Il taccuino di Titta Rizza: popolare è stato il cantante Baglioni, populisti sono Salvini e Trump

Siracusa. Spesso si confonde populismo con popolare, sono due cose completamente diverse.
Non voglio fare il pomposo professore di filosofia, ma voglio riferirmi a uomini che hanno incarnato ed incarnano i due diversi concetti.
Popolare fu don Luigi Sturzo che cento anni fa fondò il Partito Popolare; a proposito l’avvocato Storaci venerdì sera al salone del Santuario ricorderà i 100 anni del lancio del messaggio sturziano ai “Liberi e Forti”.
Popolare è stato Sergio Mattarella col suo messaggio agli italiani di fine d’anno.
Popolare anche il messaggio di capodanno Urbi et Orbi di Papa Francesco, che Dio ce lo conservi a lungo.
Popolare è stato il cantante Baglioni, che per la sua critica al blocco dei 49 migranti su una nave al largo di Malta si è giuocato il “San Remo” dell’anno prossimo: è stata inequivocabile la sentenza della direttrice di Rai uno; fa buona guardoa il neo presidente della Rai voluto da Salvini.
Popolari sono stati i cittadini del piccolo comune di Melissa nel crotonese, che sindaco in testa hanno fatto cordone a mare fra la spiaggia e la barca carica di migranti curdi che si era arenata sulla scogliera ed hanno salvato tutto il carico umano fatto di bambini donne e uomini alla ricerca di posti sicuri dove vivere.
Due uomini della guardia di Finanza si sono ripetutamente tuffati a fondo della barca ed hanno salvato un uomo ed un bambino rimasti incastrati.
Il tutto alla barba di Salvini.
Chi è populista?
Il primo nome è sotto gli occhi di tutti gli italiani: è il nostro Salvini, il quale con le sue battute, spesse volte beffarde e dispregiative, eccita la folla a soluzioni estremistiche.
Il secondo è sotto gli occhi del mondo intero: è quel Trump che dopo aver tolto agli americani il timido servizio sanitario gratuito introdotto da Obama, vuole spendere sei miliardi di dollari per erigere un muro per fare degli Stati Uniti d’America nata dai migranti di tutto il mondo,una fortezza contro i poveri che cercano d’entrarvi.
E col suo grido “Prima l’America” solletica l’egoismo di milioni di persone che si dimenticano di essere stati loro stessi degli immigrati.
Populista è quell’Orban capo del governo Ungherese che ha fatto costruire un muro su tutto il confine orientale del suo paese per impedire l’accesso dei migranti siriani, e sempre al grido “Prima gli Ungheresi”.
E così in Polonia, e così in Austria, e così in tanti paesi di quell’Europa che viene fatta ubriacare da governanti populisti ciascuno dei quali grida che vuole proteggere la propria nazione.
E fanno rinascere il nazionalismo, anche se viene chiamato sovranismo, e si va ripetendo. ce lo ha detto anche il Papa – la situazione che ci fu in Europa fra la prima e la seconda guerra mondiale: il risultato fu una guerra che uccise milioni di giovani europei.
Abbiamo bisogno di uomini ”Liberi e Forti” che creino e trasmettino saggezza; anche se vanno controvento.
Titta Rizza

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