Respinto il ricorso del deputato Gennuso, ai domiciliari per avere “rubato” il seggio a Gianni

Roma. Le dichiarazionni accusatorie degli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore contro il deputato regionale di Forza Italia, onorevole Pippo Gennuso, avrebbero trovato puntuali riscontri per i giudici del Tribunale del Riesame di Roma, che hanno rigettato il ricorso avanzato e motivato dal professore Carlo Taormina e dall’avvocato Corrado Di Stefano, entrambi difensori di fiducia del parlamentare di Rosolini. Il Collegio ha, quindi, confermato l’ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari emessa dal Giudice delle indagini preliminari di Roma Daniela Caramico D’Auria, contro il deputato regionale, oggi nel gruppo di Forza Italia, ma, all’epoca dei fatti nel gruppo autonomista fondato dall’ex presidente della Regione, Lombardo.
Anche il troncone delle indagini che hanno determinato l’applicazione delle misure cautelari per i tre giudici componenti del Cga di Palermo e per il deputato regionale Gennuso, rientra in quel vasto e più complesso mosaico di presunte sentenze pilotate (almeno cinque) presso palazzo Spada e presso il Consiglio di giustizia amministrativa di Sicilia. Un giro di mazzette da 150.000 euro, solo quello accertato in questo troncone d’inchiesta che fa riferimento al giro dell’avvocato Piero Amara, il grande regista dei verdetti aggiustati nell’ambito della giustizia amministrativa.
Uno degli ordini di custodia cautelare riguarda l’ex presidente del Cga siciliano Raffaele Maria De Lipsis, accusato di corruzione. Avrebbe intascato diverse tangenti da Amara. ll nome di De Lipsis era stato uno dei primi a finire nel mirino dei pm di Roma e Messina che da oltre un anno indagano sul giro di sentenze aggiustate nei processi che riguardano la giustizia amministrativa. Le sue sentenze, a cominciare da quella sul contenzioso della Open Land della famiglia Frontino contro il Comune di Siracusa, sfociata con una sentenza di condanna dell’Ente comunale a pagare un risarcimento di due milioni e ottocentomila euro a Rita Frontino, ora ai domiciliari per bancarotta fraudolenta, sono state passate al setaccio dagli investigatori della Guardia di Finanza. Secondo gli inquirenti, insieme ad un altro ex presidente del Cga Riccardo Virgilio, già finito agli arresti a febbraio dell’anno scorso, De Lipsis sarebbe stato tra i giudici sui quali Amara e il suo socio di studio Calafiore ricorrevano in favore dei loro clienti.
La sentenza contestata per la quale procede la procura di Roma è quella del collegio presieduto dal giudice de Lipsis che, accogliendo il ricorso di Giuseppe Gennuso, annullò le elezioni regionali a Siracusa facendo poi rivotare in alcune sezioni di Rosolini e di Pachino, favorendo così l’elezione di Gennuso che avrebbe pagato 30.000 euro per il tramite dell’amico consigliere della Corte dei Conti Caruso. Quelle mini elezioni danneggiarono l’onorevole Pippo Gianni, cui venne sottratto il seggio all’Assemblea regionale siciliana. Gianni presentò parecchi ricorsi contro l’esito delle mini elezioni, ma nessuno fu accolto. L’unica sua istanza andata a buon fine è stata quella presentata contro l’autista della Sezione Lavoro del Tribunale di Siracusa, Cosimo Russo, reo di avere prelevato i pacchi contenenti le schede elettorali dal luogo dove erano custoditi. Il Tribunale della Libertà, accogliendo la richiesta di Pippo Gianni, ha disposto il sequestro del Tfr del Russo e inoltre la cessione del quinto dello stipendio a beneficio dell’attuale sindaco di Priolo Gargallo. Per la sparizione delle schede elettorali, poi ritrovate dagli agenti della Polizia di Stato in servizio alla Procura, l’autista Russo è alla sbarra innanzi al Tribunale penale di Siracusa, presidente Salvatore Cavallaro, Pubblico Ministero Andrea Palmieri. All’ultima udienza, svoltasi una settimana fa, l’ispettore della Polizia di Stato, Carbonaro, ha parlato delle indagini e delle intercettazioni telefoniche disposte dalla Procura nei confronti dei deputati Pippo Gianni, Pippo Gennuso, Giambattista Coltraro, ma nessuno dei tre risultò coinvolto nel trafugamento delle schede elettorali. Il processo riprenderà il 13 marzo per conferire l’incarico ad consulente tecnico che dovrà trascrivere le intercettazioni telefoniche di Pippo Gianni. Il processo verrà quindi rinviato all’udienza del 10 aprile per consentire al Pubblico Ministero Andrea Palmieri di citare degli ulteriori testimoni della pubblica accusa. L’avvocato Antonio Lo Iacono difende l’autista Cosimo Russo, mentre i deputati Gianni e Gennuso, costituitis parte civile contro l’imputato, sono difesi dagli avvocati Ezechia Paolo Reale il primo e Corrado Di Stefano, il secondo.
L’onorevole Gennuso sta espiando gli arresti domiciliari nella sua azienda agricola ubicata sulla provinciale 50, che porta a Granelli tenere di Pachino.

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