Nuova perizia psichiatrica sull’omicida di Laura Petrolito, incarico al prof Filippo Drago

Siracusa. Innanzi al Giudice dell’udienza preliminare Carla Frau è cominciato il processo con rito abbreviato contro Paolo Cugno, il giovane di Canicattini Bagni accusato di avere ucciso con sedici coltellate la fidanzata, Laura Petrolito. Si partiva con i risultati dei due psichiatri che avevano sottoposto a consulto l’imputato per stabilire se avesse le rotelle a posto o se fosse infermo o parzialmente inferno di mente. Per il consulente della Difesa, dottor Michele Lo Magro, l’omicida è uno schizofrenico e quindi era incapace di intendere e di volere nel momento in cui uccise la compagna. Viceversa, per il perito nominato dal Gip Andrea Migneco, innanzi al quale si è tenuto l’incidente probatorio, professore Antonino Petralia, l’imputato è sano di mente e quando massacrò a colellate la povera Laura Petrolito era consapevole di ciò che stava facendo e quindi soggetto in grado di intendere e di volere.
Queste le premesse. Ma il difensore dell’imputato, avvocato Giambattista Rizza, prendendo la parola, ha fatto cambiare l’ordine del giorno avanzando delle richieste che hanno indotto il Gup a escludere dalle parti civili la madre e altri parenti del ramo materno e a disporre una nuova perizia psichiatrica sul conto dell’omicida. Il penalista ha chiesto al Gup di disporre una perizia collegiale poichè a suo dire la perizia del professore Antonio Petralia lasciava nella Difesa dell’imputato ampi margini di dubbi visto e considerato che il dottore Michele Lo Magro era pervenuto a risultati diametralmente opposti al docente universitario di Catania, definendo Paolo Cugno soggetto schizofrenico e quindi incapace di intendere e di volere. Il Pubblico Ministero Marco Dragonetti si è opposto alla perizia collegiale e altrettanto hanno fatto i legali delle parti civili, l’avvocato Paolo Germano per la componente materna della povera Laura Petrolito e avvocati Domenico Mignosa e Mario Di Marca per la componente paterna della vittima. L’avvocato Giambattista Rizza, in un moto di stizza, ha fatto un duro j’accuse contro il professore Petralia, invitando i familiari di Laura Petrolito a riferirgli la sua esternazione di biasimo e di censura. “E se il professore Petralia si dovesse sentire denigrato lo autorizzo a querelarmi” – aveva tuonato l’avvocato Giambattista Rizza. A calmare il difensore di Paolo Cugno ci ha pensato il Gup Carla Frau che se da un lato ha rigettato la richiesta della perizia collegiale dall’altro ha disposto una nuova perizia psichiatrica cui sottoporre l’omicida di Canicattini Bagni. L’udienza mattutina si è conclusa con una sospensione dei lavori e con il rinvio alle ore 15 pomeridiane. Ma solo alle 18, con l’arrivo da Catania del professore Filippo Drago, è stato possibile apprendere che lo psichiatra ha accettato l’incarico, che i consulti sul conto dell’imputato saranno effettuati il prossimo 20 febbraio e che la perizia psichiatrica verrà depositata e illustrata all’udienza del 16 marzo.
Per quanto riguarda l’esclusione dalle parti civili della componente materna di Laura Petrolito, questione sollevata sempre dall’avvocato Giambattista Rizza secondo il quale nè la madre nè altri parenti del ramo materno avevano diritto a costituirsi in giudizio visto che quando la ragazza era in vita non l’avevano mai degnata di un saluto, di una carezza o di un supporto economico, il Gup Frau ha condiviso la eccezione dell’anziano penalista e ha deciso di non accogliere la richiesta di costituzione di parte civile del ramo materno, mentre ha ammesso i parenti del ramo paterno della povera Laura Petrolito,
La gelosia a quanto pare avrebbe armato la mano assassina di Paolo Cugno.
Il delitto si verificò nella notte di sabato 17 marzo di due anni fa. Quella famigerata data del 17 marzo, quindi, Laura era uscita da casa dicendo al padre di andare a fare una passeggiata con Paolo Cugno. Ore di attesa e preoccupazione si sarebbero succedute per il genitore che non vedendo tornare la figlia e cercandola invano attraverso il cellulare, decideva di recarsi dai Carabinieri.
La denuncia alla caserma dei Carabinieri faceva scattare le ricerche che non tardavano a dare frutti immediati con il ritrovamento del cadavere di Laura all’interno d’un pozzo situato nelle campagne fra Canicattini Bagni e Noto. Le misere membra della giovane però erano rimaste intrappolate fra le lamiere di quel pozzo artesiano quindi l’assassino non era riuscito a farle cadere in fondo. L’individuazione del cadavere era supportata dal fermo del compagno di Laura, Paolo Cugno, che, condotto in caserma come principale sospettato e sottoposto ad un serrato interrogatorio, crollava ammettendo le sue responsabilità in seno all’uccisione indicando agli inquirenti il luogo in cui potevano trovare il coltello per uccidere la compagna. Il sentimento della gelosia, da quanto ammesso dal reo confesso, avrebbe armato la sua mano omicida che straziava le membra della mamma della sua stessa piccola figlia, ora affidata al nonno materno.
A Paolo Cugno sono stati sequestrati beni immobili e conti correnti per un valore complessivo di un milione di euro.

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