Slittano i patteggiamenti di Amara e Calafiore, ordinario per Ferraro, le riflessioni dell’avv. Giuca

Messina. Sono saltati i patteggiamenti degli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore, che si dovevano celebrare questa mattina innanzi al Giudice dell’udienza preliminare De Francesco. Gli avvocati Salvino Mondello e Alberto Gullino, rispettivamente difensori dei due collaboratori di giustizia Amara e Calafiore, hanno chiesto un rinvio in quanto aspettano la celebrazione del patteggiamento concordato con la Procura della capitale innanzi al Gup del Tribunale di Roma per i reati di corruzione in atti giudiziari. L’avvocato Amara ha ottenuto il via libera dalla Procura di Roma per l’applicazione della pena di anni tre di reclusione e settantamila euro di multa, mentre l’avvocato Calafiore si è accordato per la pena di due anni e nove mesi di reclusione e trentamila euro di multa.
Rinviati i patteggiamenti, il Gup di Messina ha trattato la posizione di Alessandro Ferraro, che avrebbe dovuto essere giudicato con rito abbreviato. I difensori di Ferraro, avvocati Giuseppe Belcastro e Alessandro Billè, hanno comunicato che il loro cliente non intendeva più farsi processare con rito abbreviato per il reato di concorso nella corruzione dell’ex giudice del Cga di Palermo, Giuseppe Mineo. E, ricevuta la conferma dallo stesso Ferraro, il Gup ha accolto la richiesta dei due difensori, disponendo la revoca del processo con rito abbreviato che lo stesso Ferraro in precedenza aveva chiesto. Il Gup De Francesco ha rinviato a giudizio Alessandro Ferraro per l’udienza del 19 marzo prossimo, giorno in cui sarà celebrata inannzi ai giudici della Seconda Sezione Penale del Tribunale di Messina si terrà la seconda udienza del processo scaturito dall’operazione denominata “Sistema Siracusa”.
Di seguito pubblichiamo le riflessioni dell’avvocato Giovanni Giuca sul “Sistema Siracusa”.

Ho avuto esitazione a scrivere, aspettando il responso del Tribunale del Riesame di Roma, in merito agli ultimi arresti effettuati nell’ambito del cosiddetto “Sistema Siracusa”.
La prima considerazione: Siracusa ha dato la stura ad un sistema di corruttela diffuso in tutto il Paese sol perché, i principali protagonisti, sono Siracusani.
Da quasi 20 anni combatto, aiutato da alcuni amici, un sistema diffuso di inquinamento delle coscienze che ho definito “corruzione molecolare”.
Si tratta della pratica di compravendita del voto, fenomeno che si acuisce nelle competizioni regionali, oramai collaudato e, purtroppo, molto diffuso.
Oggi viene confermata una verità processuale, che è molto meno del dato fattuale, a conoscenza di tutti, prova ne sia che se ne parla in termini ironici e rassegnati.
La gravità inaudita consiste nel fatto che un sistema, diffuso tra il popolo, ha trovato albergo anche nei vertici della magistratura amministrativa del Consiglio di Stato e del Consiglio di Giustizia amministrativa!
Credo che l’annullamento parziale delle elezioni regionali, con la dazione di danaro certa, rappresenti un “attentato alla Costituzione” perché mette a repentaglio il principio di sovranità popolare che si sostanzia nella libera competizione elettorale.
Come sempre, a porre un argine alla corruzione, nel nostro Paese, deve essere la Magistratura in sede penale, segno della decadenza morale ed etica di un popolo che è convinto che i furbi- delinquenti-corrotti, siano più bravi degli altri! È dai tempi di “mani pulite” (1992) che ciò accade e, ogni volta, purtroppo, siamo costretti a fare riflessioni amare!
L’auspicio è che il corpo elettorale possa prendere coscienza e punire, prima che vengano commessi reati, soggetti squallidi che popolano la vita delle nostre istituzioni.
La magistratura amministrativa deve ripensare se stessa per estirpare un cancro che la divora e, nel contempo, scredita le istituzioni democratiche.
Avv. Giovanni Giuca

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