Omicidio Alessio Boscarino, si è dimessa la giudice popolare che aveva espresso giudizi contro la Difesa degli imputati

Siracusa. Anzichè attendere la decisione della Corte d’Appello di Catania, si è dimessa la giurata della Corte d’Assise contro cui la Difesa dei fratelli Christian e Roberto De Simone, rispettivamente di 34 e 28 anni, e di Davide Greco, 30 anni, accusati dell’omicidio di Alessio Boscarino, 24 anni, ucciso a colpi di pistola, la sera del 4 dicembre 2016, in Via Tasso, a Priolo Gargallo, aveva presentato istanza di ricusazione per i giudizi favorevoli alla tesi dell’accusa e contrari a quella pro innocenza dei difensori dei tre imputati. L’istanza era stata presentata all’indomani dell’arringa illustrata dall’avvocato Puccio Forestiere, difensore, assieme all’avvocato Sebastiano Troia, fratelli De Simone. Oltrechè dai legali dei fratelli De Simone anche l’avvocato Antonio Zizzi, difensore di Davide Greco, si era associato all’iniziativa intrapresa dai suoi colleghi tesa a chiedere l’allontanamento dalla giuria del giurata cbe aveva manifestato con smorfie e commenti la propria avversione alla tesi difensiva dell’avvocato Puccio Forestiere che ha concluso la sua arringa chiedendo l’assoluzione con formula piena dei fratelli De Simone. Viceversa, i Pubblici Ministeri Tommaso Pagano e Gaetano Bono hanno concluso la loro requisitoria chiedendo alla Corte d’Assise (presidente, Tiziana Carrubba; a latere, Viviana Urso), chiedendo l’ergastolo per Christian De Simnone e la condanna alla pena di 30 anni di reclusione ciascuno per Roberto De Simone e Davide Greco. Nell’istanza di ricusazione presentata alla Corte d’Appello di Catania i tre penalisti accusavano la giurata di avere commentato a voce alta con termini critici l’arringa difensiva dell’avvocato Puccio Forestiere, manifestando la propria opinione favorevole alla condanna dei tre imputati. La giudice popolare, infatti, durante l’arringa difensiva dell’avvocato Puccio Forestiere, durata ben due ore, avrebbe manifestato la propria contrarietà alla linea difensiva illustrata dal penalista sottolineando, con delle risatine di scherno, di non apprezzare la sua richiesta di assoluzione con formula piena a favore dei suoi due assistiti, i fratelli Christian e Roberto De Simone. Ma sono stati i commenti a voce alta espressi dalla giudice popolare all’uscita dall’aula della Corte d’Assise a fare infuriare i difensori dei tre imputati. La giudice popolare avrebbe detto “ma questo avvocato offende l’intelligenza dei giudici…”. Così dicendo la giudice popolare ha lasciato intendere ai suoi colleghi di giuria di avere sposato la tesi della pubblica e della privata accusa e quindi di essere pronta a pronunciarsi per la condanna dei fratelli Christian e Roberto De Simone e per il loro amico Davide Greco. Nonostante un’altra giudice popolare l’avesse invitata ad abbassare il tono della voce, poichè a pochi metri di distanza si trovavano i legali dei tre imputati, quella l’ha mandata a quel paese e ha reiterato l’accusa rivolta all’avvocato Puccio Forestiere “questo avvocato offende l’intelligenza dei giudici”.
Con le dimissioni della giurata pro-colpevolista, il processo martedì 26 febbraio potrà riprendere regolarmente senza ulteriori intoppi. La giurata dimissionaria verrà sostituita con una giudice popolare supplente, che ha seguito il processo sin dalle sue prime battute.
Martedì 26 febbraio debbono parlare l’avvocato Antonio Zizzi per Davide Greco e l’avvocato Sebastiano Troia per Roberto De Simone.
La Corte d’Assise, salvo repliche, dovrebbe entrare in camera di consiglio per deliberare il verdetto contro i tre giovani di Priolo alla sbarra.
Per far capire ai lettori che non hanno avuto la possibilità di seguire i resoconti delle udienze del processo a carico dei fratelli Christian e Roberto De Simone e Davide Greco, va ricordato che il ventiquattrenne Alessio Boscarino fu ucciso a colpi di pistola in Via Tasso la sera del 4 dicembre del 2016. La mamma della vittima, Rosa Boscarino, innanzi ai giudici ha detto che a fargli il nome di Christian De Simone come il killer del proprio figlio, è stato Giovanni Turlà, il quale, però, ha negato di averglielo detto. Turlà dice di aver “assecondato” la signora Rosa Boscarino, che gli aveva fatto il lavaggio mentale dicendogli ripetutamente: tu devi dire di aver visto Christian De Simone esplodere i colpi di pistola contro mio figlio. E quando i Pubblici Ministeri hanno letto la trascrizione delle intercettazioni ambientali effettuate dalla Polizia all’interno del Commissariato dove erano stati convocati la madre di Alessio Boscarino, Giovanni Turlà ed Erika Mangiafico, fidanzata del morto ammazzato, ancora una volta il teste ha risposto dicendo che lui “assecondava” la mamma di Alessio dicendole frasi di circostanza che la donna, affranta dal dolore, apprezzava tantissimo. Però Giovanni Turlà alle contestazioni dei rappresentanti della pubblica accusa ha replicato dicendo: “Io glielo dissi alla mamma di Alessio che non me la sentivo di accusare i fratelli De Simone. “Se tuoi vuoi vendicarti fallo pure, ma non sarò io a farli condannare perchè non ho visto nè Christian nè suo fratello uccidere tuo figlio”.
Altro testimone da cui la pubblica accusa si aspettava molto molto di più è Andrea Fioravante, indicato come teste oculare dell’omicidio. Quest’ultimo ha detto di avere bevuto la sera del delitto e di essere rimasto in macchina, mentre Alessio Boscarino e Giovanni Turlà sono scesi dal veicolo per andare a comprare alcune bottiglie di birra al bar “Scacco matto”. “Io ho sentito dei rumori e poi delle urla e sono sceso dalla macchina, ma quando sono arrivato dove era stato commesso l’omicidio già Alessio era morto” – ha dichiarato Andrea Fioravanti. A sua volta, Erika Mangiafico, la cui deposizione è stata contrassegnata da troppi “non ricordo” – ha dichiarato di avere visto arrivare una macchina dalla quale è scesa una persona che poi ha esploso i colpi di pistola contro il suo fidanzato. “Il killer poi si è allontanato senza che io potessi vedere il suo volto”. La testimone ha dichiarato che la Polizia le aveva mostrato l’album delle fotografie dei pregiudicati ma lei ha precisato di non aver riconosciuto alcuna persona.
I Pubblici Ministeri Tommaso Pagano e Gaetano Bono hanno chiesto alla Corte d’Assise di condannare alla pena dell’ergastolo Christian De Simone e di trent’anni di reclusione ciascuno Roberto De Simone e Davide Greco.
L’avvocato Domenico Mignosa, difensore della parte civile, signora Rosa Boscarino, madre di Alessio, ha chiesto la condanna dei tre imputati sotto il profilo penale e anche per quello civile, sollecitando la Corte a condannare i fratelli De Simone e Davide Greco al risarcimento dei danni per un importo complessivo di un milione e mezzo di euro. Soldi che la madre di Alessio Boscarino non tratterrà per sé ma li donerà in beneficenza.
Infine, l’avvocato Puccio Forestiere ha chiesto l’assoluzione con formula piena dei fratelli De Simone perchè assolutamente estranei all’omicidio di Alessio Boscarino.

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