L’elogio funebre del cancelliere Concetto Caruso, amico fraterno dell’avv. Ianuzzo Blancato

Sortino. Sabato, 23 febbraio, ore 9.30, una telefonata agghiacciante: “Scusa, ma sentivo il dovere, sapendo dei vostri rapporti, di avvisarti che è morto l’avvocato Blancato”, un uomo difficilmente ripetibile usciva così dalla mia vita, non dal mio cuore, lasciandomi il ricordo di ammirazione e amicizia. Caro Ianuzzo, la notizia della tua dipartita, giuntami così all’improvviso mi ha rattristato molto, come pure, ne sono certo, ha rattristato tutti i presenti, oggi qui convenuti, alquanto numerosi, per darti l’ultimo saluto. Tocca proprio a me fare l’orazione funebre, sentendone il dovere morale in considerazione della nostra quasi fraterna amicizia ultra quarantennale e della stima reciproca.
Tanto nomini nullum par elogium … nessun elogio è adeguato a un così grande uomo. Questo il primo verso dell’iscrizione sulla tomba dei Machiavelli in Santa Croce a Firenze. Sono trascorsi oltre dodici anni dalla immatura scomparsa della tua cara Tina, sposa insostituibile e madre ineguagliabile, che già sulle ali degli angeli stai volando verso di lei e pare che ella di aspetta lassù, in Paradiso, a braccia aperte. Credo proprio che siano verità le parole di Sant’Agostino: “la morte è la compagna dell’amore che apre le porte a Dio”. Ed io aggiungerei: “la morte non è un male, è l’unica legge uguale per tutti gli uomini”.
Pablo Neruda, nella sua Ode alla Vita: “evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivi richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare”.
L’Avvocatura è stata la tua vocazione sino alla soglia degli 86 anni che avresti compiuto tra una decina di giorni, il 5 marzo p.v. Ma te ne sei andato in silenzio, così all’improvviso. I tuoi impegni professionali ti obbligavano, nonostante l’età avanzata, a una corsa contro il tempo e nessun ostacolo ti ha fermato perchè dotato, per natura, di energia che sembrava inesauribile. Le tue arringhe erano attese per le scelte felicisime degli argomenti e per il loro gustoso e ineccepibile contenuto tecno-giuridico, quasi proprio colorate da espressioni latine che facevano scuola. Sei stato un professionista molto comunicativo, disponibile e rispettoso verso tutti, mai agitato o incollerito, scomposto nell’esercizio professionale. Sei stato sempre il difensore del tuo assistito, ma mai il complice.
Le superiori considerazioni rivelano il tuo appassionato attaccamento alla professione forense. Ianuzzo Blancato aveva coltivato la sua preparazione professionale attingendo lumi dagli insegnamenti del suo Maestro. avvocato Tumschiz di Augusta – che anch’io ho avuto il piacere di conoscere personalmente nei primi anni ’70 alorchè esercitavo la funzione di “cancelliere” alla Pretura di Augusta – il quale fu a lungo fedelissimo discepolo dell’avvocato Enzo Passanisi, quest’ultimo deceduto nel 2013. La nostra frequentazione, spesso telefonica, determinata dal sentimento dell’amicizia, mi ha fatto scoprire un umanista profondo, un giurista acuto, un cattolico praticante (partecipava alla messa la mattina nei giorni festivi e tutte le sere nei giorni feriali), un vero uomo, colto, amante del bello e delle cose belle, che sono i segni eterni dell’arte, della poesia che è la musica dell’anima, un uomo alieno da provincialismi e volgarità, un signore che agisce da signore, così nel rapporto umano, mite, disponibile, cordiale, garbato. Oggi l’avvocato Blancato lascia certamente un vuoto. Non è morto un uomo (questa è la regola della vita) ma è morto a molti di noi … Ianuzzo, a tutta la famiglia giudiziaria è morto un campione! Ma forse “l’avvocato Blancato” aveva ottenuto un patteggiamento con la morte: il minimo di sofferenze per il massimo della nostalgia!
In questo momento di grande smarrimento e di incertezza, sappi, caro Augusto, che la speranza deve essere più forte della preoccupazione e della disperazione. Tutto puoi stringere, tranne il cuote e devi essere orgoglioso di avere avuto un padre così! L’amore e la speranza riaccenderanno la voglia di vivere perchè questo, sappilo, è un mondo stupendo e, come diceva Seneca: “in questo mondo nulla si estingue, ma con moto alterno tramonta e risorge: l’estate se ne va ma ricomparirà l’anno successivo”.
Ianuzzo, amico mio, non è stato un monologo questo, ma un dialogo, perchè sono certo, che tu mi stai ascoltando e rispondendo. La tua voce è nel mio cuore, nel cuore di tutti i presenti. Oggi siamo qui per dirti grazie perchè hai dato gioia alla tua famiglia, felicità, amicizia e allegria cui tutti hanno bisogno”
Vale in Domino qui est summa pax, cuius pietase graztia te conserbet in aeternum… Stammi bene, il Signore che è somma pace, la cui pietà grazia molto conserveremo in eterno.
Addio Ianuzzo, addio amico mio.
Concetto Caruso

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