Mafia e scommesse online, la Dda chiude le indagini contro 61 persone, c’è pure il “superpentito”

Catania. La Direzione Distrettuale Antimafia di Catania ha notificato a 61 persone l’avviso di chiusura indagini nell’ambito dell’operazione “Galassia” contro le infiltrazioni mafiose nelle scommesse online. Il blitz degli investigatori, condotto a metà novembre insieme alle Procure di Reggio Calabria e Bari, aveva portato in Sicilia a 28 arresti, molti dei quali riferiti ad appartenenti ai clan Cappello e Santapaola-Ercolano, e al sequestro di beni per circa 70 milioni di euro, in Italia e all’estero, oltre a 46 agenzie di scommesse e internet point nelle province di Catania, Messina, Siracusa, Caltanissetta e Ragusa. I reati contestati ai 61 indagati dai Pm Antonella Barrera e Barbara Laudani vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso all’esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse, dalla truffa aggravata ai danni dello Stato al riciclaggio e all’autoriciclaggio. Tra le accuse, anche l’intestazione fittizia di beni attraverso l’illecito esercizio dell’attività di giochi e scommesse a distanza, riconducibili a società operanti all’estero (Albania, Romania e Malta) in violazione della normativa fiscale e di settore, attraverso la creazione di diverse reti di gioco “on line” finalizzate alla raccolta abusiva di scommesse su eventi sportivi ed al gioco d’azzardo, con la creazione di siti con estensione “.com”. Tra le persone raggiunte dall’avviso – che Agipronews ha potuto visionare – anche il collaboratore di giustizia Fabio Lanzafame, attualmente assistito dal Servizio Centrale di protezione di Roma: proprio grazie alle dettagliate dichiarazioni rese agli investigatori, la Procura ha potuto ricostruire l’intero business criminale. Il manager – scrivono i Pm antimafia di Catania – “ideava e forniva l’apparato tecnico ed informatico necessario per organizzare e gestire il lucroso settore delle “scommesse online”, mettendo a disposizione dei clan i suoi collaboratori e riconoscendo alle organizzazioni una percentuale fissa pari al 5% sugli introiti connessi alle scommesse online”. Nelle prossime settimane, la procura Antimafia catanese procederà con le richieste di rinvio a giudizio indirizzate al Giudice per le indagini preliminari. Tra i sessantuno indagati c’è il pachinese Antonino Iacono, che è stato anche candidato alla carica di sindaco di Pachino. Ma figurano altri siracusani, alcuni dei quali tornati in libertà durante le indagini preliminari.
Chiara Vicario

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