In due rapinano la Monte dei Paschi di Siena, ma solo uno resta in carcere, il secondo torna libero

Lentini. Il colpo banditesco ai danni della Banca Monte dei Paschi di Siena, con sede in Piazza della Resistenza, è stato messo a segno nella mattinata del 17 gennaio. Nei locali entrano due giovani: uno indossa una parrucca e occhiali neri, il secondo ha uno scaldacollo issato fino all’altezza degli occhi. Uno dei due impugna alla mano un taglierino. Difficile appare l’identificazione ma gli agenti del Commissariato della Polizia di Stato, anche attraverso la visione delle immagini prodotte dalle telecanere installate davanti ai negozi e sulla rete pubblica, riescono ugualmente nell’impresa di dare un nome e cognome ai due rapinatori e li sottopongono in stato di fermo. In manette finiscono Marco Sortino, 42 anni, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine per avere messo a segno numerosi colpi banditeschi e Francesco Liberto, 31 anni. Quest’ultimo, difeso dall’avvocato Antonio Sferrazzo, innanzi al Giudice delle indagini preliminari Andrea Migneco si dichiara colpevole, confessando di avere partecipato alla rapina contro la Monte dei Paschi di Siena, che ha fruttato a lui e al suo complice un bottino di quattromila euro. Francesco Liberto non dice assolutamente nulla sul complice. Non lo accusa e nemmeno lo scagiona. Viceversa, Marco Sortino, assistito dall’avvocato Fisicaro, fa scena muta. Durante il tempo di durata dell’udienza di concalida non apre mai la bocca. Il Pubblico Ministero Gaetano Bono chiede la convalida del fermo e l’applicazione della misura cautelare in carcere per entrambi gli indagati. L’avvocato Antonio Sferrazzo non può fare altro che rimettersi alle decisioni del Gip, vicevrsa l’avvocato Fiscaro chiede il rigetto della richiesta avanzata dal Pubblico Ministero Bono.
Il Gip ha convalidato il fermo, ma poi ordina l’immediata liberazione di Marco Sortino per carenza di indizi di reità mentre dispone la misura della custodia in carcere per il reo confesso Francesco Liberto.
I quattromila euro non sono stati trovati a nessuno dei due fermati. Si sono volatilizzati, ma il mancato ritrovamento non avranno conseguenze per la banca. Pagherà l’assicurazione e l’imputato che verrà riconosciuto colpevole per la rapina del 17 gennaio scorso.
L’indagine antropometrica alla composizione corporea eseguita nei confronti di Marco Sortino ha alimentato soltanto dei sospetti, ma non fornito la prova spaccata per la sua colpevolezza. Il suo fisico sembrava tale e quale a quello del rapinatore che indossava lo scaldacollo, ma per il Gip non sufficiente per dire che fosse stato il Sortino a compiere la rapina assieme al reo confesso Francesco Liberto. Per Marco Sortino indagini da approfondire.

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