Sono ritornati in libertà i due coniugi che davano ospitalità al latitante Michele Cianchino

Siracusa. Il Giudice delle indagini preliminari Carmen Scapellato ha revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari applicata ai coniugi Roberto Formica, 50 anni e a sua moglie Maria Campanile, 45 anni, residenti a Siracusa in Via Principato di Monaco. Appena sul suo tavolo è arrivata la comunicazione dell’intesa raggiunta tra il Pubblico Ministero Marco Dragonetti e l’avvocato Antonio Lo Iacono, legale dei due coniugi finiti ai domiciliari per avere ospitato nella loro abitazione l’esponente del clan mafioso “Bottaro-Attanasio”, Michelino Cianchino, per la celebrazione del processo di applicazione pena a richiesta delle parti, il Gip Scapellato ha immediatamente firmato l’ordine di revoca della misura cautelare, ordinando alla Polizia di Stato di dare esecuzione al provvedimento che consente ai due indagati per il reato di favoreggiamento personale di tornare in libertà. Il Pubblico Ministero Dragonetti e l’avvocato Lo Iacono si sono accordati per fare patteggiare la pena di un anno e quattro mesi di reclusione con la concessione della condizionale sia a Roberto Formica che a sua moglie Maria Campanile. Il fascicolo è stato trasmesso all’attenzione del Giudice delle indagini preliminari Luisa Intini, cui spetta fissare la data in cui dovrà celebrare il processo di applicazione pena a richiesta delle parti.
Marito e moglie sono stati arrestati dai Carabinieri del Comando provinciale nella tarda serata del 28 gennaio in quanto all’interno della loro abitazione è stato sorpreso il latitante Michele Cianchino. Quest’ultimo, nello stesso mese di settembre, dopo aver appreso che la Suprema Corte aveva rigettato il suo ricorso contro la sentenza di condanna a cinque anni di reclusione inflittagli sia in primo che in secondo grado in quanto riconosciuto colpevole di estorsione aggravata ai danni dell’autosalonista Marco Montoneri, si era dato uccel di bosco ed era riuscito a fare perdere le sue tracce. I Carabinieri del Comando provinciale di Viale Tica sono riusciti, però, a scoprire dove si nascondeva il Cianchino e nella serata del 28 gennaio hanno fatto irruzione nell’abitazione di Via Principato di Monaco, occupata dai coniugi Roberto Formica e Maria Campanile. Le manette ai polsi dei due coniugi sono scattate in quanto l’ospitalità data al latitante non era stata occasionale ma durava da parecchio tempo. All’interno della casa, infatti, era stato ricavato un covo in cui Michele Cianchino si rifugiava tutte le volte che qualcuno bussava alla porta o tutte le volte che sentiva le sirene delle auto della Polizia di Stato e dei Carabinieri. Anche la sera del 28 gennaio il Cianchino si era rifugiato in quel covo, ricavato nel vano cucina e coperto da un armadio, ma i Carabinieri lo hanno scoperto e hanno ammanettato l’esponente del clan mafioso Bottaro-Attanasio, rinchiudendolo nella Casa Circondariale di Cavadonna per scontare la pena detentiva di quattro anni e dieci mesi di reclusione. Nel covo è stata ritrovata una pistola giocattolo modificata in micidiale arma di offesa, e i Carabinieri hanno arrestato il Cianchino per possesso illegale di pistola, ma il Pubblico Ministero Dragonetti ha deciso di liberarlo e procederà nei suoi confronti come indagato in stato di libertà. Sull’arma sono stati disposti degli accertamenti di tipo balistico e la Polizia ha tutto il tempo a disposizione per effettuare le indagini.

CONDIVIDI