Operazione “Eclipse”: notificato l’avviso di conclusione indagini, tra le parti offese il sindaco Cannata, Paolo Loreto e Paolo Borrometi

Catania. Il Pubblico Ministero Alessandro Sorrentino ha fatto notificare l’avviso di conclusione indagini agli avolesi coinvolti nell’operazione antimafia e antidroga denominata “Eclipse”, tutti arrestati dai Carabinieri della Compagnia di Noto la notte del 18 gennaio scorso.
L’avviso è stato notificato a Sebastiano Amore, 38 anni, attualmente detenuto nel carcere di Cavadonna, difeso dall’avvocato Natale Vaccarisi; Monica Campisi, 32 anni, agli arresti domiciliari, assistita dagli avvocati Natale Vaccarisi e Antonino Campisi; Giuseppe Junior Capozio, 33 anni, detenuto a Cavadonna, difeso dall’avvocato Antonino Campisi; Concetta Cavarra, 34 anni, agli arresti domiciliari, difesa dagli avvocati Antonino Campisi e Natale Vaccarisi; Vincenzo Di Stefano, 27 anni, agli arresti domiciliari, difeso dall’avvocato Natale Vaccarisi; Giovanni Di Maria, 31 anni, detenuto nel carcere di Piazza Lanza di Catania, difeso dagli avvocati Natale Vaccarisi e Antonino Campisi; Corrado Lazzaro, 33 anni, detenuto nella Casa Circondariale di Bicocca di Catania, assistito dall’avvocato Antonino Campisi; Paolo Liotta, 38 anni, agli arresti domiciliari, difeso dagli avvocati Antonino Campisi e Natale Vaccarisi; Davide Nobile, 37 anni, latitante dall’8 marzo 2019, difeso dall’avvocato Salvatore Fazio; Giuseppe Tiralongo, 32 anni, detenuto nella Casa Circondariale di Cavadonna, difeso dall’avvocato Natale Vaccarisi; Corrado Vaccarella, 25 anni, detenuto a Piazza Lanza di Catania, difeso dall’avvocato Natale Vaccarisi; Gianluca Vaccarisi, 35 anni, detenuto nella Casa Circondariale di Piazza Lanza di Catania, difeso dagli avvocati Maria Caltabiano e Natale Vaccarisi; Paolo Zuppardo, 43 anni, detenuto nella Casa Circondariale di Cavadonna, difeso dagli avvocati Natale Vaccarisi e Antonino Campisi.
Nell’elenco non figura più l’avolese Giuseppe Bianca, 35 anni, al quale il Tribunale del Riesame il 6 febbraio scorso aveva annullato l’ordinanza cautelare di custodia in carcere per assoluta carenza degli indizi. Il Bianca, assistito dall’avvocato Natale Vaccarisi, dopo aver trascorso 19 giorni in carcere, è tornato in libertà grazie al provvedimento del Riesame di Catania.
Le accuse vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso (il reato viene contestato a Giuseppe Capozio, Paolo Zuppardo e Vincenzo Di Stefano) alla tentata estorsione ai danni di Vincenzo Guglielmino, titolare della EF Servizi Ecologici srl, padre del legale rappresentante della GV Servizi Ambientali srl, società quest’ultima che gestisce la raccolta dei rifiuti nel Comune di Rosolini, cui il Capozio – in concorso con Paolo Zuppardo e Vincenzo Di Stefano – cercò di costringerlo ad assumere diverse unità di personale da loro indicate e a dare la buonuscita a Paolo Piccione, trasferito dalla sede di Rosolini a quella di Avola. Inoltre Zuppardo e Capozio debbono rispondere di minacce rivolte a Vincenzo Guglielmino, dicendo attraverso Alfredo Grasso, responsabile dei servizi di Ecologia di Rosolini: “Ma non è che può fare il finto tonto con me Guglielmino, hai capito?…”; “…A me può mandare le persone migliori… non ti arrabbiare, a me proprio me la succhiano; e poi a quelli che mi deve mandare se me li deve mandare me li deve mandare buoni, ti saluto”. “…Quando ad Avola succede qualcosa io so tutto”. Vincenzo Di Stefano deve dare conto anche dell’accusa di avere appiccato il fuoco ad una macchina bobcat di proprietà della GV Servizi Ambientali srl, ad un’auto Fiat Punto di proprietà di Anna Fiorenza, moglie di Alfredo Grasso e ad un autocarro Fiat di proprietà del Comune di Rosolini.
Paolo Zuppardo, Giuseppe Junior Capozio, Corrado Lazzaro, Corrado Vacarella, Monica Campisi, Giuseppe Tiralongo, Gianluca Vaccarisi, Paolo Nastasi, Sebastiano Amore, Concetta Cavarra, Giovanni Di Maria debbono rispondere di associazione finalizzata al traffico degli stupefacenti e di associazione a delinquere di stampo mafioso.
Inoltre Zuppardo, Monica Campisi, Capozio e Lazzaro sono chiamati a rispondere del reato di cui all’articolo 73 della legge sugli stupefacenti e di associazione di stampo mafioso.
A Paolo Zuppardo viene contestato il reato di minacce gravi contro il sindaco di Avola, Luca Cannata, al quale gliele ha rivolte attraverso un post pubblicato su Facebook il 25 marzo 2017. “Ti prometto il giorno che ti dimetti sarai il primo a mandarti in ospedale… e te lo giuro davanti a tutti!!”… anzi, scusate avevo dimenticato mannimilli a mia i pupazzetti tuoi chissu maravighiusu nanu malefico… e chissu ca canta no di parco solo… sucata agli uri cu mandi e mandi trq che io ti cerco”, allegando l’immagine di una pistola”.
Sempre Paolo Zupparo deve dare conto dei reati di minacce gravi rivolte, sempre su facebook, a Paolo Loreto, uomo di fiducia dell’imprenditore Salemi che gestiva in Avola il servizio di raccolta dei rifiuti urbani e padre dell’assessore comunale Simona Loreto: “Tu ca stamattina di facci e facci diventato fumeri come lo sei già… lo sai che quando voglio ti cerco e ti trovo ma (s..i) come e quando e dove vuoi tu”, nonchè incontrandolo di persona facendo credere di essere armato minacciava un male grave a Paolo Loreto.
Paolo Zuppardo, inoltre, commentando un articolo a firma di Paolo Borrometi pubblicato sul sito on line La Spia col rito “Nè i Crapula nè gli altri delinquenti: cacciateli! Nomi, foto, affari dei boss in città” minaccia Paolo Loreto. Più che un commento è un delirante messaggio pieno di espressioni offensive: “Tu sei solo un falso giornalista, nn sai niente nè verità nè niente… butti fango alle persone senza sapere un cazzo… ad Avola nn esiste nè mafia nè delinquenza e tutta una tua illusione del cazzo che hai… io non minaccio mai ma visto che sei così tu ti faccio finire male… ma poi venire a sucare tu e tutta la tua razza di merda che sei… ma visto che sai che cammino armato usciamo insieme sbirro i merda tu e chi te l’ha detto anche??? Tu chi cazzo sai… poi solo sapere le scopate di tua moglie che si fa giornalieri ma nn con te… perchè a te ti vede solo a sera… sacco i merda ca sì… tu parli, parli ma non sai ntn di ntn”, minacciando e insultando il giornalista Borrometi.

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