Il taccuino di Titta Rizza: la “piattaforma Rousseau” del M5S e la frode della democrazia

Siracusa. Noi gente di provincia, specie noi del sud, abbiamo spesso delle intuizioni che precedono quelle dei grandi centri di potere e di informazione.
Col mio taccuino di sabato scorso avevo espresso i miei sacri dubbi sulla sacralità della ”piattaforma Rousseau” gestita, scrissi, da un certo signor Casaleggio.
Costui ha il monopolio di gestire la ”democrazia diretta”, un credo inventato, opino in buona fede dal comico Peppe Grillo, ma poi nella pratica finito nelle mani di un gruppetto di persone che ne possono fare l’uso che vogliono.
Ebbene, ieri dico ieri, venerdì 5 aprile, le televisioni nazionali e i giornali della grande informazione hanno riportato la notizia che il Garante della Privacy ha multato la piattaforma Rousseau di cinquantamila euro perchè priva di trasparenza e con la possibilità di manipolazione dei dati.
Quindi facciamo il punto della situazione: gli iscritti alla piattaforma sono in tutto cinquantamila, e il voto di questi cinquantamila può essere manipolato con un risultato che potrebbe non rispettare il voto dei detti cinquantamila.
Si crea una oligarchia che nel nome della Democrazia Diretta assume un potere assoluto ed incontrollato: la democrazia va a farsi benedire, per non usare un altro termine più forte.
La cosa ridicola è che il gran popolo dei “5 Stelle” ha giurato guerra mortale ai centri di potere e non si rende conto, popolo minchione, di essere governato da un centro di potere gestito da non più di tre quattro persone.
Noi tutti abbiamo fatto esperienza col centro di potere uninominale che fu quello di Berlusconi; non dobbiamo dimenticarci del suo ”editto bulgaro”: giornalisti di grandissimo nome vennero buttati fuori dall’oggi a domani su due piedi dalla televisione di stato perché non erano con lui.
Non dobbiamo dimenticarci di Bertolaso, lo strumento di Berlusconi per aggirare la legge sulla gare di appalto.
Nel nome della Protezione Civile appaltò senza gara milioni e milioni di opere pubbliche.
A chi venivano assegnate? A palazzinari come quelli delle notte dei morti di l’Aquila: la città tremava, i palazzi crollavano, la gente moriva e i palazzinari al telefono ridevano perché c’era da fare i soldi con la ricostruzione.
La ”democrazia diretta” può essere l’anticamera di un governo così detto forte alla Erdogan; io preferisco un parlamento numeroso fatta da tanta gente che possa rappresentare tutto il popolo italiano, senza il pericolo della reazione di poteri forti ed occulti.
Titta Rizza

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