Un magistrato donna guiderà la Procura, è la prima volta nella storia giudiziaria aretusea

Siracusa. Una donna alla guida della Procura della Repubblica di Siracusa? A quanto pare sembrerebbe proprio così. Il nome scelto per il dopo gli anni degli scandali – Veleni in Procura con procuratore capo Ugo Rossi e Sistema Siracusa con procuratore capo Francesco Paolo Giordano entrambi degradati a sostituto procuratore il primo e a sostituto procuratore generale il secondo – dovrebbe essere quello del sostituto procuratore generale presso la Corte d’Appello di Catania, Sabrina Gambino, 53 anni, originaria di Caltagirone. Manca ancora l’ufficialità, ma il Consiglio Superiore della Magistratura sarebbe orientato a nominare la dottoressa Gambino nuovo procuratore capo della Procura della Repubblica. La Gambino, balzata agli onori delle cronache per avere rappresentato la pubblica accusa al processo contro l’ex presidente della Regione Siciliana, Lombardo, avrebbe superato tutti i candidati che avevano partecipato al concorso per l’aggiudicazione del posto di procuratore alla Procura della Repubblica di Siracusa.
Nel caso in cui dovesse essere confermata la nomina della magistrata Sabrina Gambino alla carica di procuratore capo della Procura di Siracusa bisognerà capire se l’attuale reggente della Procura, il procuratore aggiunto Fabio Scavone, deciderà di restare al suo posto o se chiederà di essere assegnato in qualche altra Procura della penisola. Fonti bene informate dicono che tra i due alti magistrati non corra buon sangue. Contrasti che potrebbero entrambi accantonare per consentire alla Procura della Repubblica di Siracusa di riacquistare il prestigio degli anni passati e di riprendere il cammino della buona amministrazione della giustizia come avveniva prima dell’arrivo dei procuratori Ugo Rossi e Francesco Paolo Giordano. Con la gestione del procuratore aggiunto Fabio Scavone c’è stato un salto di qualità e un buon segnale per fare uscire dai bassifondi la Procura aretusea, nota in tutt’Italia come la Procura degli scandali e della mala giustizia. O delle congiure. Mai più si dovrà assistere alla raccolta di firme tra sostituiti procuratori per denunciare le malefatte di altri loro colleghi. Mai più dovrà essere scavalcato e ignorato il capo della Procura per il timore che la battaglia di legalità intrapresa dai “congiurati” finisca nel cestino. Con un capo che sa gestire e amministrare l’ufficio e controllare il lavoro dei sostituti procuratori ancora è possibile consentire alla Procura della Repubblica di Siracusa di essere appetibile come sede di lavoro per i nuovi magistrati vincitori di concorso, che non debbono sceglierla mai più come sede disagiata per ritrovarsi nella busta paga un centinaio di euro in più ma soltanto per dare giustizia ai cittadini che si rivolgono alla Procura della Repubblica di Siracusa. Adesso non c’è che aspettare la proclamazione della dottoressa Gambino. Poi sapremo che cosa accadrà!

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