preliminari Carmen Scapellato, che, dopo averla accolta, lo scorso 7 gennaio, l’ha fatta notificare all’indagato, ordinando ai Carabinieri di rinchiudere il trentaduenne nella Casa Circondariale di Cavadonna.
Il difensore dell’arrestato, avvocato Stefano Andolina, ha preannunciato che si rivolgerà al Riesame di Catania per ottenere l’ordinanza cautelare del Gip Carmen Scapellato

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