Arrestato dai Carabinieri il latitante Michelino Cianchino: deve scontare 4 anni e 10 mesi per l’estorsione a Marco Montoneri

Siracusa. Fine corsa. I Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno arrestato Michele Cianchino, 36 anni, esponente del clan mafioso “Bottaro-Attanasio”, datosi alla macchia a seguito della condanna definitiva a cinque anni di reclusione per estorsione ai danni dell’autosalonista Marco Montoneri, che a seguito della denuncia presentata alla Squadra Mobile della Questura contro gli esponenti del gruppo mafioso, è diventato testimone di giustizia. L’arresto del Cianchino è avvenuto nella tarda serata di ieri, lunedì 28 gennaio, in Via Principato di Monaco, via parallela a Viale Santa Pangia.
I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale unitamente ai colleghi della Sezione Operativa del Norm della Compagnia di Siracusa hanno rintracciato e tratto in arresto Michele Cianchino, all’interno di un’abitazione di via Principato di Monaco a Siracusa di proprietà del fratello dove, nella tarda serata di ieri hanno fatto irruzione. All’interno dell’appartamento i militari hanno sorpreso il Cianchino che, grazie all’improvviso intervento dei Carabinieri, non è riuscito a raggiungere un vero e proprio covo che lo stesso aveva ricavato dietro un armadio della cucina raggiungibile attraverso un piccolo accesso con una doppia porta. All’interno del nascondiglio poi, a seguito di perquisizione, nella disponibilità del Cianchino, veniva rinvenuta abilmente occultata, una pistola a salve tipo Beretta mod. 92, modificata con la sostituzione della canna che la rendeva perfettamente efficiente per l’utilizzo e che, al momento del recupero, si presentava pronta all’uso e corredata di cartucce cal. 9.
Oltre ad arrestare il latitante i Carabinieri hanno tratto in arresto per favoreggiamento personale anche due conviventi incensurati, Roberto Formica, 50 anni, e Maria Campanile, 45 ammi, entrambi domiciliati nella stessa abitazione di via Principato di Monaco, poiché gli stessi, non legati da rapporti di parentela con il Cianchino, ne garantivano la latitanza.
Michele Cianchino, a conclusione degli adempimenti di legge, è stato rinchiuso nella Casa Circondariale di Cavadonna, per espiare la pena di quattro anni e dieci mesi di reclusione (dei 5 anni inflittigli dal Tribunale di Siracusa, quattro mesi li aveva espiati prima di essere scarcerato per motivi di salute in quanto aveva tentato di togliersi la vita attorcigliandosi attorno al collo il lenzuolo della branda per poi lasciarsi cadere nel vuoto. Per sua fortuna, Cianchino venne immediatamente soccorso dai compagni di cella che gli tolsero il cappio e lo strapparono alla morte. Del suo gesto autolesionistico rimasero i segni alla gola e un fortissimo torcicollo, attenuato con l’uso del collare. Invece i coniugi Roberto Formica e Maria Campanile sono stati sottoposti alla misura degli arresti domiciliari come disposto dal Pubblico Ministero di turno alla Procura della Repubblica.
Michele Cianchino anni fa, precisamente la notte di Natale del 2011, era fuggito ai Carabinieri che, recatisi nella sua abitazione per verificare se fosse regolarmente in casa, si erano imbattuti in un vassoio pieno di cocaina. Approfittando della confusione che si era venuta a determinare, Michele Cianchino si dava a precipitosa fuga e, nonostante il tentativo dei militari di bloccarlo, riusciva a fare perdere le proprie tracce. Da Siracusa, con mezzi di fortuna, Michele Cianchino, detto Michelino, raggiungeva il Piemonte dove contava appoggi di malavitosi siciliani. Tuttavia, nonostante queste amicizie, i Carabinieri riuscirono a catturarlo a Nichelino e a rinchiuderlo nella Casa Circondariale di Torino. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia cui fu sottoposto da un Gip del Tribunale di Torino, Michele Cianchino fece il bel gesto di accollarsi la responsabilità del possesso dei 500 grammi di cocaina che facevano bella mostra all’interno del vassoio posto nel salotto della sua abitazione e scagionava il proprio fratello e due ragazzi che erano andati a casa sua per fargli gli auguri di Buon Natale. Grazie alla sua dichiarazione, il fratello e i due fidanzatini venivano scarcerati e poi assolti con formula piena, mentre a Cianchino fu inflitta una condanna a cinque anni, successivamente ridotta a tre anni e otto mesi. In attesa che la condanna divenisse definitiva, Michele Cianchino nel giugno del 2013 venne sottoposto a fermo di indiziato di delitto di estorsione ai danni del Montoneri e oltre a lui a Cavadonna venivano rinchiusi altri componenti del clan mafioso “Bottaro-Attanasio” poichè prendevano delle auto dall’autosalone di Marco Montoneri senza poi pagarle. Alcuni affiliati sono ancora uccel di bosco. Anche loro, infatti, come il Cianchino, si sono resi irreperibili dal settembre 2018, data in cui l’Ufficio esecuzioni penali della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catania aveva emesso l’ordine di esecuzione per la carcerazione nei confronti di tutti i condannati per la vicenda delle auto prese a sbafo dall’autosalonista Marco Montoneri.

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