Il taccuino di Titta Rizza, la marcia di sabato scorso per il lavoro organizzata da Cgil, Cisl e Uil

Siracusa. Sabato scorso ho partecipato alla marcia organizzata dai tre sindacati; mi hanno dato ospitalità i pensionati della Cisl, anche se io non mi sento un pensionato perché sono tutti i giorni al lavoro in Tribunale.
Ci sono andato perché sentivo l’obbligo morale di dare testimonianza.
Quello del lavoro è una delle battaglie fondamentali dell’uomo, perché il lavoro è quella cosa che dà all’uomo la dignità di essere e di sentirsi uomo.
Lo va ripetendo in ogni occasione dalla sua cattedra Papa Francesco.
Stiamo vivendo qui nella nostra città un momento assai difficile; ieri sera alla processione del Cristo morto accanto al traccolista procedeva l’annunziatore di buche, a volte di vere e proprie voragini sulla pubblica via, che segnalava ai portatori della statua la presenza di trabocchetti sulla strada: bisognava evitare una caduta a terra o una sbandata del fercolo.
Questo per dire che stiamo vivendo in una emergenza straordinaria.
L’attuale governo ha ritenuto di dare priorità ad un assegno di assistenza che ha pomposamente battezzato reddito di cittadinanza.
Il massimo importo è di 780 euro al mese.
La mia professione mi sta facendo osservare un fenomeno: i tanti ragazzi della nostra periferia che sopravvivono spacciando droga hanno presentato tutti indistintamente domanda per il reddito di cittadinanza.
Se tale sussidio dovesse dare dignità di uomo al giovane disoccupato che spaccia per sopravvivere, di colpo qui dovrebbe cessare lo spaccio; non ci sarebbero più retate di polizia nei quartieri della nostra periferia, ci sarebbe un gran calo dei processi per droga.
Speriamo che questo avvenga ma ne dubito fortemente.
Il benessere di una comunità dipende esclusivamente dal lavoro; se c’è lavoro c’è creazione di ricchezza e si pone il problema della ripartizione di tale ricchezza fra imprenditore e lavoratore.
Ma prima del problema della remunerazione del lavoratore si pone il problema della creazione del lavoro.
Governo nazionale e regionale promettono investimenti per il lavoro; fino a questo momento di investimenti nemmeno l’ombra; speriamo che la marcia di sabato scorso possa scuotere quelli della camera dei bottoni perché ne premano qualcuno, quello delle opere pubbliche e dei contributi ai tanti giovani che vogliono fare impresa.
Questo è il mio augurio per Pasqua; che il lavoro ci investa, che tutti possano affrontare ogni giorno della vita con la dignità di chi è consapevole che crea ricchezza ed ha il cuore aperto alla speranza.
Titta Rizza

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