Tavola rotonda al Liceo “Mègara” con Claudio Fava, ma è don Prisutto a scuotere la platea

Augusta. Interessante tavola rotonda venerdì mattina nell’auditorium “G. Amato”, aula magna della cittadella degli studi di contrada “Paradiso”. L’ha patrocinata il liceo Mègara, con la collaborazione dell’associazione, presieduta da don Ciotti, “Libera”, sul tema “Legalità e ambiente, per la sensibilizzazione di tutti gli studenti delle quinte classi, studenti che – come ha precisato l preside Renato Santoro – quest’anno, agli esami di maturità, dovranno dimostrare d’aver seguito u percorso di formazione su cittadinanza attiva e legalità. Alla tavola rotonda, coordinata dalla docente di matematica Rita Pàncari, hanno partecipato: il deputato alla Regione Siciliana Claudio Fava, presidente regionale della Commissione antimafia, il magistrato Stefano Priore, il sindaco Di Pietro, don Palmiro Prisutto, Enzo Parisi di Legambiente e Lauretta Di Mauro dell’associazione Libera. Claudio Fava, figlio del giornalista e drammaturgo Pippo Fava, ucciso dalla mafia nel gennaio 1984, ha ricordato i suoi trascorsi di giovane cronista, quando, quasi 4° anni addietro, per conto del mensile “I Siciliani”, diretto dal padre, venne ad Augusta per intervistare il giovane pretore catanese Antonino Condorelli, che aveva saputo mettere sotto accusa i colossi nazionali del petrolchimico, colossi che hanno prodotto morti per cancro, bambini malformati e hanno pure costretto all’esodo gli abitanti del borgo di Marina di Melilli, davanti allo stabilimento dell’Isab, poi Montedison. Fava ha esortato gli studenti “a ribellarsi all’ignominia di dovere scegliere fra salute e lavoro.” Il pretore Condorelli è stato definito pretore d’assalto perché ebbe il coraggio di assalire la roccaforte dei politici: il concetto è stato riportato da Enzo Parisi, del direttivo regionale di Legambiente, il quale ha ricordato la maxitangente di due miliardi di lire pagata, alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso, dai petrolieri del Nord che qui installarono l’Isab perché trovarono quel terreno fertile che altrove, anche a Porto Marghera, no avevano trovato. Parisi ha detto che 1v miliardo di lire andò alla Democrazia Cristiana, allora partito di governo, e l’altro miliardo equamente diviso fra tutti gli altri partiti. Parisi ha ricordato l’opera del pediatra Giacinto Franco, scomparso qualche anno fa, per le sue ricerche sui bambini malformati e sul mercurio, mercurio che nel 2001 macchiò di rosso lo specchio i mare antistante a Priolo, da cui scaturì l’inchiesta “Mare Rosso”, successivamente archiviata: archiviazione definita vergognosa da Gianni D’Anna, che fu, per quest’aggettivo “vergognosa” querelato dal magistrato Maurizio Musco, condannato in primo e in secondo grado dai giudici di Messina, ma definitivamente assolto, due mesi dopo la sua morte, dalla suprema corte di cassazione. “Quello che avviene ad Augusta”, ha ammonito Parisi, “non ha conseguenze solo sul nostro territorio, ma sul nostro pianeta” e, quindi, ha esortato gli studenti a mantenere saldo l’impegno per la legalità e per l’ambiente, che significa impegno per l’umanità. Il sostituto procuratore aretuseo Stefano Priolo, anch’egli, ha sostenuto l’inscindibilità del rispetto per la tutela della salute e per il lavoro, costituzionalmente garantiti e ha esortato gli alunni a non farsi manipolare e a formare una coscienza propria, nel rispetto delle regole anche nel vivere quotidiano, tanto d’aver consigliato ai ragazzi la lettura di un libretto di Gherardo Colombo, del pool Mani pulite, oggi in pensione. Don Palmiro ha confessato ai ragazzi che la sua lunga battaglia è dovuta alla sua presa di coscienza con un vissuto familiare drammatico: ben 6 morti per cancro e due bambini nati malformati nella sua famiglia. Prisutto ha esortato anch’egli i ragazzi a non sentirsi soli, anche perché, seppure se si è in pochi, si può riuscire a bloccare situazioni pericolose, come ha fatto egli stesso con un manipolo di volontari, cinque appunto, in occasione del trasporto delle polveri inquinanti dell’Ilva di Taranto nella discarica Cisma di Melilli. Prisutto ha ricordato la massima ciceroniana “Salus populi suprema lex”, la salute del popolo è la legge suprema”. Il sindaco di Augusta, Maria Concetta Di Pietro, ha riconosciuto che “da noi legalità e ambiente non sono andati sempre a
braccetto e ha ammesso che in questo campo, per troppi anni, non si è pensato alla tutela dell’ambiente e alla salute dei cittadini”. Lauretta Rimauro, ha ricordato il movimento giovanile contro il riscaldamento globale, avviato grazie ai sit in, davanti al parlamento svedese, della sedicenne Greta Thumberg, che ogni settimana non va scuola per scuotere le coscienze dei potenti a far presto per l’inversione di tendenza riguardo ai cambiamenti climatici. Altrimenti sarà troppo tardi. Il futuro appartiene ai giovani, i giovani sono il futuro.
Cecilia Càsole

CONDIVIDI